
Grande tennis ad Abu Dhabi (nella foto una veduta della splendida struttura) a cavallo tra il 2009 e il 2010. Dopo Ferrer-Davydenko, che ha visto il successo del tennista spagnolo che domani, nella seconda delle due semifinali, affronterà il connazionale Rafael Nadal, è stata la volta di Soderling-Wawrinka. Partita strana, soprattutto nel primo set, con lo svedese, pronti via, avanti subito 5-1 (40-15). Tutto fatto? Niente affatto, perchè lo svizzero approfittava del black-out dello scandinavo e, complice anche un parziale di 14 punti a 0, si portava a servire sul 6-5 in suo favore e, dunque, per il set. Qui, però, Soderling trovava la forza di operare un break e di issarsi sino al tie break poi vinto 7-4. Stessa identica situazione nel secondo set, con Soderling ancora una volta grande protagonista, anche in questo caso, nel tie break vinto 7-2. Domani lo svedese, nella prima semifinale affronterà lo svizzero Roger Federer contro il quale non ha mai vinto in carriera.
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/12/2009
- 16:46

Primo appuntamento a cavallo tra il vecchio e nuovo anno per il tennis mondiale con il torneo esibizione di Abu Dhabi (nella foto schierati i partecipanti con al centro Federer e Nadal). Ed il primo successo porta la firma dello spagnolo David Ferrer, chiamato all'ultimo dagli organizzatori per sostituire il francese Tsonga che ha dato forfait all'ultimo momento. Ferrer ha sconfitto in tre set il russo Nikolay Davydenko, fresco vincitore del Masters di Londra e che, con un break di vantaggio nel terzo set, aveva dato l'impressione di poter iniziare da dove aveva concluso. Ed invece è stato soropreso dall'allungo finale dell'iberico pronto a guadagnare la semifinale contro il connazionale Rafael Nadal: 2/6 6/2 6/4 il punteggio finale del primo, o forse dovremo dire dell'ultimo, match dell'anno.
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/12/2009
- 14:28

Per adesso Novak Djokovic
(nella foto) è il numero tre del ranking Atp. Ma è già pronto a diventare re…almeno sugli schermi televisivi. Il 22enne serbo di Belgrado, infatti, vestirà i nobili panni del primo sovrano della Jugoslavia, Aleksandar Karadjordjevic, in un sceneggiato per la tv che sarà girato il prossimo anno. Novak interpreterà il re da adulto, mentre suo fratello Djordje reciterà nel ruolo del sovrano giovane. Le dieci puntate dello sceneggiato, che sarà trasmesso nel 2011, racconteranno la vita di Karadjordjevic che, al termine della Prima Guerra Mondiale, unificò Serbia, Croazia e Slovenia: il re fu assassinato nel 1934, a 54 anni, durante una visita di stato a Marsiglia. Nel futuro prossimo di Novak, però, non c’è soltanto la recitazione, ma anche la musica. Secondo il giornale “Press” Djokovic il prossimo anno ha in mente di mettere su un gruppo di musica rock. “Nole”, famoso nel circuito anche per le sue grandi doti di showman (basti pensare alla performance con Fiorello al Foro Italico), formerà una band insieme al fratello Marko e ad alcuni amici. Novak esprimerà il suo talento al basso mentre Marko suonerà la batteria: al momento il gruppo non ha ancora un nome.
”Ho deciso di formare una band il prossimo anno e spero di riuscire a mettere in cantiere questo progetto” - dice Djokovic -.
Sono disposto ad utilizzare tutto il mio tempo libero per migliorare la mia tecnica al basso”. Altro obiettivo di “Nole” - oltre naturalmente a quello di vincere un secondo titolo dello Slam e magari giocare un brutto tiro a Federer e Nadal - è quello di migliorare il suo record a golf, sport che ama moltissimo ma nel quale non è precisamente un fuoriclasse.
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/12/2009
- 09:52



di Gianluca Atlante
Un anno solare se ne va e con esso una stagione carica, come al solito, di grandi emozioni. Come quelle che ci ha fatto vivere Roger Federer o la nostra Flavia Pennetta. Per non parlare della squadra di Fed Cup, capace di riscrivere la storia del nostro tennis. E' stato l'anno di Juan Martin Del Potro e Robin Soderling, le vere grandi sorprese di questo 2009 che si concluderà alla mezzanotte di oggi. Noi, che stiamo per soffiare sulla nostra prima candelina, ci siamo permessi di stilare un pagellone finale cercando di evidenziare con i numeri le imprese tennistiche di questo 2009.
Roger Federer: ha vinto Parigi e Wimbledon, centrando un'accoppiata storica e arrivando a 15 Slam. Nessuno come lui nella storia. E se pensiamo che ha fatto finale in Australia e negli Stati Uniti, vien da chiedersi cosa sarebbe successo in caso di Grande Slam. Unico e irripetibile, un po' meno in alcune partite (vedi la finale a Flushing Meadow persa contro Del Potro) e nella caduta di stile con il no alla Coppa Davis per il 2010. Voto: 10 con lode.
Rafael Nadal: vorremmo ricordare a tutti che ha ventitre anni ed ha al suo attivo già sei Slam e quindici Master 1000. Ha vinto per la quarta volta gli Internazionali d'Italia ed in questo 2009, almeno sino a Madrid, è stato ingiocabile per tutti. Poi ha perso al Roland Garros, il suo regno, ha rinunciato a Wimbledon e prima le ginocchia e poi gli addominali hanno contraddistinto, purtroppo in negativo, il suo finale di stagione nel quale, però, ha fatto semifinali ovunque, non ultima quella all'Open degli Stati Uniti. Prima di regalare alla Spagna un'altra Coppa Davis. Voto 8
Juan Martin Del Potro: il nuovo che avanza e la vittoria all'Open degli Stati Uniti ne è una riprova. Ha fatto bene, anzi benissimo Juan Martin, mancando la ciliegina finale con la sconfitta nella finale del Masters di Londra contro Davydenko. Il suo 2009, però, è un anno da incorniciare. Voto 9
Novak Djokovic: l'eterna incompiuta. Gioca bene, in molti casi arriva anche in fondo, ma gli unici acuti dell'anno sono quelli finali di Pechino, Basilea e Parigi Bercy. Di mezzo grandi partite e finali perse, come quelle con Nadal a Montecarlo e al Foro Italico o con Federer a Cincinnati. Male negli Slam, eccezion fatta per la semifinale persa contro Federer all'Open degli Stati Uniti. Voto 7
Andy Murray: parafrasando De Gregori diciamo che lo scozzese si farà. Vincere sei tornei, di cui due Master 100 come Miami e Montreal e poi fallire, o quasi, in quelli che contano come gli Slam, è un po' come non aver fatto nulla o quasi. Pesa come un macigno la semifinale persa a Wimbledon contro il redivivo Roddick. Voto 7
Nikolay Davydenko: è un personaggio poco spendibile, forse, a livello mediatico e pubblicitario, ma a tennis sa giocare, eccome se sa giocare. Se ne sono accorti tutti a Londra, alla O2 Arena, dove ha vinto un Masters mettendo in fila, uno dietro l'altro, Roger Federer e Juan Martin Del Potro. Il suo finale di stagione è stato a dir poco folgorante con i successi anche a Shanghai e Kuala Lumpur. Ha chiuso al numero 6. Voto 7.5
Robin Soderling: è la vera grande sorpresa di questo 2009 che ci sta per lasciare. Norman sembra averlo plasmato a sua immagine e somiglianza e la cura ha dato i primi frutti. Finale al Roland Garros, con lo storico "scalpo" di Rafael Nadal e semifinale al Masters a coronamento, lo ripetiamo, di una stagione davvero al fulmicotone. Voto 7.5
Serena Williams: numero uno non per caso, ma con tanto di numeri, e che numeri, alla mano. Se ha voglia di giocare non ce n'è per nessuno, o quasi. Australian Open e Wimbledon al suo attivo. L'unica nota negativa, la figuraccia fatta all'Open degli Stati Uniti. Non certo da numero uno lo show con la giudice di linea presa a male parole. Voto 9
Dinara Safina: numero uno per molto tempo per il computer, ma non per noi e, crediamo, per molti. Gli Slam continuano ad essere una meteora. Sconfitta in Australia da Serena Williams e al Roland Garros da Svetlana Kuznetsova, ha dovuto rimandare il successo in un major. Voto 7.5
Kim Cljisters: come Margaret Smith Court ed Evonne Goolagong. Ha vinto uno Slam tornando a giocare e a vincere da mamma. Che dire di più: il suo ritorno, unitamente a quello della connazionale Justine Henin, farà sicuramente del bene al tennis in gonnella. Voto 8
Flavia Pennetta: brava, bravissima, oseremo dire eccezionale. Ha raggiunto Panatta e Barazzutti, prima tennista italiana nella storia ad entrare tra le prime dieci giocatrici del mondo. Il tutto complice anche i successi a Palermo e Los Angeles. Lunedi 17 agosto il giorno da incorniciare. Come il suo ottavo di finale contro Vera Zvonareva all'Open degli Stati Uniti, quando annulla sei matchpoint giocando, a detta di tutti, la più bella partita di sempre per un italiano a Flushing Meadow. Voto 10
Francesca Schiavone: la regina di Fed Cup e non solo. Quarti di finale a Wimbledon, vittoria a Mosca in un torneo che conta e, soprattutto, tanta voglia di dimostrare al mondo intero che lei c'è, eccome se c'è. La tennista milanese ha voltato pagina ed oggi il suo giocare a tennis - lo definisce - molto piacevole. Voto 8
Andreas Seppi, Fabio Fognini, Simone Bolelli e Potito Starace: il 2009 dei nostri azzurri non è stato il massimo, eccezion fatta per piccoli acuti come la semifinale a Stoccarda di Fognini o come quelle a Belgrado e Umago di Seppi. Da loro, però, ci si aspetta di più,. molto di più. Avrebbero meritato una insufficienza, ma vogliamo credere nell'ennesimo riscatto ed il 6 in pagella è più un invito a cercare di fare meglio, che altro.
La squadra di Fed Cup: Flavia, Francesca, Sara e Roberta: praticamente perfette, oseremo dire fantastiche. Secondo Fed Cup vinta con pieno merito. A Reggio Calabria, contro gli Stati Uniti. Oggi sono sul tetto del mondo, perchè sono squadra più di altre. Voto 10
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/12/2009
- 07:51

di Gianluca Atlante
C'era una volta la maestra di scuola elementare e quel compito "partorito" dalla mamma insegnante. E lei, severa come e più di un banco di scuola, pronta a dire: "Questa, mio caro, non è farina del tuo sacco". Pensiamo la stessa cosa di Roger Federer e del suo no alla Coppa Davis. O, almeno, ci sforziamo a pensare che sia così, che il tutto insomma non sia farina del suo sacco o, per meglio dire, dei suoi desideri. Nascosti e soffocati, nel caso specifico, da scelte dettategli da chi non vuole evidentemente il suo bene. Il suo no alla Coppa Davis è stata una caduta di stile, quello che ha sempre contraddistinto il campione svizzero dentro e fuori il rettangolo di gioco. Come, dice che la Coppa Davis, unitamente alle Olimpiadi, è uno dei suoi obiettivi, attraversa in fretta e in furia l'oceano per sfidare l'Italia il giorno dopo, o quasi, la sconfitta in finale a Flushing Meadow contro Del Potro e poi, con la ghiotta opportunità di battere Nadal sulla terra battuta in Davis, si tira indietro? Ma dai, ma dai direbbe Mughini. Noi ci limitiamo ad annotare la cosa come una brutta caduta di stile. Ma non perchè c'è stata l'Italia di mezzo, assolutamente. Non è da Federer, da un campione stimato e amato come lui, predicare in un modo e razzolare in un altro. Vuole la Davis e poi non la gioca. Ma che senso ha lanciare il sasso e poi nascondere la mano? Soltanto perchè di mezzo c'è un torneo come Indian Wells già vinto tre volte? Allora vi chiediamo e ci chiediamo. E' più importante centrare il poker nel deserto oppure puntare a fare uno sgambetto alla Spagna campione, provando poi ad arrivare sino in fondo per mettere le mani sull'insalatiera d'argento? Crediamo, in tutta onestà, che la risposta sia scontata, ma purtroppo Federer è consigliato male e peggio fa la Federazione svizzera che continua e, probabilmente, continuerà a cibarsi delle elemosina del campione di Basilea.
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/12/2009
- 06:51