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Fed Cup – Francesca Schiavone: “Non ho mai mollato, ringrazio il pubblico”

(da www.federtennis.it) Biella - Come si rovescia una partita già persa? E’ la domanda più gettonata in sala conferenze dopo l’incredibile rimonta di Francesca Schiavone contro Kateryna Bondarenko. L’azzurra era sotto di un set e 1-5 nel secondo. “Non so descriverlo, però quando sei lì, penso che un pochino ti lasci andare e le tensioni patite fino a quel momento calano - racconta Francesca - di conseguenza esce il gioco. Certo non è stato un grande match, però nel momento in cui lei ha dubitato, grazie ad un po’ di esperienza, ho risolto il match”. Quindi la Schiavone ammette tutte le difficoltà affrontate per battere la Bondarenko: “Ogni volta che cercavo di accelerare la palla finiva o corta o lunga. In quei momenti è stato fondamentale l’equilibrio”. La chiave del match? “Dopo aver strappato il 7-5 nel secondo, in cui ho servito meglio, lei andata 4-2 nel terzo, di nuovo giocando corto. A quel punto sul 4-3 ha avuto la possibilità di chiudere e lì mi sono accorta che non sa vincere. Però ho visto i fantasmi, alla fine ci ho messo tanta personalità e un pizzico di gioco”. Francesca Schiavone ringrazia il pubblico di Biella che l’ha sostenuta nei momenti più difficili: “Ho sentito tanta passione. Con la nazionale mi eccito anch’io quando ad esempio vedo la pallavolo. Ho trovato tanto calore e desiderio di portate a casa il mach, mi hanno aiutato tantissimo”. La Bondarenko dopo il match ha dichiarato che alla fine Francesca ha giocato da Schiavone. “Penso di sì dice l’azzurra - certo di solito chiedo a me stessa di non dover arrivare a quei momenti. Sull’orlo del baratro e studiando l’avversaria ho iniziato a cambiare, tenendola lontana. All’inizio del match non l’ho fatto”. Le chiedono se ha pensato di perdere. “Quello che è certo - risponde - è che non ho mai pensato di mollare un punto. Non era solo mia responsabilità, gioco per una squadra, non mi potevo permettere di regalare niente. Giocando ad un ritmo basso l’avversario si accomoda, prepara la tavola e mangia a sazietà. Però a un certo punto è cambiato il vento e sono arrivati i risultati”. Non ha giocato un gran tennis e lo sa. Francesca però si piega ma non si spezza… “Ero addirittura scoordinata, malgrado ciò abbiamo vinto - ammette - però ho capito anche parecchie cose, vincendo pur giocando meno bene e nei momenti importanti ho tirato fuori qualcosa che ho dentro, con uno sforzo incredibile. Ciò mi ha fatto riflettere, malgrado lo scarso feeling con la partita, che puoi portare a casa lo stesso il risultato. Quindi una riflessione: “La cosa migliore per un tennista è pensare ad una cosa per volta. Stavo cercando in quel momento di giocare più lungo, di tenere di più in campo, di servire meglio: troppe cose. Forse non sapevo nemmeno quanto stavo in certi frangenti. Mi sono persa un po’ nel punteggio perché cercavo di uscire da questa situazione. E’ strano, ogni volta che troviamo l’Ucraina mi succede qualche cosa. Non ci portano particolarmente bene…”. E ancora non si era ritirata la Errani contro la Tsurenko...
  • Postato da Gianluca Atlante
  • 5/2/12
  • 22:16

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