Gli Australian Open sono ormai allineati ai quarti da finale e si possono trarre i primi bilanci sullo Slam che ha aperto la stagione. Il dato più rilevante è che mentre nel tabellone maschile il seeding è stato rispettato quasi per intero con pochissime sorprese, è avvenuto esattamente il contrario nel torneo femminile. Questo il quadro dei quarti di finale maschili: Nadal (1)-Simon (6), Verdasco (14)-Tsonga (5), Roddick (7)-Djokovic (3), Del Potro (8)-Federer (2). Delle prime otto teste di serie manca solo Murray (4), peraltro debilitato dall’influenza. Si fosse qualificato anche il britannico sarebbe stata la prima volta che un torneo dello Slam presentava tutte e otto le prime teste di serie ai quarti. Questo invece il tabellone dei quarti nel torneo femminile: Bartoli (16)-Zvonareva (7), Safina (3)-Dokic, Suarez Navarro-Dementieva (4) e Kuznetsova (8)-Serena Williams (2). Delle prime otto giocatrici del seeding ce ne sono ancora in gara cinque. Al rush finale sono però approdate anche la rediviva Dokic, arrivata a Melbourne da numero 187 del ranking Wta e la Suarez Navarro, numero 46, oltre alla Bartoli, già finalista a Wimbledon 2007 ma reduce da una stagione piena di infortuni. Leggi tutto »
- Postato da Angelo Mancuso
- 26/1/2009
- 21:01
Che succede Ana? Dopo il trionfo dello scorso giugno al Roland Garros, che oltre al primo titolo in uno Slam in carriera le aveva regalato lo scettro di numero uno del tennis femminile, la Ivanovic ha vinto un solo titolo a Linz sul finire del 2008. Per il resto solo delusioni: ha fallito a Wimbledon (ko al terzo turno), quindi agli US Open (fuori al secondo), poi alle Olimpiadi di Pechino (eliminata nei quarti), mentre ai Wta Championships di Doha dello scorso novembre si è ritirata dopo aver perso i primi due incontri nei round robin. Ora l’inattesa e dolorosa sconfitta al terzo turno degli Australian Open dove difendeva la finale del 2008 (attualmente numero 5 Wta, perderà diverse posizioni). Un ko arrivato per mano della diciannovenne russa Alisa Kleybanova (75 67 62) che prima non aveva mai battuto in carriera una top ten. Per Ana, 21 anni di Belgrado, è un momento negativo: in campo e fuori visto che proprio alla vigilia degli Australian Open c’è stata la rottura del fidanzamento con il “collega” spagnolo Fernando Verdasco. La Ivanovic vista contro la Kleybanova era irriconoscibile, lontanissima dalla splendida tennista capace di battere tutte le rivali sulla terra rossa parigina. Lenta, fallosa, impaurita. L’estate scorsa a frenarla erano stati anche i problemi al polso. Quelli sono superati, almeno così assicurano nel suo entourage. Cosa succede allora?
- Postato da Angelo Mancuso
- 23/1/2009
- 15:01
Appena undici games persi nelle prime due partite, Rafa Nadal non poteva cominciare meglio gli Australian Open. Il numero uno del mondo ha rifilato un secco 60 62 62 al belga Cristophe Rochus all’esordio, quindi un altrettanto perentorio 62 63 62 al croato Roko Karanusic. Due avversari non irresistibili, ma resta il fatto che Rafa è entrato nel torneo come un ciclone. Il suo miglior risultato a Melbourne è la semifinale del 2008 persa contro il francese Tsonga. E sempre in semifinale e sul cemento si è fermato la socrsa estate agli US Open, sconfitto dal britannico Murray. Rafa è ottimista e non lo nasconde: “In passato ho vinto a Toronto, Montreal, Madrid, Indian Wells e alle Olimpiadi di Pechino su superfici dure battendo i migliori giocatori del circuito, quindi posso farlo anche qui”. Parola di numero uno. Intanto il prossimo avversario a Melbourne sarà il tedesco Tommy Haas, che agli Australian Open vanta tre semifinali (1999, 2002 e 2007). Attualmente il trentenne di Amburgo (ma vive in Florida) è numero 79 Atp, ma nel maggio 2002 dopo la finale giocata a Roma è arrivato fino al numero due della classifica mondiale. Quando sta bene fisicamente ed è in giornata può far male. Lo ricorda lo stesso Federer: due anni fa, proprio a Melbourne, Haas rimontò due set di svantaggio allo svizzero arrendendosi solo al quinto.
- Postato da Angelo Mancuso
- 22/1/2009
- 15:01
Santoro l’eterno. Nella Francia dei quattro moschettieri Tsonga, Simon, Gasquet e Monfils, ce n’è un quinto che non ha ancora deciso di andare in pensione. Fabrice Santoro, 36 anni compiuti lo scorso dicembre, ha eliminato al secondo turno degli Australian Open in cinque set (57 75 36 75 63) il tedesco Philipp Kohlschreiber, numero 32 del seeding, realizzando l’ennesima magia, nonostante i crampi, dopo quattro ore e sei minuti sotto il caldo torrido dell’estate australiana. Del resto non è la prima volta che il francese nato a Tahiti vince una maratona: a lui, e a Clement, appartiene il record del match più lungo. Al primo turno del Roland Garros 2004 Fabrice impiegò 6 ore e 33 minuti per battere il connazionale in cinque lunghissimo set: 64 63 67 (5) 36 16-14. Lob millimetrici, volée a una o due mani indifferentemente, smorzate mortifere, cambiamenti continui di ritmo. Santoro contro Kohlschreiber ha messo in mostra tutto il campionario del mago della racchetta. In 19 stagioni di carriera non ha vinto moltissimo in singolare (6 titoli, il più importante a Doha nel 2000), di più in doppio (24 titoli tra cui anche alcuni Slam), ma con quel suo tennis quasi d’altri tempi, fatto di tocchi sapienti in un circuito dove tutti picchiano a più non posso, Fabrice è una sorta di mosca bianca, anzi dispettosa, che da anni si diverte a far ammattire gli avversari. Tutte le volte che lo incrocia, a Marat Safin, uno che ha vinto due Slam ed è stato numero uno del mondo, vengono i brividi: “Mi fa impazzire…”, ha detto più volte il talentuoso ed estroverso russo. Il prossimo avversario di Santoro a Melbourne sarà Andy Roddick, il “bombardiere” del Nebraska. Un match da non perdere: ci sarà da divertirsi.
- Postato da Angelo Mancuso
- 22/1/2009
- 00:01