
Melbourne - Rod Laver, una delle grandi leggende del tennis mondiale, è convinto che lo svizzero Roger Federer batterà lo spagnolo Rafael Nadal nella semifinale degli Australian Open e lotterà per vincere il suo 17esimo torneo del Grand Slam. «Lo sento nella pancia, sento che Roger andrà in finale», ha detto oggi l'australiano in un'intervista alla dpa, nella quale analizza il grande classico del tennis mondiale, che offrirà venerdì la sua ventisettesima edizione. Laver, 73 anni, ha conquistato il Grand Slam - vincendo i quattro grandi tornei in una stessa stagione - nel 1962 e nel 1969, impresa che non si è più ripetuta da allora. L'australiano, grande ammiratore di Nadal, mancino come lui, ha seguito martedì la partita dei quarti di finale dello spagnolo, delle prime file dello stadio che porta il suo nome, la 'Rod Laver Arenà. Il gioco del numero due del mondo contro il ceco Thomas Berdych lo ha lasciato stupito. «È incredibile quanto corre veloce e i tiri che riesce a fare anche in corsa», ha sottolineato Laver che è però convinto che Federer stia passando uno dei migliori momenti della sua carriera. «Sta giocando il suo miglior tennis, ha più fiducia. Potenzialmente, è alla pari con Nadal, ma ci possono essere sorprese, forse Nadal riesce a tirare fuori qualcosa di nuovo dalla manica, forse lo farà Roger, che nell'ultimo anno si è rivelato molto efficace nel drop-shot», ha continuato il mancino australiano. «Nadal sta di solito 2-3 metri dietro la linea di fondo, lì hai una possibilità di lanciare il drop per attirarlo in avanti e fare il passante. Se Federer riuscirà a farlo potrebbe togliere fiducia a Nadal, se invece lo spagnolo resterà sul fondo potrà tirare quei dritti e rovesci molto pesanti che sono la sua specialità». Altro fattore che potrebbe pesare nella semifinale di domani, secondo Laver, è l'aspetto fisico. Nadal ha speso molte energie per battere Berdych in quattro set molto intensi in quattro ore e 16 minuti. «Nadal ha giocato un match molto lungo nei quarti di finale. Sta bene fisicamente? Ha qualche problema con le ginocchia. Sì può dire che Roger ha un vantaggio», aggiunge Laver. Il campione australiano esprime poi una posizione chiara nel dibattito senza fine sul miglior giocatore di tutti i tempi: «ha senso solo parlare del miglior giocatore di ogni epoca, non si possono paragonare gli anni '60 con il terzo millennio, tra l'altro si è giocato con racchette molto diversi. Inoltre, si giocava gran parte della stagione sull'erba, tranne quando si andava in Europa», ha aggiunto Laver. Molti ricordi ci sono di quegli anni, compresa la grande rivalità con un altro australiano Ken Rosewall. Ecco perchè Laver capisce che cosa significano per Nadal e Federer i «classici» delle ultime otto stagioni. «La rivalità crea grande tennis, ed è quella che ho avuto con Rosewall. Abbiamo giocato molte sfide e ce le siamo godute. È bello vincere un torneo, è vero, ma è anche bello confrontarti con il meglio e battere i migliori. Questo è quello che sono questi 'classicì. E ora questa sfida decide anche chi andrà in finale degli Australian Open...».
- Postato da Gianluca Atlante
- 25/1/2012
- 14:57

Melbourne - «È stata una grande giornata». Il bicchiere di Sara Errani è pienissimo: la sconfitta nei quarti del singolare femminile contro la ceca Petra Kvitova è stata ampiamente compensata dal successo, in coppia con Roberta Vinci, nella semifinale del doppio. «Sono felice», dice la ravennate dopo la vittoria per 5-7, 7-5, 6-1 contro le ceche Andrea Hlavackova e Lucie Hrdecka. Venerdì in finale, le azzurre andranno a caccia del titolo contro le russe Svetlana Kuznetsova e Vera Zvonareva. La Errani ha giocato 1h51' in singolare. In doppio, è rimasta in campo per 2h10': in totale, circa 4 ore di gioco. «È andata bene, tutto ok», dice al termine della giornata a dir poco intensa. «Mi sentivo bene durante il match di doppio. Certo, dopo il primo set mi sono sentita un pò stanca. Ma sono riuscita a rimanere a buoni livelli, abbiamo giocato una buona partita e siamo riuscite a vincere: sono molto contenta», afferma. La sconfitta incassata in singolare non ha lasciato il segno a livello mentale. Merito anche della Vinci, che ha saputo 'ricaricarè la compagna. «Ha cercato di tirarmi su -dice la Errani- e io ho provato a fare lo stesso nei suoi confronti. Ci siamo aiutate e sostenute a vicenda. D'altra parte, credo di aver fornito una prestazione positiva contro la Kvitova, era un match molto difficile». L'azzurra ha tenuto testa alla numero 2 del seeding, che è in piena corsa per conquistare il trono nel ranking Wta. «Ho giocato abbastanza bene da fondo e il rendimento al servizio è stato soddisfacente. Ho avuto le mie occasioni, è ok». Ora, l'obiettivo è proseguire così in una stagione appena iniziata. «Sì, spero di continuare a giocare a questo livello, mi auguro di disputare una buona annata. Se riesco ad essere costante, posso far bene: voglio altri risultati come questi».
- Postato da Gianluca Atlante
- 25/1/2012
- 14:54

(da www.federtennis.it) MELBOURNE - Roberta Vinci e Daniele Bracciali si sono qualificati per le semifinali del torneo di doppio misto agli Australian Open. La coppia azzurra continua a collezionare scalpi prestigiosi e, dopo aver estromesso all’esordio la coppia numero uno del tabellone, formata dalla ceca Kveta Peschke e dallo statunitense Mike Bryan e il duo tutto giapponese costituito da Kimiko Date-Krumm e Kei Nishikori, elimina dal torneo la coppia costituita dalla ceca Andrea Hlavackova ed il pakistano Aisam-Ul-Haq Qureshi, teste di serie numero 7: 61 75 il punteggio per Roberta e Daniele che nel secondo set hanno recuperato uno svantaggio di quattro giochi a uno. Nel penultimo atto del torneo i due azzurri se la vedranno con la coppia vincente del match che vedrà opposti Lisa Raymond e Rohan Bopanna a Elena Vesnina e Leander Paes.
- Postato da Gianluca Atlante
- 25/1/2012
- 14:52

(da www.federtennis.it) Melbourne - Per la terza volta negli ultimi quattro slam giungono alle semifinali i primi 4 giocatori del mondo. Un’egemonia, quella dei Fab Four, che non ha eguali nella storia recente di questo sport, cui non si è potuto ribellare nell’ultimo quarto di finale neanche David Ferrer, colui che l’anno scorso era riuscito a infrangere questo quadrumvirato, eliminando nei quarti un Nadal, per la verità, assai malconcio. L’ultimo tennista a estromettere uno dei primi 4 giocatori del mondo in uno slam prima delle semifinali, rimane così Jo-Wilfried Tsonga che, a Wimbledon, recuperò 2 set di svantaggio a Roger Federer. A dispetto di quello che lascerebbe intendere il punteggio (64 76 61) non è stata una passeggiata per Novak Djokovic che è parso per lunghi tratti in debito di ossigeno, non lucido nelle scelte tattiche, probabilmente anche a causa di una coscia dolorante. A Ferrer è mancata ancora una volta la capacità di approfittare delle tante occasioni a sua disposizione soprattutto quando nel secondo set, dopo aver recuperato il break subìto in avvio, ha avuto una palla break, sul 3-2 in suo favore. Anche nell’ottavo gioco lo spagnolo non ha approfittato di un vantaggio di 15-30, prima del tiebreak finale in cui il n.5 del mondo ha sprecato un vantaggio di 4 a 2. Il comodo dritto con cui ha restituito il minibreak di vantaggio (4-4), ha condannato David alla rimonta del serbo che ha chiuso per 7 punti a 4. Una volta in vantaggio di due set, il n.1 del mondo si è tranquillizzato e ha lasciato andare i colpi, contro un avversario affranto per l’enorme occasione buttata al vento. Il serbo si qualifica per la settima semifinale consecutiva in uno slam, per un’impresa riuscita prima di lui a pochissimi grandi campioni: ovviamente Roger Federer, primatista con 23 semifinali di fila, seguito da Rod Laver (10), Ivan Lendl (9), Ashley Cooper (8) e Jack Crawford (7). Avremo quindi la riedizione della finale dello scorso anno, contro il coetaneo Andy Murray, soggetto all'epoca a una vera e propria una mattanza. Quella che disputerà venerdì sarà la quinta semifinale consecutiva a livello di slam per Andy che, come da pronostico, ha confermato il suo status di Fab Four non lasciando scampo al giapponese Kei Nishikori: 63 63 61 lo score inflitto al primo giapponese nei quarti di un major dopo Shuzo Matsuoka che li raggiunse a Wimbledon nel 1995. Lo scozzese parte subito fortissimo, conquistando un break di vantaggio nel primo game in risposta, e bissandolo in chiusura di primo set. Nel secondo set ci sono tre break di fila che mandano avanti Murray 2 a 1 con il tennista del Sol Levante che smarriva nuovamente la battuta quando era chiamato a servire per rimanere nel match. Murray apre la terza frazione con un break, lo restituisce ma poi vola indisturbato fino al 6-1 finale maturato in 2 ore e 12 minuti. Murray, che sicuramente aveva dalla sua anche una maggiore freschezza fisica rispetto al giapponese, essendo rimasto in campo negli ottavi solo 49 minuti (grazie al ritiro di Kukushkin) rispetto alle 3 ore e mezza di Kei, accede per il terzo anno consecutivo in semifinale a Melbourne, dopo che nelle scorse due edizioni ha sempre raggiunto la finale. E’ impressionante il rendimento in ribattuta di Murray che nelle ultime tre partite ha collezionato 18 turni di risposta consecutivi in cui si è procurato almeno una palla break. Contro il Djokovic visto oggi, abulico per gran parte del match, Murray non partirà assolutamente battuto.
- Postato da Gianluca Atlante
- 25/1/2012
- 14:44

Il capitano azzurro Corrado Barazzutti ha reso noti i nomi delle quattro convocate per la sfida tra Italia e Ucraina, valida come primo turno del World Group della Fed Cup 2012, in programma il 4 e 5 febbraio prossimi al Lauretana Forum di Biella, palazzetto capace di ospitare cinquemila spettatori. Si giocherà indoor sulla terra rossa.
SARA ERRANI
FLAVIA PENNETTA
FRANCESCA SCHIAVONE
ROBERTA VINCI
Nei tre precedenti confronti con l'Ucraina, l'Italia non ha mai perso: l’ultima sfida si è giocata nel 2010, sempre al primo turno, a Kharkiv.
L’Italia, vincitrice della competizione nel 2006, 2009 e 2010, è inserita tra le quattro teste di serie insieme a Russia, Repubblica Ceca e Belgio.
- Postato da Gianluca Atlante
- 25/1/2012
- 10:50