
Il ritorno c'è già stato, ma quello verò culminerà con la quarta ed ultima prova dello Slam in programma da domani sui campi in cemento di Flushing Meadow a New York. Parliamo della belga Kim Clijsters (nella foto) e di un Open degli Stati Uniti che potrebbe avere in lei un outsider di lusso. "Sono felice di aver iniziato con i tornei di Cincinnati e Toronto, mi sono tolta tanta pressione - ha confessato -. Tornare all'US Open è stupendo. Qui ho fatto bene in passato e ripresentarmi in questo posto mi porta alla mente tanti bei ricordi. Adesso posso anche condividerli con mia figlia e mio marito. Tutto è ancora più speciale". I critici si interrogano su quale sarà il suo impatto al rientro, ma intanto devono sottolineare la qualità delle sue prime prestazioni. "All'inizio, quando ho giocato contro la Bartoli nel primo turno a Cincinnati, mi sono sorpresa del livello che avevo già raggiunto - ha aggiunto la belga -. Ero molto concentrata e mi sentivo pronta, ma adesso ho bisogno di mettermi alla prova sul serio. Non vedo l'ora di iniziare un torneo di questo valore". Da una tennista così competitiva si è soliti attendere proclami. Ora, però, Kim Clijsters preferisce tenere basso il profilo: "Ogni partita che gioco è una grande sfida e non voglio guardare troppo avanti. Almeno per ora, perché sento che c'è ancora tanto lavoro da fare. Parlerò di obiettivi solo quando avrò raggiunto un certo livello, quando sarò migliorata sotto gli aspetti su cui sto lavorando. Solo allora mi darò degli obiettivi. Spero di farcela a partire dal 2010". Ma il rientro di Kim Clijsters ha già stupito molti. Partendo dalle avversarie principali del circuito. Su tutte Serena Williams: "Devo dire che sono rimasta un po' sorpresa. Non pensavo che potesse esprimersi così da subito. Insomma, sapevo che avrebbe fatto bene, ma sembra che sia stata fuori una settimana e basta. Sono molto felice per lei e questo mi spinge a lavorare ancora più duramente. Come lei, che è stata fuori ma non ha perso il passo. Ho tirato qualche colpo con lei e mi è sembrata in ottime condizioni. È eccezionale. Ed è anche un'ottima cosa per il tennis femminile".
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2009
- 11:36

Prima ha polemizzato a distanza con Dinara Safina, ribadendo che è assurdo essere seduti sulla prima poltrona mondiale senza aver vinto uno Slam, poi si è recata nel nuovo e splendido Yankee Stadium, al Bronx, per lanciare la prima palla della sfida tra gli Yankees e i Chicago White Sox. Lei è Serena Williams, pronta a far suo anche l'ultimo Slam della stagione, ma intanto sempre pronta a pubblicizzare la propria immagine nel migliore dei modi. Dopo il football americano, ecco il baseball, la grande passione degli americani. Allo Yankee Stadium, nel tempio, lei sembra essere di casa.
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2009
- 05:37

Dopo aver battuto la nostra Flavia Pennetta in semifinale, la danese Caroline Wozniacki (nella foto mentre bacia il trofeo) si è riconfermata anche in finale vincendo il “Pilot Pen Tennis presented by Schick”, torneo Wta con montepremi di 600mila dollari che si è concluso a New Haven, nel Connecticut. La Wozniacki ha sconfitto in finale, in un'ora e sedici minuti di gioco, la russa Vesnina: 6/2 6/4 il punteggio finale. In campo maschile, invece, il successo è andato allo spagnolo Fernando Verdasco, che in un'ora e trentacinque minuti ha sconfitto in finale lo statunitense Sam Querrey: 6/4 7/6 lo score del match.
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2009
- 05:29


Una polemica infinita, figlia di un computer che per taluni sbaglia e per altri no. Lei, la russa Dinara Safina, è la numero uno del mondo dal 20 aprile scorso. Ed è anche la quarta tennista dell’era open ad essere diventata la “regina” della classifica mondiale senza aver ancora vinto un titolo dello Slam: prima era accaduto con la belga Kim Clijsters nell’agosto 2003, con la francese Amelie Mauresmo nel settembre 2004 (entrambe vinsero successivamente dei titoli dello Slam) e con la serba Jelena Jankovic nel 2008. Una “pecca” più volte rimarcata nei mesi scorsi da Serena Williams, numero due del ranking Wta e soprattutto vincitrice nell’ultimo anno di tre tornei dello Slam: US Open 2008, Australiana Open 2009 e Wimbledon 2009. Siamo alla vigilia degli US Open 2009, quarto ed ultimo Slam della stagione al via lunedì a New York, sui campo in cemento di Flushing Meadows, e la polemica si riaccende.
“Penso che la vincitrice di tre titoli dello Slam in un anno dovrebbe essere la numero uno - ha ripetuto Serena -
ma evidentemente per la Wta non è così. Comunque preferisco esse la numero due ed aver vinto tre Slam in un anno piuttosto che essere numero uno senza averne mai conquistato uno…”. Chiaro il riferimento alla Safina, che in attesa dell’esordio contro l’australiana Olivia Rogowska, non raccoglie:
“La classifica mica la faccio io - risponde la russa alla vigilia degli US Open, dove è stata finalista nel 2008 battuta proprio da Serena che l'ha poi sconfitta anche nella finale degli Australian Open 2009 -
c’è un ranking e se lo guardate io sono la numero uno…”. Dinara preferisce invece parlare del fratello Marat Safin: a fine stagione lascia a 29 anni dopo essere stato numero uno ed aver vinto due Slam (US Open 2000 e Australian Open 2005). A New York giocherà il suo ultimo torneo dello Slam.
“Non riesco ad immaginare che dalla prossima stagione sarò sola in giro per il circuito perché sono talmente abituata ad avere accanto mio fratello - ammette Dinara -
è triste che smetta perché è stato un grande giocatore, uno showman in campo. Spero che sarà felice dopo il tennis”. Anche Serena, che agli US Open esordirà contro la connazionale Alexa Glatch, non vuole aggiungere altro sulla questione della leadership mondiale. La ventottenne americana piuttosto parla dell’imminente uscita del suo libro (sarà in vendita da martedì), “On the line”, in cui racconta la sua storia, dal ghetto di Compton, dove è cresciuta ai lussi di Los Angeles, della sua carriera di tennista capace sinora di vincere otto titoli dello Slam e di guadagnare più di venti milioni di dollari.
“Ho sempre adorato scrivere - racconta -
sono felice di averne avuto la possibilità. L’uscita del mio libro mi dà ancor più motivazioni per ben figurare qui a New York”. Dove ha vinto già tre volte: la prima giusto dieci anni fa, poi nel 2002 e nel 2008.
- Postato da Gianluca Atlante
- 30/8/2009
- 04:50