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Us Open e Ramadam: Qureshi beve lo stesso

(da www.federtennis.it) Tennis e Ramadan agli US Open. Aisam-ul-Haq Qureshi (nella foto), tennista pakistano di Lahore, gioca il suo match di doppio sul campo 10 ed ha un paio di bottiglie d’acqua sotto la sedia, malgrado si sia in pieno Ramadan, e molti musulmani non possano mangiare nè bere dall'alba al tramonto. A New York in questi giorni fa un gran caldo umido e lo speaker del torneo consiglia a tutti di bere molti liquidi (presumibilmente quelli venduti nei chioschi dell’impianto…) per evitare la disidratazione. Un consiglio persino ovvio in una calda giornata prevalentemente soleggiata. Ma siamo nel mese sacro, un periodo di digiuno in cui gli atleti musulmani si trovano ad affrontare scelte difficili, soprattutto quando prendono parte a grandi eventi sportivi."Devo risponderne a Dio", spiega Qureshi, subito dopo il successo in coppia con il finlandese Jarkko Nieminen, sul duo composto dal kazako di Bra, Andrey Golubev, e l’uzbeko Denis Istomin, con il punteggio di 4-6, 7-6 (11), 6-4. Qureshi, alla continua ricerca di un partner per il doppio, giocava per la prima volta con Nieminen. Il pakistano ha sempre dimostrato la sua indipendenza, giocando il doppio con tennisti sia israeliani che indiani, dicendo di considerarli fratelli di tour, e della vita stessa. "Al momento, non ci sono altri giocatori pakistani in giro per il tour”, osserva Qureshi, che ha 29 anni ed è uno dei pochi giocatori musulmani di alto livello. Parla con grande rispetto del Ramadan, che quest'anno va dal 22 agosto fino al 19 settembre. Ci possono essere deroghe al digiuno per le donne incinte, i soldati, i malati mentali, bambini e persone con difficoltà di sostentamento. Qureshi dice di appartenere a quest'ultima categoria. Altri atleti musulmani hanno deciso di comportarsi in maniera diversa nei confronti del Ramadan. Sono tanti i calciatori che in questi giorni stanno prendendo posizione su questo argomento. Recentemente, Jose Mourinho, l'allenatore dell’Inter, ha motivato la sostituzione del ghanese Sulley Muntari, con la debolezza patita dal giocatore a causa del digiuno. Non sono mancate le critiche al tecnico portoghese: Mourinho ha poi precisato che non era sua intenzione muovere alcuna critica alla religione islamica. Il calciatore del Bayern Monaco Franck Ribéry, un francese convertito all'Islam, ha provato a digiunare finchè non si è arreso; adesso mangia prima di ogni partita. Anche Hakeem Olajuwon, l’ex star NBA degli Houston Rockets, digiunava durante il Ramadan.“Olajuwon, però, ha giocato la maggior parte delle partite di notte”, fa notare il vecchio compagno di Davis di Qureshi, Ahmed Wahla, presente al match di doppio del suo ex compagno. "Io credo nel digiuno - dice Qureshi - il digiuno ti rende più paziente. Ti fa pensare a Dio”“Però non digiuno lontano da casa. Ogni volta che sono in patria, faccio del mio meglio. Cerco di rispettare il mese, anche se è difficile ", prosegue il pakistano, che aggiunge di aver provato il digiuno quando era più giovane, finendo spesso vittima dei crampi. E come ha detto al termine del match di doppio, riferendosi al suo compagno di avventura, Nieminen: "Non credo sarebbe stato giusto per lui, se fossi svenuto sul campo”.
  • Postato da Gianluca Atlante
  • 5/9/09
  • 18:38

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