
da New York
Gianluca Atlante
Dopo tante donne, un solo uomo ed un’altra donna. Oggi toccherà a Fabio Fognini e Romina Oprandi tenere alto il nome del tennis italiano in questa quarta prova dello Slam in corso di svolgimento sul cemento di Flushing Meadow a New York. Sul Grand Stand, lo stesso che ieri ha portato bene alla Schiavone, il ligure tornerà a sfidare lo spagnolo Fernando Verdasco, già battuto a Wimbledon. Il match sarà il terzo in programma. Per quanto concerne, invece, Romina Oprandi, come terzo match sul campo numero 12 affronterà la tedesca Julia Georges.
IL PROGRAMMA DEGLI ITALIANI DI MARTEDI 31 AGOSTO
Grand Stand
3° match a partire dalle ore 19 locali (le 01.00 in Italia)
Fabio Fognini (ITA) c. (8) Fernando Verdasco (ESP)
Court N. 12
3° match a partire dalle ore 11 locali (le 17 in Italia)
Romina Oprandi (ITA) c. Julia Goerges (GER)
Il programma completo: Programma di martedi 31 agosto
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2010
- 23:45

da New York
Gianluca Atlante
L’ottava partecipazione all’Open degli Stati Uniti, che ha preso il via oggi sui campi in cemento di Flushing Meadow, a New York, ha rischiato di finire anzitempo. Parliamo dello svedese, Robin Soderling, numero cinque del mondo e del tabellone di questa quarta ed ultima prova dello Slam, che sul Grand Stand, subito dopo il match della Schiavone, ha lottato conque set (7/5 6/3 6/7 5/7 6/4 in tre ore e cinquantuno minuti) per avere ragione del qualificato austriaco, Andreas Haider-Maurer, numero 215 dell’ultima classifica mondiale, al quale non sono bastati i trentaquattro ace e i 58 punti vincenti per conquistarsi un po’ di popolarità ed uno scalpo eccellente. Tutto facile, invece, per una delle “mine vaganti”, parliamo dello statunitense Andy Roddick: tre set a zero (6/3 6/2 6/2 in un’ora e quarantuno minuti) al francese Robert e via di corsa, con molta autrorità, al secondo turno. Tornando alle fatiche di questa prima giornata pomeridiana, c’è da dire che anche il francese Monfils, numero 17 del seeding, non è stato da meno a Soderling. Il transalpino, sul campo numero 11, ha ritardato il match della Pennetta, finendo per battere lo statuinitense, Robert Kendrick, in cinque set: 3/6 6/3 6/4 6/7 6/4 in tre ore e diciannove minuti. In apertura di giornata, facile esordio invece per il russo Nikolay Davydenko contro lo statunitense Russell: 6/4 6/1 6/3 il punteggio finale.
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2010
- 21:24

da New York
Gianluca Atlante
New York – Diciotto minuti per il primo set, quarantaquattro per il secondo. Sotto il sole cocente di Flushing Meadow, la campionessa uscente, Kim Clijsters, numero due del tabellone, le ha provate tutte per mettersi in difficoltà, per creare dei problemi. Ha vinto, passaggiando, il primo set con il punteggio di 6/0, ma poi in un amen è andata sotto 0-4 nel secondo con i dovuti, a quel punto, ringraziamenti dell’ungherese Greta Arn che, sinceramente, non si aspettava tanta grazia. Addirittura 3-5, con la Arn a servire per il set. Ma lì è scattato quel qualcosa che appartiene soltanto alle grandi giocatrici. La voglia, nel caso specifico, di non restare in campo, sotto un sole cociente, più del previsto. Quattro giochi consecutivi e via di corsa in doccia a ripensare al tutto: 6/0 7/5 in un’ora e due minuti. Inizio di prima giornata che ha fatto felice anche l’idolo di casa, Melanie Oudin, costretta a rincorrere una cambiale pesante dopo i quarti di finale dello scorso anno. Successo facile sull’ucraina, Olga Savchuk e iniezione di fiducia dopo un’estate intera a rincorrere risultati che non sono mai arrivati. Nel tardo pomeriggio newyorkese, anche l’australiana Samantha Stosur, numero 5 del tabellone e sei del mondo, ha dovuto sudare non poco per avere ragione della russa, Elena Vesnina: 3/6 7/6 6/1 il punteggio finale per la finalista del Roland Garros. Ora per lei il derby contro Anastasia Rodionova.
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2010
- 20:09

da New York
Gianluca Atlante
New York – Il volto della felicità, ha un nome: Maria Elena Camerin. Piano, piano, la piccola formichina è riuscita ad arrivare nella propria tana con quanto di più buono poteva trovare: un primo turno felice in uno Slam. E… “soprattutto giocabile – ha spiegato subito dopo il suo vittorioso confronto con la Ferguson – A Parigi subito la Bartoli, a Wimbledon la Clijsters: a questo punto, ben vengano le qualificazioni, le gioco tutta la vita”. Una vittoria importante, tonificante per il morale e per una classifica che non è quella sperata. Ma… “la grinta per reagire non mi manca, non mi è mai mancata. Qui sono venuta convinta di poter far bene. Ogni mattina mi alzavo e dicevo: ‘dai, un’altra ancora di partita’. Poi questa mattina mi sentivo davvero un leone, mai stata così bene ed in campo si è visto”. Ora il derby contro la Schiavone, contro una giocatrice che… “è l’esempio per tutte noi. Quello che ha fatto a Parigi è stato grandioso, immenso. Avrei voluto abbracciarla subito dopo, ci sono andata vicino però il suo aereo, di ritorno da Parigi, è atterrato a Bologna invece che a Verona dove io stavo partendo per andare a giocare un torneo. Ci siamo riviste a Wimbledon, abbiamo pranzato insieme ed è stato bello perchè ad un certo punto, non avevo preso da bere e lei mi ha detto: ‘tranquilla, una pepsi posso ancora offrirtela’. Una persona meravigliosa e difficilissima da affrontare. Ha una palla pesante, varia il gioco in maniera incredibile, vedremo quello che si potrà fare. Ma già essere ancora qui è davvero molto importante per me”. Una Schiavone che ha permesso a tutte, con la sua vittoria al Bois de Boulogne, di aumentare di popolarità. “Senza ombra di dubbio. Alcuni giorni fa ero in un Apple Store a comprare un pc e la mia carta di credito non funzionava. Ho chiamato e quando hanno saputo che ero la Camerin, ho sentito dall’altra parte della cornetta una gioia immensa da chi mi rispondeva. Ecco, la Schiavone ha fatto in modo che il tennis femminile italiano venisse rivalutato completamente. A lei dovremo sempre dire grazie”.
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2010
- 19:47

da New York
Gianluca Atlante
New York – Non è mai banale, non lo è mai stata. E così quando hai l’opportunità di parlare con lei, hai la netta sensazione che dietro ogni sua parola è nascosto un titolo ad otto colonne. Francesca Schiavone e la sua prima conferenza stampa qui a Flushing Meadow. “Ho giocato una buona partita e la cosa che mi soddisfa di più è che l’avevo preparata in questo modo, per giocarla così. Mi piace tutto questo, le sensazioni sono tornate positive, certe batoste mi hanno fatto bene”. Lo Slam parigino ha finito per ubriacarla, ma… “credo che sia normale. E’ successo, però, e ora è giusto ed opportuno guardare al presente, a questa prova dello Slam, dove possiamo vincere tutte, dove la Wozniacki, contro la quale ho vinto e perso, è giusto che sia lì in alto, ma dove c’è un equilibrio incredibile”. Poi il tennis ritrovato, fatto di variazioni di colpi che l’hanno portata a trionfare sulla terra del Roland Garros. Anche se questo cemento…”mi piace, qui ho sempre giocato bene – ha spiegato la numero uno azzurra – Mi piace perchè, tanto per fare un esempio, il rovescio tagliato sulla terra è più addomesticabile, qui per tirarlo sù, un po’ di fatica devi farla”. Come nella vita, fatta di alti e bassi, di salite e discese. “E’ giusto che sia così, l’importante è rendersene conto e cercare di tirare fuori il meglio da ogni singola situazione”. Una cosa è certa: la Schiavone vista all’opera contro la Morita, è tornata prepotentemente sul suo presente, dimenticando quello che è stato. “Qualcosa di buono si era già visto a Montreal. Oggi ho giocato bene, ma siamo soltanto all’inizio. Il Roland Garros è un bel ricordo, guardiamo al presente”.
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2010
- 18:43