Egregio Prof. Parra, mi è stata diagnosticata un’elongazione ligamentosa, è un infortunio importante? (V.L. – Lucca)
Sicuramente è un infortunio da non sottovalutare. Con il termine elongazione si definiscono gli effetti di sollecitazioni intense ed improvvise su un ligamento che, pur non provocandone una rottura di fibre, ne indeboliscono la struttura con un “abnorme allungamento”. Trattasi di una patologia di frequente riscontro nella pratica sportiva, spesso non tenuta in degna considerazione a causa di una modesta sintomatologia dolorosa. Ricordo però che un ligamento indebolito mette sempre in gioco la stabilità di una articolazione.
(A cura di Piero Pardini addetto stampa del Professore)
- Postato da Francesco Parra
- 10/5/2010
- 11:00
Prof. Parra ho letto di uno sportivo affetto da “sindrome del canale cubitale” può dirmi di cosa si tratta? (G. P. – Roma)
Carissimo Lettore, la sindrome del canale cubitale è un’importante sindrome da intrappolamento nervoso che interessa il nervo ulnare che può rimanere schiacciato a livello del gomito (da cui il nome di cubitale dal latino cubito cioè gomito) o in un piccolo canale nel polso accanto al tunnel carpale. Quando si avvertono parestesie a livello del mignolo, che è servito appunto dal nervo ulnare, bisogna valutare attentamente le condizioni di quest’ultimo. La compressione del nervo ulnare a livello del gomito può provocare oltre alle parestesie una debolezza nella presa e una perdita di coordinazione, problema che si rende ancora più grave con il piegamento del gomito stesso. Per questo motivo vengono fatti indossare, durante la notte, appositi tutori che tengono il gomito semi-disteso.
- Postato da Francesco Parra
- 19/4/2010
- 12:26
Dott. Parra qual è la differenza tra la calcificazione e l’esostosi? (R. N. – Reggio Calabria)
Caro Lettore, la calcificazione si riferisce comunemente alle concrezioni “libere”, cioè prive di rapporti con la struttura ossea; l’esostosi è una concrezione che invece, prendendo diretto rapporto con la struttura ossea, ne altera il profilo. Calcificazioni ed esostosi sono una causa frequente di patologia infiammatoria sportiva specie nel post- traumatico. Quando si viene a creare uno stato infiammatorio nelle zone circostanti tali lesioni, i sintomi sono proporzionali all’importanza meccanica e funzionale dei distretti interessati. Sarà presente quindi dolore di grado variabile, limitazione funzionale ed eventuale tumefazione locale.
- Postato da Francesco Parra
- 12/4/2010
- 10:05
Prof. Parra mi è stata diagnostica un’artrosi del ginocchio dovuta ad una pregressa lesione del menisco. È veritiera questa causa ? (U. L. – Bergamo)
Caro lettore la risposta è affermativa. Fra le cause predisponenti all’artrosi del ginocchio si riconoscono le lesioni pregresse a carico dei ligamenti, ma anche de menischi, il ginocchio valgo ed il ginocchio varo e l’obesità che comporta un carico eccessivo articolare. Il primo sintomo è la comparsa del dolore durante il movimento, mal localizzato e che può essere sordo o intenso. Questo si accompagna ad una rigidità mattutina che migliora con l’attività ma che può riapparire alla sera in seguito alla fatica articolare. Col passare del tempo si produce una ipotrofia del quadricipite con sua conseguente debolezza, può comparire crepitazione e l’articolazione si destabilizza per cui viene avvertito dal paziente una sensazione dolorosa di instabilità più o meno variabile.
(A cura di Piero Pardini addetto stampa del Professore)
- Postato da Francesco Parra
- 5/4/2010
- 18:23
Egregio Dottore, gioco a tennis saltuariamente, durante una partita mi sono provocato la distorsione della caviglia questo incidente avrà delle conseguenze nel futuro? ( A. D. F. – Baja Sardinia SS)
La distorsione di caviglia rappresenta una delle lesioni più comuni nella pratica sportiva, in particolare in quei tipi di sport dove sono frequenti scatti, balzi e cambi di direzione quali ad esempio il nostro sport. Questo tipo di infortunio non crea solitamente problemi a distanza ai pazienti non sportivi, ma nell’atleta spesso provoca dei periodi di stop prolungati e in caso di deficitario trattamento può portare ad esiti invalidanti, in particolare ad una cronica instabilità della articolazione tibio-tarsica. Non mi preoccuperei nel suo caso specifico, bensì le consiglio di sottoporsi ad allenamenti costanti durante la settimana per arrivare alla partita in uno stato di forma ottimale.
(A cura di Piero Pardini addetto stampa del Professore)
- Postato da Francesco Parra
- 29/3/2010
- 08:24