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… E intanto debutterà al cinema in una pellicola hollywoodiana

Il numero uno del tennis mondiale, Novak Djokovic, debutterà al cinema. Il campione serbo, noto nel circuito per le imitazioni dei colleghi e invitato da Fiorello nel suo Show in Italia, ha senza dubbio una spiccata predilezione per lo spettacolo. Ma che il suo debutto cinematografico avvenisse in una pellicola hollywoodiana con attori del calibro di Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis, forse non se lo aspettava nessuno. Il tennista parteciperà con un piccolo cameo, in cui interpreta se stesso, alle riprese del film d'azione 'Expendables 2' diretto da Sylvester Stallone. Il film è stato girato in Bulgaria, da settembre a metà dicembre, con un budget di oltre 100 milioni di dollari. Djokovic si è recato a Sofia per il primo ciak da attore dove ha trascorso poco più di un giorno per le riprese. «Mr. Djokovic ha partecipato per la prima volta alle riprese di un film con un ruolo - piccolo ma non insignificante - nel film »The Expendables 2«, dove interpreta se stesso», ha detto Dimitar Dereliev, un responsabile della casa di produzione Nu Boyana Film Studio. Il film in uscita il prossimo anno e sequel della prima parte ha un cast ricchissimo per un action movie che si prospetta elettrizzante e di sicuro successo. Oltre a Stallone e all'ex governatore della California tornato sulle scene, ci sono Bruce Willis, Chuck Norris, e Dolph Lundgren.

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Djokovic in Bosnia: “Rappresento tutti gli ex jugoslavi”

Novak Djokovic si sente «rappresentante» di tutto il popolo dell'ex Jugoslavia. Il campione serbo di tennis, che si accinge a chiudere una stagione densa di successi, lo ha sostenuto con forza a Banja Luka, nella Bosnia Erzegovina, nel corso della cerimonia organizzata dal quotidiano locale Nezavisne Novine, che ha eletto il giocatore personaggio dell'anno. «Mi sento di rappresentare tutti i popoli dell'ex Jugoslavia e lo voglio affermare proprio qui - ha detto Djokovic - Lo sport unisce realmente le persone, gli abitanti della Bosnia hanno dimostrato di amare veramente lo sport e il rispetto dei successi sportivi». Il campione di tennis è stato accolto da centinaia di tifosi, soprattutto giovani che secondo quanto riporta la stampa locale hanno lasciato la scuola per andare a salutare il loro idolo.

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Coppa Davis – La finale di Siviglia potrebbe battere ogni record di spettatori

La finale di Coppa Davis che Spagna e Argentina giocheranno a partire da venerdì a Siviglia, potrebbe battere il record di spettatori. «Potrebbe darsi, ma le cifre sono ancora incerte», hanno detto oggi alla dpa fonti dell'organizzazione e della Federazione Internazionale di Tennis (ITF). Il record di spettatori è di 27.200 spettatori raggiunto nella finale di Siviglia nel 2004 tra Spagna e Stati Uniti. Per l'attuale sfida è stata diffusa una cifra ufficiale di 22.140 spettatori, ma la Federazione Spagnola di Tennis, ha messo in vendita oggi altri 6.000 abbonamenti extra con «visibilità ridotta». La finale si gioca in uno stadio di calcio, quello de La Cartuja. Questi 6.000 spettatori extra saranno posizionati su gradini lontani, con visibilità parzialmente ridotta. Sommando i 22.140 spettatori già annunciati a questi altri 6000, si supererebbero le 28.000 persone.

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Finale di Coppa Davis – Ferrer: “Se perdiamo con l’Argentina, non sarà un fallimento”

Siviglia - Lo spagnolo David Ferrer è convinto che non sarà «un fallimento» perdere la finale di Coppa Davis che comincerà venerdì a Siviglia contro l'Argentina. «Possiamo essere leggermente favoriti perchè giochiamo in casa, ma assicuro che se perdiamo non è un fallimento, perchè si può perdere. Si può giocarsi bene e perdere», ha detto Ferrer all'agenzia dpa in un'intervista a Londra, dove è arrivato alle semifinali del Masters. La Spagna cerca il suo quinto titolo in Coppa Davis, mentre l'Argentina sogna il primo dopo le tre sconfitte in finale. «Se con qualcuno può perdere la Spagna sulla terra battuta è con l'Argentina. Abbiamo la carta vincente con Rafa Nadal, ma arriviamo molto più stanchi, loro hanno due giocatori che possono vincere con chiunque, e sulla terra battuta giocano molto, molto bene», ha assicurato il numero cinque del mondo. «Io non sento rivalità con l'Argentina», ha spiegato Ferrer. «Andare a Buenos Aires mi piace e a Mar del Plata quando abbiamo vinto la finale di Coppa Davis nel 2008, siamo stati trattati molto bene. I nostri rapporti con David Nalbandian, con Juan Monaco, con, Juan Martìn Del Potro è molto buono, andiamo d'accordo. Con David e con Monaco siamo molto amici, giochiamo alla 'play', passiamo insieme molte ore. Non c'è rivalità, è tutto il contrario, lo assicuro», ha aggiunto lo spagnolo. Può l'Argentina vincere contro una Spagna che non perde in casa da 12 anni, viene chiesto a Ferrer che risponde serafico: «se con qualcuno può perdere la Spagna sulla terra battuta, è con l'Argentina. Il numero 5 del mondo dice di capire perchè gli argentini si sono assentati dal circuito nelle ultime settimane, per cercare di arrivare nella migliore forma alla finale di una competizione che, dopo tre sconfitte in finale, è un'ossessione sportiva nazionale. »David non ha voluto forzare perchè, io lo so personalmente, la Coppa Davis lo motiva moltissimo. Juan Martìn anche, avrebbe potuto forzare a Parigi e giocare il Masters, ma non lo ha fatto perchè entrambi hanno dato la priorità alla Davis, hanno le loro ragioni, è normale«. »Io no, ho detto sempre che per me ha uguale importanza il Masters e la Davis, io rappresento il mio paese ogni volta che gioco in ogni torneo«, ha aggiunto Ferrer. Ma la Davis non è uguale ad un torneo. E proprio Ferrer lo fa capire confessando un sogno che accarezza a 29 anni, nella fase finale della sua carriera: giocare e vincere l'ultimo punto, lo stesso che sette anni fa riuscì Carlos Moyà a Siviglia per battere gli Stati Uniti e conquistare il suo secondo titolo della Spagna. »È quello il punto che vuoi sempre vincere. Se giochi e perdi hai avuto l'opportunità, ma se lo vinci sei come un dio. Magari succedesse, ma se Rafa vincesse prima non succederebbe niente«, spiega lo spagnolo che però rincara: »È qualcosa che ogni tennista sogna, e mi piacerebbe avere l'opportunità. Finale in casa e quinta e decisiva partita...Voglio giocarla, ma cinque minuti prima sei molto teso, perchè sono momenti nei quali ti giochi molto«.

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Nadal: “Finale di Davis non scontata: possono vincere entrambe”

«L'esito di questa finale è tutt'altro che scontato. L'Argentina ha tutte le carte in regola per vincere». La Spagna non ha la Coppa Davis in tasca. Lo dice Rafael Nadal, numero 2 del mondo e stella della selezione iberica, in vista della finale di Coppa Davis con l'Argentina che si giocherà a Siviglia dal 2 al 4 dicembre prossimi. La Spagna insegue la quinta vittoria in Davis, mentre l'Argentina attende ancora il primo successo dopo le finali del 1981, del 2006 e del 2008. «Giocare la finale - dice Nadal (nella foto in alto mentre abbraccia Del Potro) all'agenzia Dpa- con una squadra valida come l'Argentina è molto emozionante. Il tennis in Argentina è uno degli sport più importanti e anche in Spagna l'attenzione è cresciuta molto. Loro hanno perso grandi occasioni in finale, contro la Russia nel 2006 e contro di noi nel 2008, quando Feliciano Lopez giocò ad un livello altissimo. Ora hanno un'altra opportunità». La Spagna giocherà con meno pressione, dopo le quattro vittorie ottenute nel 2000, nel 2004, nel 2008 e nel 2009. «Di certo avremo meno pressione rispetto a loro -osserva Nadal- e in più saremo avvantaggiati dal fatto di giocare in casa. Ma di sicuro sarà una finale complicata, gli argentini sono molto forti su tutte le superfici. Dovremo giocare molto bene». Nadal potrebbe affrontare in singolare il suo amico Juan Monaco: «Non penso a chi mi troverò davanti, sono cose che non dipendono da me. Io penserò a giocare bene, chiunque ci sarà contro di me. Juan Monaco ha chiuso la stagione giocando molto bene, David Nalbandian si è preparato da tempo per questo evento e ottiene sempre ottimi risultati in Davis», prosegue soffermandosi sui rivali. «Se fossi al posto del capitano argentino -aggiunge- non deciderei troppo in anticipo quale giocatore schierare. Può aver deciso chi far scendere il campo il venerdì, ma i giocatori del sabato dipenderanno per forza dall'esito dei match del giorno precedente».