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Robin Soderling, la sorpresa del 2009

dal numero 20 di Matchpoint Tennis Magazine in edicola di Gianluca Atlante A Tibro, comune svedese di circa undicimila abitanti situato nella contea di Vastra Gotaland, sarà comunque festa. Restando fedeli, però, ad un copione lontano da eccessi e da manifestazioni di giubilo che non appartengono né a lui, né tantomeno a chi ha il piacere di godere della sua amicizia. Robin Soderling, personaggio di una bella favola scandinava, è figlio di questa Terra che di campioni con la racchetta in mano ne ha sfornati a iosa, ma che resta forse lontana anni luce dal variopinto carrozzone tennistico. Utile, però, a regalargli notorietà ed euro pesanti. Il difficile arriva ora. Perché la vittoria più importante è sempre quella a venire e confermarsi a certi livelli non sarà facile. Robin Soderling ha salutato il suo splendido 2009 da assoluto protagonista della scena mondiale. Lo ha fatto nella monumentale e splendida O2 Arena a sud-ovest di Londra, dove il suo viso di ragazzo semplice non campeggiava in nessun manifesto complice un arrivo al fotofinish tra i “maestri”, ma dove il suo dritto uncinato ed il suo rovescio bimane hanno pesato e non poco sui risutati ottenuti. Avrebbe voluto ripercorre le gesta di Stefan Edberg, ultimo svedese a raggiungere nel 1990 (era la prima volta a Francoforte dei migliori otto) la finale, sconfitto poi in quattro set da Andre Agassi, ma il gaucho Del Potro lo ha risvegliato bruscamente dal sogno riportandolo in terra. Eppure quell’accostamento con la Danimarca calcistica che nel ’92, ripescata all’ultimo al posto della Jugoslavia divisa e in guerra, vinse il titolo, gli era piaciuto: “Ricordo bene cosa avvenne e tutto questo mi stimola a cercare di fare altrettanto. Sarebbe bello che ciò avvenisse, ma la strada da percorrere è ancora lunga”, le dichiarazioni del ragazzone svedese subito dopo aver battuto Nadal nel primo turno del round robin. La strada verso la gloria si è interrotta quando la regina madre era ormai alle porte di Buckingham Palace, pronta a nominarlo baronetto al pari dei quattro Beatles. Peccato, perché a date già scolpite nella sua mente e in quella di chi pensò, il 31 maggio scorso (vittoria sul centrale del Roland Garros contro Rafael Nadal), che quanto accaduto era un momento e niente più, se ne poteva aggiungere un’altra. A coronamento di una stagione dove nessuno, all’inizio, avrebbe scommesso un euro sull’entrata tra i primi dieci del mondo (ha chiuso al numero otto) di questo ragazzone svedese. Eppure il grande Mats Wilander, alla vigilia proprio del Masters londinese, aveva pronosticato una semifinale per Soderling, pronto dopo i successi su Nadal e Djokovic, a ribadire come… “mi stia divertendo molto, ma davanti ho almeno altre due partite e mi auguro di fare bene in quelle. Sono abituato a prenderne una alla volta, so di poter giocare bene e spero che ciò accada”. Parole che poi hanno fatto a cazzotti con una sconfitta, quella con Del Potro, che ha finito per lasciargli molto amaro in bocca: “Dispiace essere arrivati vicini alla finale e non averla centrata, ma posso ritenermi comunque soddisfatto di come ho giocato. Direi bene le prime due partite, un po’ meno le altre, ma di fronte avevo i migliori e quindi il bilancio non è poi così male, tutt’altro”. Serenità, consapevolezza dei propri mezzi e voglia di migliorarsi, partita dopo partita, ogni giorno sempre di più. Oggi Robin Soderling sa di poter sedere comodamente al tavolo dei grandi. Un traguardo, questo, costruito con certosina pazienza ripercorrendo, guardate un po’, le gesta del suo coach, Magnus Norman, ultimo svedese a partecipare ad un Master e con il quale il binomio sembra funzionare a meraviglia. Lui e Jenni, la sua compagna, rappresentano quel valore aggiunto che è da sempre la fortuna di ogni singolo sportivo. “E’ stato bello trascorrere un anno così intenso e ricco di emozioni. E’ bello e difficile al tempo stesso stare ora qui, ma è giusto ed opportuno guardare avanti per cercare di migliorarsi. Io guardo già al prossimo anno, di questo ne parlerete voi”. Chissà, che a coronamento del tutto, Robin Soderling non trovi sotto l’albero anche un altro orologio da collezione, passione extra tennistica costosa per molti, ma non per lui. Ragazzo pacato, figlio di un avvocato e di una casalinga, genitori modello, composti in tribuna e felici, comunque vada a finire, per il loro ragazzone. Pronto, ora, a fare davvero le valige per un bel viaggio senza racchette. La meta? Venezia. Per far contento lo sponsor e godere delle bellezze di un Paese che a Soderling ha aperto le porte della notorietà. E lui è uno che non dimentica certo da dove è arrivato e quanto ha dovuto soffrire per raggiungere certi traguardi. Il difficile, però, è sempre dietro l’angolo ma… “io sono pronto a ripartire, a giocarmela con tutti. L’ho dimostrato e continuerò a farlo”. Una convinzione dettata da risultati che non sono più episodi sporadici. Robin Soderling oggi siede al tavolo dei grandi e con loro vuole restare. A lungo.
  • Postato da Gianluca Atlante
  • 17/12/09
  • 10:34

Commenti

  1. Robin Soderling, la sorpresa del 2009 | Officina del Tennis di … scrive:

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