
da New York
Gianluca Atlante
New York – Bilancio di una vittoria e una sconfitta per quanto concerne i nostri doppi maschili in gara oggi a Flushing Meadow. Potito Starace e Daniele Bracciali hanno superato il primo turno battendo in tre set la coppia formata dal kazako, Andrey Golubev e da l’uzbeko, Denis Istomin: 6/4 4/6 6/2 il punteggio finale. Disco rosso, invece, per Andreas Seppi e Simone Vagnozzi superati di in due set (6/2 6/3 lo score) dalla coppia statunitense formata da Ryan Harrison e Robert Kendrick.
- Postato da Gianluca Atlante
- 2/9/2010
- 20:51
da New York
Gianluca Atlante
New York – Bilancio di una vittoria e una sconfitta per quanto concerne i nostri doppi maschili in gara oggi a Flushing Meadow. Potito Starace e Daniele Bracciali hanno superato il primo turno battendo in tre set la coppia formata dal kazako, Andrey Golubev e da l’uzbeko, Denis Istomin: 6/4 4/6 6/2 il punteggio finale. Disco rosso, invece, per Andreas Seppi e Simone Vagnozzi superati di in due set (6/2 6/3 lo score) dalla coppia statunitense formata da Ryan Harrison e Robert Kendrick.
- Postato da Gianluca Atlante
- 2/9/2010
- 20:48

da New York
Gianluca Atlante
New York – Mamma mia quanta fatica per le regine del doppio, Flavia Pennetta e Gisela Dulko. Loro, le numero uno del tabellone di questo Open degli Stati Uniti, costrette a soffrire tre set per avere ragione sul campo 17 della spagnola Arantxa Parra Santanja e della ceca, Renata Voracova: 4/6 6/1 6/2 lo score. Il tutto al termine di una giornata negativa per i nostri doppi. Nemmeno il tempo di inziare e Francesca Schiavone era già fuori. La milanese, che in singolare è testa di serie numero sei ed è al terzo turno, dove affronterà Alona Bondarenko, in coppia con l’australiana Alicia Molik, che con la Santangelo vinse il Roland Garros nel 2006, è stata sconfitta dalla coppia sloveno-croata formata da Polona Hercog e Petra Martic: 7/6 6/3 il punteggio finale. Poco più tardi arrivava la sconfitta di Errani-Vinci, praticamente mai in partita contro Carly e Chelsey Gullickson: 6/2 6/3 il punteggio finale. Disco rosso anche per Romina Oprandi, che in coppia con la croata Tosic, è stata eliminata dal duo formnata dalla statunitense, Vania King e dalla kazaka, Yaroslava Shvedova, coppia numero sei del seeding: 6/3 6/0 il punteggio finale.
- Postato da Gianluca Atlante
- 2/9/2010
- 17:52

da New York
Gianluca Atlante
New York – Racchette gettate, una dietro l’altra, al pubblico, come a dire: “basta, non ne voglio più sapere”. Soggetto di un racconto consumatosi nella notte newyorkese, alba in Italia (erano le 6), l’americano Andy Roddick, uscito di scena al secondo turno dell’Open degli Stati Uniti, in corso di svolgimento sul cemento di Flushing Meadow. A farlo fuori, un grandissimo Tipsarevic, l’uomo dalle letture “pesanti”, che ama Dostoevskij e che su un braccio ha tatuato: “La bellezza salverà il mondo”. Il suo tennis, intanto, ha demolito le speranze “stelle e strisce” di Andy Roddick, rispedito al mittente in quattro set: 3/6 7/5 6/3 7/6. con un tie break finale a dir poco perfetto. Apprezzato anche dal pubblico del’Arthur Ashe, che sino all’ultimo ha cercato di incitare il proprio beniamino, ma che alla fine si è dovuto arrendere alla voglia di primeggiare del serbo.
- Postato da Gianluca Atlante
- 2/9/2010
- 05:06

da New York
Gianluca Atlante
New York – Ci aggrappiamo a loro per non cadere. Per godere ancora di un po’ di popolarità tennistica. Per restare al tavolo dei grandi, mangiare di gusto e conversare senza essere interrotti. Ci aggrappiamo a loro, alle nostre splendide ragazze di Fed Cup, che si ostinano a prendere tutto sul serio, molto sul serio, in particolare gli Slam. Sembrano avere una predilezione per loro. A Flushing Meadow, nel catino infuocato del Queens newyorkese, saranno in tre a giocarsi un posto negli ottavi di finale. E vi sembra poco? Di questi tempi, pensiamo proprio di no. Francesca Schiavone, Flavia Pennetta e Sara Errani. E senza derby di mezzo, chissà. Magari ce ne poteva essere qualcun’altra. Loro, le belle e generose fanciulle di Fed Cup, sempre meglio dei maschietti. Un costante, un comun denominatore inossidabile. Perchè ci credono, perchè son stimolate a cercare sempre il meglio, perchè l’un con l’altra fanno a gara, come si faceva da bambini negli oratori, a chi arriva primo. E allora la Schiavone insegna, e allora la Pennetta ha dato il là. E allora, per loro, forse è tutto più facile. Ma sentite Flavia: “Sono stata sotto di un break nel secondo set – ha spiegato al termine del suo vittorioso match contro la Szavay - ma non ho mai perso la convinzione di poter recuperare e vincere. Così è stato. Sapevo che la mia avversaria era in grado di mettermi in difficoltà con il suo gioco, ma non le ho mai lasciato l’iniziativa”. Determinazione, convinzione, consapevolezza. In queste ragazze c’è tutto. “Teniamo moltissimo ai risultati – continua Flavia - siamo supercompetitive. Mettiamo tutte noi stesse in campo, in allenamento come in partita. Viviamo di grandi emozioni, siano esse positive come dopo una vittoria o dolorose. Questo ci rende certamente più forti”. Ecco, appunto. Il resto, come disse Pieraccioni ne “I Laureati”, fa volume. Perchè loro di chiacchiere ne fanno davvero poche, dio fatti tanti. E vincono, magari in un palcoscenico femminile che non è più quello di dieci-vent’anni fa, ma vincono: i tornei più piccoli, quelli più grandi, gli Slam e la Fed Cup: eccome se vincono. Un discorso, questo, al quale non si sottrae nessuna, tantomeno la piccola Sara Errani. Rapida, veloce, grintosa. Addirittura feroce in alcune circostanze di gioco. “Ho fatto di tutto per diventare una tennista – sottolinea la romagnola - ero testarda già da bambina. L’aspetto mentale è certamente la mia forza, tecnicamente e fisicamente devo crescere. Ma non mollo mai e provo ad adattarmi a tutte le situazioni di gioco”. Contro la Kleybanova non ha avuto bisogno di adattamenti o cambi tattici in corsa. “Lei è sembrata più nervosa di me. Ha servito male e questo mi ha agevolata. Può succedere. La cosa che più conta è essere riuscita a migliorare il mio tennis. Al primo turno contro la Garbin ho sentito eccessivamente la pressione”. Ora per la Errani c’è la Stosur.“Sono fiduciosa, a New Haven ho perso dopo aver avuto quattro match point. So come impostare la gara. Spero di vendicarmi e di poter finalmente raggiungere gli ottavi in uno Slam”. Viva le donne, viva le belle donne di Fed Cup. Che ci teniamo strette, che ci coccoliamo e dalle quali, tanto per cambiare, gli uomini dovrebbero prendere esempio. In tutto e per tutto.
- Postato da Gianluca Atlante
- 2/9/2010
- 04:49