Officina del Tennis di Corrado Barazzutti

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Us Open, Starace cede in quattro set ad Almagro, Seppi in cinque a Granollers. Spagna-Italia 3-0

da New York

Gianluca Atlante

New York – Dura un set il sogno di Potito Starace di battere lo spagnolo Nicolas Almagro e approdare al secondo turno dell’Open degli Stati Uniti, quarta ed ultima prova dello Slam, in corso di svolgimento sui campi in cemento di Flushing Meadow. E dire che sembrava una giornata propizia per il tennista di Cervinara, che in mattinata si era allenamento bene con lo svizzero Wawrinka sempre sullo stesso campo, il ribollente (umidità pazzesca e caldo afoso) numero 4 e che dopo il primo set, vinto con il punteggio di 6/4, aveva dato l’impressione di poter centrare una bella vittoria. A quel punto, però, è venuto fuori Almagro, che con identico punteggio ha portato a casa, secondo e terzo set. Nel quarto lo spagnolo andava a servire per il match sul 5-4, ma qui subita il break da parte dell’azzurro che, in un amen, andava poi sul 6-5. Almagro teneva il proprio turno di battuta e si arrivava, dunque, al tie break. Potito andava avanti 4-3 con due turni di battuta, ma qui si fermava. Perchè Almagro metteva insieme tre punti, prima di perderne uno sul suo servizio e chiudere il match al secondo matchpoint su servizio del nostro giocatore: 4/6 6/4 6/4 7/6 in due ore e trentotto minuti. E alla fine: Italia-Spagna 0-3. Attenzione, però, non è calcio, ma tennis. Fatto di occasioni mancate per noi e di vittorie per loro. Di quinti set giocati male, come quello di Andreas Seppi contro Granollers e di occasioni mancate come quella di Fognini. Fuori tutti, al primo colpo: Fabio Fognini nella serata di martedì (notte inoltrata da noi in Italia), Potito Storace e Andreas Seppi dodici ore dopo, nella mattinata inoltrata newyorkese. Calda quanto basta per cucinare a fuoco lento i nostri baldi giovanotti. Da Fabio Fognini ad Andreas Seppi, passando per Potito Starace. Dal Grand Stand illuminato a giorno dalle luci artificiali, ai caldi court secondari, dove trovare refrigerio è stata, ieri, impresa impossibile. Come la sconfitta di Andreas contro Granollers. Impossibile da raccontare dopo il 2-0 iniziale dell’azzurro (6/2 7/5 i parziali), illusione di una facile vittoria. Ma, e ce n’è sempre uno nella vita, i conti vanno fatti alla fine e Granollers, catalano purosangue, si è dimostrato ancor di più figlio di quella “cantera tennistica” che di giocatori ne ha sfornati a iosa. Pronti a vender cara la pelle su ogni palla, a non mollare mai la presa, a dire basta solo al momento di stringere la mano all’avversario. Cosa che da noi, purtroppo, resta un optional di lusso. Morale della favola, non certo a lieto fine per noi, Seppi si è visto raggiungere e superare dal suo avversario senza opporre il minimo di resistenza, senza trovare modo e tempo per reagire: 2/6 5/(7 6/3 6/2 6/3 il punteggio finale.

L’intervista a Potito Starace: Potito Starace

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Us Open – Venus soffre un set e la Ivanovic sembra fare sul serio. La Azarenka sviene e si ritira

da New York

Gianluca Atlante

La bella Ana Ivanovic sembra tornata a fare sul serio. Nemmeno il caldo asfissiante e la temperatura sotto i piedi ai limiti della sopportazione, le hanno creato dei problemi. La cinese Zheng, semifinalista in gennaio all’Australian Open e testa di serie numero 21, ha finito per lasciarci le “penne”, senza nemmeno trovare modo e tempo per mettere in difficoltà la serba, ex numero uno del mondo ed ora a caccia di una nuova identità tennistica: 6/3 6/0, maturato in soli 56 minuti, il punteggio finale di un match che non ha avuto mai storia. E dire che dalle parti di Flushing Meadow, la Ivanovic non ha mai fatto molto bene, eccezion fatta per gli ottavi di finale raggiunti nel 2007. Pronti, via e la terza giornata dell’Open degli Stati Uniti, oltre alla Zheng, ha visto uscir fuori in campo femminile anche la bielorussa Victoria Azarenka, numero 10 del seeding. Sul 5-1 in favore di Gisela Dulko, infatti, la Azarenka si è ritirata. Paura oggi agli US Open. Victoria Azarenka è svenuta durante la sfida di primo turno contro Gisela Dulko. L’argentina conduceva 5-1 quando la ventunenne bielorussa si è accasciata al suolo dopo un lungo scambio ed è stata costretta al ritiro dopo 34 minuti. A metterla ko il gran caldo che in questi giorni c’è a New York con temperature elevatissime (oggi si sfiorano i 40 gradi) e grande umidità. La Azarenka, vestita tutta di nero, che non è il colore più adatto sotto il sole cocente di oggi a Flushing Meadows è caduta in avanti vicino alla riga di fondo campo e non si è più alzata. Immediatamente soccorso dai medici e si è fortunatamente ripresa.“Mi ero accorta che da qualche games Victoria era molto lenta in campo – ha poi raccontato la Dulko - l’ho rivista negli spogliatoi, era pallida e tremava”. Insomma il classico colpo di calore per la bielorussa, una delle giocatrici più in forma dell’estate sul cemento americano con la vittoria a Stanford e la semifinale a Montreal. In apertura di giornata è arrivata anche la vittoria, nel derby tutto francese, della Razzano sulla Bartoli, numero 12 del seeding. A metà pomeriggio, ecco irrompere il ciclone Venus Williams, la vera speranza “stelle e strisce” di questo Open degli Stati Uniti, orfano della sorella Serena che, senza nulla togliere alla più grande delle Williams, avrebbe offerto maggiori garanzie di vittoria. A riprova di quanto diciamo, le difficoltà con le quali Venus si è sbarazzata della canadese, Rebecca Marino: 7/6 6/3 il punteggio finale di un match durato un’ora e trentuno minuti. Tra le teste di serie, a segno anche Dementieva e Hantuchova.

SINGOLARE FEMMINILE

SECONDO TURNO

Gisela Dulko (Arg) b. Victoria Azarenka (Blr, 10) 5-1 retd; Ana Ivanovic (Srb) b J. Zheng (Chn, 21) 6/3 6/0; Anastasia Pavlyuchenkova (Rus, 20) b. Sania Mirza (Ind) 6/2 6/4; Virginie Razzano (Fra) b. Marion Bartoli (Fra, 13) 7/5 6/4; Elena Dementieva (Rus, 12) b. Sybille Bammer (Aut) 6/3 6/4; Mandy Minella (Lux) b. Tsvetana Pirenkova (Bul, 32) 6/4 6/0; Francesca Schiavone (Ita, 6) b. Maria Elena Camerin (Ita) 6/2 6/1; Daniela Hantuchova (Svk, 24) b. Vania King (Usa) 5/7 6/3 6/4; Sara Errani (Ita) b. Alisa Kleybanova (Rus, 28); Alona Bondarenko (Ukr, 29) b. Melanie Oudin (Usa) 6/2 7/5; Sara Errani (Ita) b. Alisa Kleybanova (Rus, 28) 6/2 6/3;

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Us Open, tutto facile per la Wozniacki

da New York

Gianluca Atlante

New York – Ha la ghiotta occasione non solo di riconfermarsi, dopo la finale persa lo scorso anno contro Kin Clijsters, ma di fare ancora meglio: vincere il suo primo Slam e salire in vetta alla classifica mondiale. E questa occasione, visto l’esordio della notte appena trascorsa, sembra proprio che non voglia lasciarsela scappare. Parliamo della danese, Caroline Wozniacki, numero 2 del mondo ed uno del seeding di questa quarta ed ultima prova dello Slam in corso si svolgimento sui campi in cemento di Flushing Meadow: doppio 6/1 alla modesta statunitense Chelsey Gullickson e via di corsa al secondo turno. In serie positiva da due settimane, con le vittorie a Montreal e New Haven, la Wozniacki sembra davvero fare sul serio.

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Us Open – Nadal soffre in due tie break, poi domina Gabashvili

da New York

Gianluca Atlante

New York – Due tie break, vinti entrambi 7-4 ed un terzo set di normale amministrazione: 7/6 7/6 6/3 lo score. Eccolo qui l’esoirdio di Rafael Nadal all’Open degli Stati Uniti, quarta ed ultima prova dello Slam in corso di svolgimento sui campi in cemento di Flushing Meadow. Contro il russo, Teymuraz Gabashvili, ha avuto il suo bel da fare nei primi due set il mancino di Manacor che, però, al momento del dunque, ha saputo imporre la propria cattiveria agonistica. Del resto gli esordi sono sempre un po’ complicati, a maggior ragione quando si parte da testa di serie numero uno. “Preferisci sempre giocare partiti facili, almeno agli esordi, ma le difficoltà sono dietro l’angolo per tutti. Basta guardare le partite di Djokovic e di Soderling. La pressione c’è, giochiamo contro giocatori che non hanno nulla da perdere. Ho avuto un match difficile questa sera, ma penso di averlo giocato bene”. Queste le prime parole dettate da Nadal ai cronisti nella notte newyorkese, Poi il gioco in dettaglio: “Ho servito bene ed anche di rovescio non ho giocato poi così male – ha spiegato il numero uno del mondo – La cosa che più mi ha soddisfatto, però, è che sono riuscito a restare concentrato per tutto l’arco del match”. Servire bene su questi campi, però, potrebbe essere importante. E lui, Rafael Nadal… “è una vita che lavora su questo fondamentale, non soltanto quest’estate”. Ed ora si guarda avanti, al prossimo turno, dove ad attendere Nadal c’è Istomin: “Ha giocato molto bene a New Haven la settimana scorsa, è un avversario da prendere con le molle. Ci ho giocato al Queen’s di Londra e ci ho vinto al terzo. Non sarà una partita facile”.

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Us Open, Fognini che peccato. Perde in cinque set da Verdasco

da New York

Gianluca Atlante

New York – Come a Parigi, al Roland Garros. Come in quel primo turno dai due volti, con Monfils battuto il giorno dopo, inghiottito dalle paure notturne. Questa volta, invece, il calare delle tenebre non ha portato consigli validi e gioie a Fabio Fognini, artefice di un grande match contro lo spagnolo Fernando Verdasco, numero otto del tabellone: 1/6 7/5 6/1 4/6 6/3 il punteggio finale, maturato in tre ore e venti minuti di gioco. Ma quanti rimpianti per il nostro tennista, che nella notte italiana (erano quasi le due di notte), ha gettato al vento davvero una grande occasione. Che, tra l’altro, il ligure si era costruito con certosina pazienza, sfiorando l’orlo della crisi nel quarto set (4-1 con doppio break per Verdasco), prima di dimostrare tutta la propria solidità mentale. Il “Fogna”, infatti, dal 4-3 per lo spagnolo, metteva insieme 12 punti a 3, portandosi a casa il quarto set. A quel punto in tutti noi, nel padre soprattutto, seduto in tribuna accanto a Barazzutti, sono tornate alla mente le immagini notturne del Roland Garros e quel recupero da due set a zero sotto e, anche in quel caso, in un quarto set ormai compromesso. Ma il quinto set ha finito per dimostrarsi fatale per il ligure, capace di fallire due palle del 3-2 (la seconda in maniera clamorosa, “cacciandosi” una volè tra i piedi), dopo aver annullato una palla break, ma non la seconda. Tutto finito? Niente affatto, perchè Fognini, il game successivo, si procurava una palla break, ma qui e anche dopo, Verdasco chiedeva aiuto al servizio che gli facilitava non poco il compito. Il 4-2, infatti, veniva confezionato prima con una accelerazione di rovescio e poi con due prime palle (un ace) imprendibili. All’ottavo gioco, stessa identica musica. Era ancora il servizio a tirare fuori dai guai lo spagnolo, capace di trovare addirittura due ace per il 5-3. E al nono, sul 30-40, dopo una bella accelerazione di diritto che avrebbe potuto seguire a rete, Fognini sbagliava regalando set e match al suo avversario. “Lui nell’ultimo set ha alzato il livello e le percentuali del suo servizio. Io, invece, con il passare dei minuti sono calato”. Peccato. Fognini è stato vicino all’impresa, già riuscita contro il numero 8 del mondo a Londra. “Sono soddisfatto, perchè ho avuto l’ennesima conferma che il mio tennis è salito. Ho giocato alla pari contro un top10 per oltre tre ore. Questo è certamente un aspetto positivo”. In panchina, a sostenere Fognini, oltre al papà Fulvio c’era anche Corrado Barazzutti, capitano di Coppa Davis. “Mi ha dato dei consigli, mi ha sostenuto tutto il match. E’ stato un apporto utile”. Il futuro, invece, è la Coppa Davis e la sfida alla Svezia di Robin Soderling. “Non sta a me decidere la formazione. E’ chiaro che io sono disponibile a giocare”.

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