Officina del Tennis di Corrado Barazzutti

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Maestri

Maestro e Coach: figure differenti ma complementari

Una differenza fondamentale tra le due figure, quella del maestro e quella del coach, la si può subito cogliere inquadrando l’obiettivo dell’uno e dell’altro.
Al primo, il maestro, gli si può attribuire un ruolo di educatore, qualificando il suo obiettivo con il raggiungimento di un livello di crescita personale, mentale e poi tecnico.
Per il secondo, il coach, gli obiettivi sono di ben altra natura, seppur sempre nell’ambito di un concetto di crescita, questa figura è impegnata con atleti già fortemente “evoluti”, condizione che conferisce alla loro figura un ruolo di perfezionatori tecnici e tattici, il loro obiettivo dunque risulta essere più orientato verso l’individuazione di una giusta tattica condizionata al singolo evento e atleta. Leggi tutto »

Maestri

Il peso della leggenda, la voglia di ritornare il numero uno

Il crollo di un grande campione: Roger Federer.

Potrebbe sembrare assurdo e forse neanche possibile se venisse raccontato dallo stesso protagonista che, ad incidere sulla sconfitta, forse, più importante della stagione, possa avere impatto la rincorsa verso la “leggenda”.
Ma a parer mio, avendo visto e, ancora in questi giorni riveduto le azioni di quel sensazionale match, mi convinco sempre più che il “campione” ed in particolare, quel campione ha subito gli effetti devastanti di quello che si può definire “stress da motivazione”.
E’ risaputa la grande attenzione che Roger Federer pone nella “leggenda” del tennis, quella classifica fatta di nomi che rimarranno scolpiti nel tempo.
E proprio di fronte a tale situazione, credo che, si sia pian piano sgretolata la “forza motivazionale” che lo ha spinto fino alla finale degli Open.
<<Ritornare ad essere il numero “uno”, la voglia di riaffermare il proprio nome e il proprio dominio sull’avversario, iscrivere il proprio nome nelle “righe alte di quelle pagine immortali”, hanno portato l’atleta ad una “resa motivazionale”>>.
Un evidente cedimento che, gli è costato un errore dopo l’altro nel quinto e decisivo set, non può essere ricondotto alla condizione fisica, ma solo e a mio parere, esclusivamente ad un cedimento mentale e, le pressioni erano note a tutti, avversario compreso.

Maestri

Alimentazione da atleta

Un’alimentazione troppo abbondante, ricca di carni grasse, salumi, burro, uova ecc., oltre a ridurre il rendimento sportivo, può causare, a lungo andare, gravi danni alla nostra salute.
Una delle condizioni fondamentali per praticare bene un’attività sportiva, come il tennis, è quella di una alimentazione corretta.
Nel nostro paese abbiamo la fortuna di avere una tradizione alimentare sana, famosa e riconoscibile come “dieta mediterranea” oggi copiata in tutto il mondo.
Con questa enorme fortuna alimentare, sarebbe sufficiente attenersi ad essa ed alle sue tradizioni per condurre una dieta bilanciata ed un’alimentazione pulita e sicuramente gustosa.
Purtroppo però questo non avviene sempre: nel periodo della crescita i ragazzi preferiscono mangiare semplicemente quello che a loro piace senza tener conto che spesso tali apporti, non si traducono in carburante ideale per affrontare un’attività fisica. Leggi tutto »

Maestri

La comunicazione in ambito sportivo

La comunicazione in ambito sportivo può essere intesa come un insieme di situazioni, verbali e non, che si pongono in essere all’interno di un team.

Ogni progetto agonistico è finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo prefissato ed in questa ottica si inserisce la comunicazione, divenendo la base su cui progettare la struttura di preparazione e allenamento.

Nonostante copra un livello di principale rilievo, spesso questo aspetto, viene relegato a fattore secondario se non addirittura trascurabile. Una condizione che, nella maggior parte delle situazione, si viene a verificare, per la inconsapevole incapacità di comunicare da parte di coloro che dovrebbero innescare il processo.

Una tale condizione, porrebbe dunque in essere, la necessità di approfondire e specializzare questa attitudine al fine di, mettere in atto un processo fondamentale nel tennis, disciplina caratterizzata dal fattore individualista.

L’allenamento risulta essere il momento di incontro comunicazionale tra il maestro e l’allievo, momento in cui si “deve” nell’ottica di un corretto processo comunicazionale, realizzare la capacità di motivare l’allievo a compiere determinati gesti tecnico-tattici.

L’abilità del maestro è quella di riuscire a leggere se non ad anticipare i segnali provenienti dal gruppo ed in particolare dagli atleti di cui diviene “riferimento”.
Strutturando un processo di questo tipo, si pone in cantiere lo sviluppo di un gruppo di lavoro motivato ed in grado di rispondere in modo chiaro e con profitto agli input diretti dal maestro e dal suo staff tecnico.

Una comunicazione in grado di trasferire l’aspetto verbale in visivo, meccanismo necessario durante un match quando l’interazione tra coach e giocatore, deve essere in grado di carpire dall’espressione del suo viso, degli occhi, dello sguardo, lo stato d’animo che lo attraversa, per tentare con altrettante interazioni visive, di modificarlo per ristabilire in modo positivo le condizioni.

Inoltre è bene ricordare che, quando si accendono le luci e si apre il sipario l’attore protagonista è il giocatore e solo il giocatore.
Il maestro deve rimanere dietro le quinte…………

  • Postato da Gianluca Zaccara
  • 31/1/2009
  • 21:16
  • 1 commento

Maestri

Definire gli obiettivi

Conoscere e programmare dove si vuole arrivare e come arrivarci è sicuramente un’azione realistica nella costruzione metodologica di ogni tecnico.
A lui si chiedono oltre alla fondamentale capacità di compiere un’adeguata analisi sulle potenzialità del suo gruppo e del singolo, la flessibilità nel fondere la sua azione con i desideri ed obiettivi più o meno espressi da presidenti di circolo e genitori: far crescere un atleta, vincere un campionato, si pongono spesso come elementi di contrasto e distorsivi nello strutturare un piano di crescita e la realizzazione in modo consapevole degli obiettivi.

La possibilità di agire in modo consapevole, restituisce al tecnico la libertà di vagliare in modo critico e secondo criteri di realtà quali obiettivi possono essere perseguiti e quali devono invece essere abbandonati e ancor meglio, come scegliere metodi e strategie appropriati alle caratteristiche peculiari del gruppo e dei singoli a lui affidati al fine di perseguire in modo efficace gli obiettivi prefissati. Leggi tutto »

  • Postato da Gianluca Zaccara
  • 28/1/2009
  • 10:49
  • 1 commento