
di Corrado Barazzutti
Roddick vince Miami. Andy torna alla vittoria di un importante torneo dopo un bel po' di tempo. Sicuramente un gran bel risultato per lui. Soprattutto in considerazione del fatto che non lo si puo'considerare proprio un ragazzino. Gli americani saranno contenti. Roddick è l'unico giocatore sul quale possono contare. Dietro di lui, purtroppo per loro, c'è ben poco: unica eccezione, Isner. Giovane, ma con ancora grossi problemi atletici da superare. Ma torniamo alla vittoria di Roddick e alla finale persa due settimane prima a Indian Wells contro un altro non giovane, Ivan Ljubicic. Due grandi tornei, altrettanti vincitori inaspettati. In modo particolare il croato. Hanno vinto facendosi strada tra quelli che tutti ci aspettavamo dovessero essere gli attori veri, protagonisti del futuro del tennis, del dopo Federer. Del resto lo svizzero non deve più dimostrare nulla. Vince o perde in questi tornei conta poco. Si può facilmente immaginare che per lui, ormai, contino solo gli Slam, le Olimpiadi e forse la Davis. E' numero 1 del mondo da una vita e, dunque, ci chiediamo: gli altri dove sono finiti? Del Potro sta male. Dopo la vittoria di Flushing Meadows, è stato soggetto, suo malgrado, a continui infortuni e comunque, nel momento in cui ha potuto giocare dopo l'impresa di New York, non è mai stato particolarmente brillante. E Murray? Un'opera incompiuta. Sta lì, pronto per il grande salto, che però non arriva mai. Arrivano invece delle grandi sconfitte come quella per mano di Fish a Miami. E le bastonate arrivano anche per qualcun'altro che invece di andare avanti, va indietro. Sto parlando di Novak Dyokovic. Uscito a Miami al primo turno per mano di un certo Olivier Rochus. Il serbo sembra in uno stato di grande confusione. Ha problemi con il servizio, qualcosa nel suo nutrito staff sembra non funzionare più tanto bene e aggiungo, io, forse due coach, uno per il cemento e le superfici veloci e l'altro per la terra, pare non si parlino molto: il tutto non aiuta. Brutta scena anche per Nadal. Dopo la grande rincorsa per raggiungere e superare il suo grande amico nemico Roger, sembra non aver retto alla pressione, alla responsabilità della poltrona di numero 1. Dalla sconfitta di Parigi sembra davvero che faccia una grande fatica a rimanere nella scia dello svizzero. Un momento, dunque, difficile per il tennis internazionale che non ha piu' al momento quell'appassionante dualismo, fiamma che tiene vivo l'interesse di tutti gli appassionati di tennis. Tutti vorrebbero o volevano Nadal e Federer duellanti. Tutti si aspettavano qualcuno che potesse fermare lo strapotere di Roger. Lo svizzero, dal canto suo, aspetta tornei più importanti e sono certo che lì sarà assolutamente presente. E gli altri, incapaci di approfittare della siesta di Federer, tradiscono le attese restando al palo. Rimane solo da chiedersi a questo punto: chi dopo Federer?
- Postato da Corrado Barazzutti
- 5/4/10
- 12:58
6/4/10 alle 14:56
Si, ottima analisi…
L’unico che mi lascia pensare di poter dire veramente la sua è Marin Cilic. Si, è vero, non è giovanissimo, pur essendo un classe 88, ma mi sembra l’unico che, quand’è in forma, dimostra davvero di avere delle qualità da fuori classe…Quelle qualità che spesso si vedono in Roger.
Non sò, se dovessi scommettere, punterei su di lui.
7/4/10 alle 18:46
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