
Da New York
Gianluca Atlante
New York - Che poteva essere una partita a rischio, lo si poteva immaginare, ma oggi sull'"Arthur Ashe" di Flushing Meadow, è andato in scena il dramma tennistico del serbo, Viktor Troicki, numero 45 dell'ultima classifica mondiale. Nel primo turno dell'Open degli Stati Uniti, in corso di svolgimento sul camento di Flushing Meadow, Troicki è arrivato davvero ad un passo dalla eliminazione del connazionale, Novak Djokovic, numero tre del mondo e di questo tabellone. "Nole" lo ha rincorso a lungo, soprattutto in un quarto set dove Troicki ha avuto due palle per 3-0, una per il 4-1 e sul 5-5 è stato 0-30 su servizio del suo avversario. Più che vinta da Djokovic, dunque, la partita è stata persa da Troicki, che anche nel quinto e conclusivo set è andato, subito, avanti di un break, prima di essere ripreso immediatamente: 6/3 3/6 2/6 7/5 6/3 il punteggio finale, maturato in tre ore e quaranta minuti. Con Troicki, alla fine, ha mordersi le mani, per quello che poteva essere e che, invece, non è stato. C'è da dire che anche a Wimbledon, al primo turno, il serbo aveva sofferto cinque set per avere ragione del belga Olivier Rochus. Oggi, però, è arrivato davvero ad un passo dalla sconfitta.
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/8/2010
- 22:50

da New York
Gianluca Atlante
New York - Per lei ogni giorno può essere quello buono per coronare un sogno, per salire alla ribalta. Per lei ogni partita, è un lotta, talvolta anche impari, con i vari acciacchi e malanni. Per lei, quella di oggi, poteva essere l'occasione propizia per guadagnare un po' di punta e qualche dollaro pesante che, diciamolo francamente, non fa mai male, superando il primo turno di questa quarta ed ultima prova dello Slam, in corso di svolgimento sui campi in cemento di Flushing Meadow. Romina Oprandi, invece, ha "steccato" contro la tedesca, Julia Georges: 6/3 6/4 il risultato finale, maturato in un'ora e quindici minuti.
SINGOLARE FEMMINILE
Primo turno
Julia Goerges (GER) b. Romina Oprandi (ITA) 63 64
(6) Francesca Schiavone (ITA) b. Ayumi Morita (JPN) 61 60
Pauline Parmentier (FRA) b. Alberta Brianti (ITA) 46 63 75
(19) Flavia Pennetta (ITA) b. (q) Irina Falconi (USA) 62 61
(q) Maria Elena Camerin (ITA) b. Sophie Ferguson (AUS) 64 60
(3) Venus Williams (USA) b. Roberta Vinci (ITA) 64 61
Sara Errani (ITA) b. Tathiana Garbin (ITA) 76 (4) 75
Secondo turno
(6) Francesca Schiavone (ITA) c. (q) Maria Elena Camerin (ITA)
Sara Errani (ITA) c. Alisa Kleybanova (RUS)
(19) Flavia Pennetta (ITA) c. Agnes Szavay (HUN)
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/8/2010
- 20:44

da New York
Gianluca Atlante
New York - L'eterna incompiuta del lettone di Riga, Ernests Gulbis. L'eterna incompiuta di un tennista dal talento innato, ma forse troppo ricco per avere fame abbastanza come altri. L'eterna incompiuta che nell'ultimo dei quattro Slam in programma qui a Flushing Meadow, finisce per sciogliersi al sole, peraltro caldissimo, newyorkese e ammainare bandiera contro il francese Chardy: 6/2 7/6 6/4 il punteggio finale in favore del transalpino. Gli ottavi di finale del 2007 per il buon Ernests, sono un lontano ricordo ed il primo turno di oggi, fa il paio con quello dello scorso anno. E tanto per non discostarsi di molto da quanto accaduto ieri con Monfils e, soprattutto, Soderling, ecco che il francese, Arnauld Clement, fa fuori nel primo pomeriggio il cipriota, Marcos Baghdatis, numero 16 del seeding, reduce da una "campagna" americana notevole, ma oggi in balia del transalpino, almeno nei momento clou del match: 6/3 2/6 1/6 6/4 7/5 il punteggio finale. Cinque set sono voluti anche allo statunitense, Mardy Fish, che ha trascorsa una estate "stelle e strisce" davvero notevole e ricca di risultati importanti, non ultima la finale giocata a Cincinnati e persa contro Federer. Oggi, al cospetto del ceco, Jan Hajek, numero 82 del mondo, è dovuto ricorrere al quinto set e rimontando il suo avversario sopra di due set ad uno, prima di uscire fuori dal match e concedersi allo statunitense: 6/0 3/6 4/6 6/0 6/1 lo score, maturato in due ore e trentasei minuti. Disco rosso anche per l'argentino Juan Monaco, numero 30 del tabellone, eliminato dal canadese, Peter Polansky. Nel tardo pomeriggio, poi, è arrivata la facile vittoria dello spagnolo David Ferrer, uno dei possibili outsider e la sconfitta del ceco Stepanek, numero 28 del tabellone.
SINGOLARE MASCHILE
PRIMO TURNO
Feliciano Lopez (Esp, 23) b Santiago Giraldo (Col) 6/4 6/4 6/4; Daniel Gimeno-Traver (Esp) b Jarkko Nieminen (Fin) 7/6 6/4 6/3; Philipp Petzschner (Ger) b Dusan Lojda (Cze) 6/3 6/1 6/1; Jeremy Chardy (Fra) b Ernest Gulbis (Lat, 24) 6/2 7/6 6/4; Pablo Cuevas (Uru) b Julio Silva (Bra) 7/6 6/1 6/2; Arnauld Clement (Fra) b Marcos Baghdatis (Cypr, 16) 6/3 2/6 1/6 6/4 7/5; Benoit Paire (Fra) b Rainer Schuettler (Ger) 6/3 6/3 4/6 3/6 7/6; Eduardo Schwank (Arg) b. Robby Ginepri (Usa) 6/4 7/6 4/6 6/3; Mardy Fish (Usa, 19) b Jan Hajek (Cze) 6/0 3/6 4/6 6/0 6/1; Tommy Robredo (Esp) b. Lukas Rosol (Cze) 6/4 6/3 6/1; Novak Djokovic (Srb, 3) b Vicktor Troicki (Srb) 6/3 3/6 2/6 7/5 6/3; Peter Polansky (Can) b. Juan Monaco (Arg, 30) 6/2 7/6 6/3; James Blake (Usa) b. Kristof Vilegen (Bel) 6/3 6/2 6/4; David Ferrer (Esp, 10) b. Alexandr Dolgopolov (Ukr) 6/2 6/2 6/3; Benjamin Becker (Ger) b. daniel Brands (Ger) 7/6 7/6 6/4; Juline Benneteau (Fra) b. Radek Stepanek (Cze, 28) 6/4 6/2 4/6 6/4; Adrian Mannarino (Fra) b. Pere Riba (Esp) 3/6 6/1 6/4 4/6 7/6; Fernando Verdasco (Esp, 8) b. Fabio Fognini (Ita) 1/6 7/5 6/1 4/6 6/3
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/8/2010
- 19:21

da New York
Gianluca Atlante
New York - Quanta fatica sotto un sole cociente. E come scotta quando, come nel caso della serba, Jelena Jankovic, c'è da rimettere in piedi, e in fretta, un match compromesso. Quanta fatica per le teste di serie di questo Open degli Stati Uniti, in corso di svolgimento sui campi in cemento di Flushing Meadow. Quanta fatica per Jankovic, capace di andare sotto 5-4 nel terzo set contro la rumena Halep e con la stessa, dopo il cambio di campo, pronta a servire per il match, prima di risvegliarsi prontamente e vincere 7/5. Quanta fatica per Svetlana Kuznetsova, alla ricerca da qualche mese a questa parte, della via smarrita, ma prontamente ritrovata contro l'inossidabile giapponese, Kimiko Date Krumm, quarant'anni il prossimo 28 settembre (al torneo di Seul, lo scorso anno, Kimiko Date Krumm, all’età di 38 anni 11 mesi e 30 giorni, non solo ha conquistato l’ottavo torneo della sua lunga carriera, a 13 anni di distanza dal suo ultimo titolo conquistato (San Diego 1996), ma alla soglia dei 39 anni, con questa vittoria è diventata la seconda giocatrice più vecchia (dell’era open) a vincere un titolo singolare Wta dopo Billie Jean King, vincitrice nel 1983 al torneo di Birmingham, all’età di 39 anni, 7 mesi e 23 giorni), capace ancora di giocare ad altissimo livello e di portare al terzo set l'ex vincitrice del Roland Garros 2009. A completamento di un'opera molto difficile, a quanto pare, da portare avanti, il successo in tre set anche della sopagnola, Maria Jose Martinez Sanchez, vincitrice quest'anno agli Internazionali Bnl d'Italia, ma pronta a domare la statunitense, Jamie Hampton, soltanto 6/0 al terzo set. Dicevamo della fatica delle donne di punta di arrivare a capo delle loro partite e nel tardo pomeriggio newyorkese arrivava la sconfitta della cinese Na Li, numero otto del tabellone, per mano dell'ucraina Katerina Bondarenko: 2/6 6/4 6/2 lo score. Sul campo numero 7, invece, l'altra cinese Shuai Peng, aveva ragione della statunitense Rogers: 6/7 7/6 6/3 lo score. Fuori anche la numero 26 del seeding, la ceca Lucie Safarova, eliminata in tre set (2/6 7/5 6/2 lo score) dall'austriaca Tamira Paszek. In chiusura del programma pomeridiano, con le luci dell'Arthur Ashe già accese, arrivava la vittoria, peraltro sofferta anche questra, per la russa Maria Sharapova, numero 14 del tabellone, costretta a ricorrere al terzo set per avere ragione dell'australiana Groth: 4/6 6/3 6/1 il punteggio finale.
SINGOLARE FEMMINILE
PRIMO TURNO
Jelena Jankovic (Srb, 4) b Simona Halep (Rou) 6/4 4/6 7/5; Svetlana Kuznetsova (Rus, 11) b Kimiko Date Krumm (Jpn) 6/2 4/6 6/1; Maria Josè Martinez Sanchez (22, Esp) b Jamie Hampton (Usa) 6/4 3/6 6/0; Alicia Molik (Aus) b Mirjana Lucic (Cro) 7/6 6/1; Aravane Rezai (Fra, 18) b Magdalena Rybarikova (Svk) 7/6 7/6; Patty Schnyder (Sui) b Kirsten Flipkens (Bel); Sofia Arvidsson (Swe) b Sorana Cirstea (Rou) 6/1 6/2; Alexandra Dulgheru (Rou, 28) b Julie Coin (Fra) 6/3 6/1; Anastasija Sevastova (Lat) b Regina Koulikova 6/0 2-0 retd; Beatrice Capra (Usa) b Carolina Sprem (Cro) 6/1 6/3; Agnieszka Radwanska (Pol, 9) b Parra Santonja 6/4 6/3; Julia Georges (Ger) b Romina Oprandi (Ita) 6/3 6/4; Janina Wickmayer (Bel, 15) b. Alla Kudryavtseva (Rus) 6/1 6/2; Yung-Jan Chan (Tpe) b Anne Keothavong 2/6 6/1 6/1; Yvonne Meusburger (Aut) b. Jill Craybas (Usa) 3/6 7/5 6/0; Kateriuna Bondarenko (Ukr) b Na Li (Chn) 2/6 6/4 6/2; Shuai Peng (Chn) b Shelby Rogers (Usa) 6/7 7/6 6/3; Tamara Paszek (Aut) b Lucie Safarova (Cze, 26) 2/6 7/5 6/2; Iveta Benesova (Cze) b Nuria Llagostera Vives (Esp) 6/3 7/6; Maria Kirilenko (Rus, 23) b. Barbora Zahlavova Strycova 7/5 6/4; Alexandra Dulgheru (Rou, 25) b. Julie Coin (Fra) 6/3 6/1; Dominika Cibulkova (Svk) b. Stefanie Voegele 6/2 4/6 7/5; Maria Sharapova (Rus, 14) b. Jarmila Groth (Aus) 4/6 6/3 6/1
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/8/2010
- 19:09

uell
New York – Roger Federer, benedetto figliuolo: ma valeva proprio la pena fare quello che hai fatto? Provare a rimettere la palla dall’altra parte in maniera normale, no? L’assist fornito ai cronisti “notturni” di questo Open degli Stati Uniti, sottoforma di colpo sotto le gambe con ovazione, e ci mancherebbe, dei ventiduemila (non proprio contati, ma arrotondiamo) dell’”Arthur Ashe”, è quanto di meglio si potesse offrire in pasto a chi, in molti anche per il giorno dopo visto il fuso orario, non aspettavano altro che colorire, e non poco, una partita scontata come quella vinta facilmente contro l’argentino Brian Dabul. Si era, per la cronaca, sul 6/1 5-3 Federer, vantaggio per Dabul al servizio. E, dopo una palla corta un tantino “telefonata”, il buon Roger da Basilea si è visto costretto a rincorrere il pallonetto del sudamericano: detto, fatto. Racchetta sotto le gambe, pallina colpita con il piatto corde e “gialla” proiettata nell’angolo alla destra del malcapitato Dabul: tutto molto bello, come un anno fa contro Djokovic, ma… “quella era una semifinale, il colpo mi ha portato al matchpoint e, nonostante questo sia stato più difficile, quello ha avuto un’importanza maggiore”. Solo l’inizio, signori, di una conferenza stampa che ha vissuto sulle spiegazioni, più o meno plausibili e veritiere, di un Roger Federer pronto a sfidere, a mo’ di Andreotti, i cronisti presenti con domande alle… domande. “E’ il colpo dell’anno, meglio di quello scorso”, lo scontato invito a rispondere. E lui, lo svizzero… “Che cosa ne pensi? Pensi che questo era meglio?”. Però… “in termini di difficoltà, al di là dell’importanza in chiave incontro, questo era più difficile. Come mi sono sentito? Bene, molto bene, anche perché mi sono girato ed ho visto la pallina cadere in un angolo impossibile da raggiungere”. Poi, però, si è parlato d’altro, fortunatamente. Ma molto dopo, perché il successo ottenuto contro Dabul, non solo ha spianato allo svizzero la strada per il Barclays Atp World Finals Tour, in programma a Londra dal 21 al 28 novembre alla O2 Arena. Federer, per la cronaca, si è aggiunto a Nadal, gli unici ad aver tagliato il visto per questa manifestazione, ma è stato anche il 16esimo successo notturno dalle parti di Flushing Meadow. E allora… “qui le luci non cambiano come in altri tornei da campo a campo. Qui le luci sono le stesse. Poi, ormai, ho l’esperienza giusta per giocare sotto pressione e con tanta gente intenta li a guardarmi. Un vantaggio, questo, che posso usare con i miei avversari. Ho sempre amato venire qui – ha continuato Federer – L’ambiente è bello, eccitante. Non ho mai giocato un brutto Us Open, non ho mai avuto primi turni difficili. Sono felice di aver giocato un’altra sessione notturna”. Poi di nuovo il colpo sotto le gambe, per dire che… “tutto questo è riuscito – ha spiegato il numero due del mondo – perché sto giocando offensivo, che è una buonissima cosa”. Poi, infine, un invito ai ragazzi di YouTube di aggiornare le foto con quest’ultima: “Sono fantastici, anche perché molte di queste si riferiscono a match di primo o secondo turno”. Finito? Sì. Ma ora sotto con il matrimonio (una costante anche questa, ahinoi e ahilui) che, negli anni passati ha logorato Borg prima e McEnroe dopo. Ma lui, il campione dei campioni, l’uomo dei 16 Slam e non solo… “è sposato da sempre con Mirka, non soltanto dall’anno scorso e la vera fortuna è che negli ultimi sette-otto anni – ha concluso – ho praticamente passato ogni giorno con lei. Che mi ha aiutato a crescere e non poco”. Alla prossima, caro Roger Federer.
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/8/2010
- 17:47