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Wimbledon – Sharapova-Kvitova sarà la finale del singolare femminile

LONDRA - Maria Sharapova contro Petra Kvitova. Eccola qui la finale del singolare femminile di Wimbledon che andrà in scena sabato pomeriggio. Il vecchio, anche se è assurdo parlare in questa maniera di una donna, Maria Sharapova, che ha soli 24 anni, contro il nuovo che avanza. La bella Maria contro la mancina terribile. Insomma, una finale tutta da vedere, con la siberiana pronta, sette anni dopo, a mettere di nuovo le mani su quel piatto d'argento che, sette anni fa, l'aveva fatta scoprire al grande pubblico. Maria Sharapova, però, oggi è una tennista completamente ritrovata, che si è messa dietro le spalle un padre scomodo, infortuni in serie, una operazione alla spalla destra e chi più ne ha, più ne metta. Oggi Maria Sharapova sta tentando di riprendersi quello che aveva lasciato. A 24 anni, sette anni dopo quella finale vinta contro Serena Williams il 4 luglio del 2004, proverà a riprendersi lo scettro di regina. Oggi le prove generali, con la vittoria in due set (6/4 6/3 lo score) contro la tedesca Lisicki, splendida sino alla semifinale odierna. "E' stato un percorso duro, ma ho giocato bene e sono felice di essere arrivata sino alla finale - il commento a caldo della russa - All'inizio lei ha giocato benissimo ed io esattamente il contrario, ma la chiave del match era restare concentrate ed io sono riuscito questo. Essere tornata in finale, dopo quello che mi è accaduto negli ultimi anni, è un grande punto d'arrivo. Contro la Kvitova sarà una partita molto dura, ma non vedo l'ora di giocarla". E sabato la finale contro la Kvitova, per la quale oggi si è scomodata la grandissima Martina Navratilova in tribuna ad applaudirla e, alla fine, anche un po' commossa. Mancina come lei, con talento, anche se un po' discontinuo, da vendere, la ceca Petra Kvitova, ha finito per migliorarsi rispetto allo scorso anno, dove aveva raggiunto a sorpresa la semifinale. Oggi, battendo in tre set la bielorussa Victoria Azarenka, la Kvitova ha raggiunto la sua prima finale in un torneo dello Slam e lo ha fatto sull'erba prestigiosa di Wimbledon: 6/1 3/6 6/2 il punteggio finale. Un match da montagne russe, con la Kvitova a dir poco spettacolare nel primo set, vinto con il punteggio di 6/1 dopo l'1-1 iniziale. Con Victoria Azarenka pronta, però, a regiare immediatamente. A guadagnare un break iniziale e a difenderlo sino alla fine: 6-3.Poi nel terzo set ancora la tennista ceca. Capace di dominare con il proprio servizio e di abbinare ad essero un dritto incredibile che ha finito per far male, molto male, alla tennista bieloriussa. "Non posso dire nulla, non ci credo ancora di essere in finale - ha spiegato a caldo la Kvitova - All'inizio non stavo proprio bene, tutta la partita è girata intorno al servizio e penso di aver servito benissimo nel terzo. L'erba è la mia superficie preferita (dopo la finale di Eastbourne, persa contro la Bartoli, ecco la finale di Wimbledon) e sono felice di questa finale". E Martina Navratilova in tribuna? "Non ho avuto messaggi da Martina, ci siamo viste negli spogliatoi prima del match e mi ha fatto gli auguri. E' già un onore grandissimo per me averla incontrata"

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Wimbledon – Per i bookie la finale sarà Nadal-Djokovic

LONDRA - Dopo aver eliminato Roger Federer, Jo Wilfried Tsonga se la vedrà in semifinale con il giocatore più in forma del circuito ATP, il serbo Novak Djokovic. Le quote di Iziplay vedono favorito l'attuale numero due del mondo a 1,45 contro il 2,70 del francese, in una partita che secondo i bookie, come riporta Agipronews, finirà in tre set (2,90). Sempre nel set betting la vittoria di «Nole» al quinto e decisivo set pagherebbe sei volte la scommessa mentre la prima ipotesi che premia Tsonga è il 3-1 a suo favore bancato a 6,50. Nell'altra semifinale, il numero uno del ranking mondiale e detentore del torneo, Rafael Nadal si scontrerà con l'idolo di casa Andy Murray. Vittoria di Rafa a 1,47 con lo scozzese staccato a 2,55. Anche in questo caso i bookie credono in una semifinale veloce chiusa 3-0 dallo spagnolo, ipotesi che vale 3 volte la posta. Per il successo di Nadal in quattro o cinque set si sale rispettivamente a 3,85 e 6,00. Il britannico in finale si gioca più alto visto che l'1-3 compare in lavagna a 6,50.

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Wimbledon – Murray in semifinale. Il sogno britannico continua. Ora la sfida a Nadal

LONDRA - All'appello mancherà soltanto Roger Federer. Il resto dei "Fab Four" ha fatto, anche se con qualche fatica supplemenare e patema d'animo nel caso di Murray, in pieno il proprio dovere. Nella parte alta del tabellone di questo Wimbledon 2011, la semifinale la giocheranno lo spagnolo Rafael Nadal e lo scozzese Andy Murray. Lo spagnolo, numero uno del mondo e campione uscente, è venuto fuori da un match delicato e scorbutico contro lo statunitense Mardy Fish: 6/3 6/3 5/7 6/4 il punteggio finale in favore del campione di Manacor. Dall'altra parte, la speranza britannica di poter vedere un proprio giocatore trionfare a Wimbledon dai tempi di Fred Perry, ultimo vincitore nel lontanissimo 1936, prosegue. Nonostante i patemi d'animo di un presunto infortunio che dalla metà del secondo set, nel match di quarti di finale contro lo spagnolo Feliciano Lopez, ha condizionato un po' la vita allo scozzese Andy Murray. Il numero quattro del mondo, però, alla fine ha domato il mancino iberico in due ore ed un minuto: 6/3 6/4 6/4 il punteggio finale. Il tutto davanti anche al pilota della McLaren, Hamilton, grande tifoso di Murray: "In un cambio di direzione - ha spiegato Murray - ho sentito un piccolo dolore, ma sto bene. Farò un controllo, ma non credo che sia una cosa preoccupante. I tornei degli Slam sono lunghi e faticosi, anche Nadal ha avuto un problema, credo che sia all'ordine del giorno. Voglio andare avanti, non vedo l'ora di giocare la semifinale". Per Murray è la terza semifinale consecutiva qui a Wimbledon, la settima assoluta in un torneo dello Slam. Per lui e per una nazione intera, il sogno continua.

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Wimbledon – Victoria Azarenka si ribella: “Le urla fanno parte del mio gioco: punto e basta”

LONDRA - «Le urla fanno parte del mio gioco. Punto e basta». Firmato, Victoria Azarenka. La bielorussa è una delle 4 semifinaliste del torneo di Wimbledon. E, con la russa Maria Sharapova, è una delle tenniste-urlatrici per eccellenza. Ogni colpo è accompagnato da un gemito, in un crescendo di decibel che non piace agli organizzatori dei Championships: «Le urla disturbano gli spettatori». L'avvertimento non ha modificato le abitudini della Azarenka. La testa di serie numero 4, una delle serial grunter più illustri del circuito, non ha nessuna intenzione di trattenersi nella sfida in programma domani contro la ceca Petra Kvitova, numero 8 del tabellone. In palio c'è un posto in finale e se bisogna urlare per centrare l'obiettivo, la 21enne di Minsk lo farà. «Quando ero una bambina, ero molto esile e debole», spiega l'atleta bielorussa. «Avevo bisogno di una spinta extra, di un aiuto supplementare per spedire la pallina al di là della rete. Con il tempo, urlare è diventato una parte della mia respirazione e del mio modo di muovermi sul campo», aggiunge facendo riferimento alla componente sonora del suo gioco. La ricetta, sui campi dell'All England Club, funziona alla perfezione: finora la numero 4 del tabellone ha lasciato per strada solo un set, nel terzo turno contro la slovacca Daniela Hantuchova. Nei quarti, l'austriaca Tamira Paszek è stata travolta con un eloquente 6-3, 6-1. Impossibile, ovviamente, cambiare tutto quando la finale del più importante torneo del mondo è ad un solo passo. «Il mio corpo è come una macchina e fa rumore: per me è tutto perfettamente naturale -prosegue lei-. Devo realmente buttare fuori tutto per muovermi e per colpire la palla, non voglio certo dare fastidio a qualcuno. È solo un comportamento naturale». In passato, ha provato ad abbassare il volume. Ma i tentativi hanno prodotto solo conseguenze negative sulla qualità di gioco. Quindi, esperimento fallito e accantonato: si continua a urlare. «Lo faccio nei tornei, lo faccio in allenamento. Quando c'è una gara di sollevamento pesi, gli atleti fanno rumore. Ma nessuno si lamenta tra il pubblico, no?».

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Wimbledon – Tsonga rimonta Federer: sarà semifinale con Djokovic

LONDRA - L'attesa semifinale nella parte del tabellone di questo Wimbledon 2011, l'attesa rivincita di quella che era stata, due settimane e mezzo fa, una splendida semifinale al Roland Garros, non ci sarà. Perchè tra Novak Djokovic, futuro numero uno del mondo e Roger Federer, sei volte vincitore qui sui prati preferiti della Regina, ci si è messo di mezzo il francese Jo-Wilfried Tsonga. Eppure Federer era andato avanti due set a zero, eppure Federer aveva dimostrato, nonostante la verve del transalpino, di poter aver ragione del colored francese. Ed invece Tsonga è stato incredibile per tutto l'arco del match. All'inizio, in mezzo, come alla fine e ha vinto, meritatamente, guadagnandosi per la prima volta l'opportunità di giocare una semifinale ai Championships: 3/6 6/7 6/4 6/4 6/4 lo score di un match incredibile. C'è da ricordare, cosa questa molto importante, che Roger Federer, prima di oggi, non aveva mai perso un match nei tornei dello Slam, quando si era trovato in vantaggio di due set. Era accaduto soltanto due volte nella sua carriera. In Coppa Davis in Australiana contro Lleyton Hewitt e nella finale del Masters di Shanghai contro l'argentino David Nalbandian: "Sono felicissimo, ho battuto sull'erba di Wimbledon, e in rimonta, il più forte tennista della storia. Cosa volete che vi dica, sono in semifinale e non ci credo - ha tenuto a precisare Tsonga al termine del match - Ho lasciato parecchie energie su questo match, ma avrò tempo per recuperare. Contro Djokovic sarà un'altra grande partita, ma fatemi godere di questa vittoria incredibile e pazzesca". "Purtroppo dispiace uscire dal torneo, ma Tsonga ha giocato un grandissimo tennis e, quindi, non posso assolutamente rimproverarmi nulla - ha spiegato Federer - Stavo giocando bene ed ero convinto di poter vincere il torneo, ma alla fine è soltanto uno che s'impone. Non mi sento scoraggiato, rispetto ad un anno fa sto davvero molto meglio - ha spiegato Federer - Sono felice ed il gioco c'è. Ora tornerò a lavorare duro, mi preparerò per la Davis e per i tornei sul cemento americano. No, non sono triste, tutt'altro". E Djokovic, avviato a spodestare Nadal dalla prima poltrona mondiale, ha dovuto faticare e non poco per avere ragione dell'australiano Tomic, passato attraverso le qualificazioni e issatosi sino ai quarti di finale dopo "scalpi" eccellenti come quelli di Nikolay Davydenko e, soprattutto, Robin Soderling. A vedere il match, in tribuna, uno accanto all'altro il croato Goran Ivanisevic e l'australiano Patrick Rafter, rispettivamente vincitore, da wild card, e finalista dell'edizione 2001 di Wimbledon. Era il 9 luglio e Ivanisevic fece piangere il mondo intero imponendosi con il punteggio di 6/3 3/6 6/3 2/6 9/7. A vedere un match, i due, che Tomic, che aspettiamo molto presto a grandisismi livelli, ha finito per vincere in quattro set con il punteggio di 6/2 3/6 6/3 7/5. Dunque, la semifinale della parte bassa del tabellone, la giocheranno venerdi, Novak Djokovic e Jo-Wilfried Tsonga, con il francese, attezione, che è in vantaggio 5-2 nei precedenti sette confronti diretti: l'ultima volta, nel gennaio del 2010, quando Tsonga, agli Australian Open, s'impose in cinque set.