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Atp Challenger di Orbetello, ecco a voi Kuznetsov
Tre “veterani” e tre giovani wild card, oltre allo special exempt richiesto da Daniele Bracciali. Folta e ben assortita, la delegazione italiana inserita nel main draw dell’ATP Challenger di Orbetello, 1° Trofeo “Stefano Bellaveglia”, ha tutte le carte in regola per fare gli onori di casa in riva alla laguna. C’è Paolo Lorenzi, senese di 28 anni che grazie a un giugno da incorniciare (ha vinto i challenger di Reggio Emilia e poi Rijeka, rispettivamente $ 50.000 e $ 30.000) ha raggiunto il proprio best ranking di sempre, diventando il 147 del mondo. E’ la settima testa di serie del tabellone, l’unica italiana. Grande attesa c’è anche per l’italo-argentino Tomas Tenconi (153). Oltre a essere in cerca della migliore condizione dopo i problemi fisici che lo hanno costretto al ritiro nel primo turno del recente Challenger di Rimini, il 29enne oriundo è intenzionato a far bene di fronte a un pubblico lui familiare, essendosi allenato per anni a Grosseto. Fa il suo debutto sui campi orbetellani anche Alessio Di Mauro, allenato da Fabio Rizzo e attualmente n. 184 del ranking. In passato il 32enne siciliano, mancino, è stato il n. 68 del mondo e di recente ha conquistato il Challenger di Milano ($ 35.000) superando in semifinale Volandri e in finale l’outsider Milliot, francese. Qui a Orbetello, però, la sua avventura è subito in salita: sulla sua strada c’è subito il numero uno del tabellone, Oliver Rochus. Come già accennato, invece, tre delle quattro wild card sono state assegnate a giovani promesse del tennis tricolore, secondo la tradizionale linea verde seguita da sempre dagli organizzatori lagunari. Si tratta di Gianluca Naso, trapanese di 22 anni n. 297 del ranking, e del 20enne tarantino Thomas Fabbiano (349). Entrambi hanno già calcato i campi orbetellani in occasione dei campionati europei under 16. L’altra wild card è stata assegnata al junior Federico Gaio, faentino di appena 17 anni (1301) che in extremis ha sostituito il fiorentino Matteo Trevisan (675), bloccato da uno stiramento. Il caso, o meglio il sorteggio, ha voluto che Naso e Gaio si incontrassero al primo turno: un match forse dall’esito prevedibile ma comunque da non perdere, tra due atleti che sicuramente faranno parte del tennis italiano del futuro. Infine, uno dei due special exempt è stato richiesto e assegnato a Daniele Bracciali, eliminato sabato in semifinale al Challenger di Recanati. Nel 2006 Bracciali ha raggiunto il n. 49 del ranking (grazie anche alla vittoria nell’ATP di Casablanca), oltre a far parte anche parte della squadra italiana di Coppa Davis. Solo pochi mesi fa è riuscito a superare, con grande determinazione, un brutto infortunio alla spalla che gli ha comportato lunghi tempi di recupero, inconveniente che lo ha fatto scivolare all’odierno 548° posto del mondo. Aretino, Bracciali si allena con Potito Starace ed è seguito dal coach Umberto Rianna. Per lui al primo turno c’è un giovane francese, Alexandre Sidorenko, ben più avanti di lui nel ranking, ma perché non augurarsi che il rilancio di Bracciali non possa ripartire proprio da Orbetello?
DA WIMBLEDON A ORBETELLO: ECCO A VOI KUZNETSOV
L'arrivo a Orbetello di Andrey Kuznetsov non è in punta di piedi. Il successo nel torneo di Wimbledon under 18 ha attirato mille attenzioni su di lui. La vittoria conquistata in finale contro lo statunitense Jordan Cox ( 4-6, 6-2, 6-2) ha rappresentato il trampolino di lancio. Nato il 22 febbraio di 1991, numero 535 nel ranking Atp, Kuznetsov è una stella dell'Est approdata in laguna. Nei confronti dell'atleta ci sono molte aspettative. D'altro canto, le qualità del diciottenne sono indiscutibili. Non a caso, ha goduto della wild card, a dimostrazione e conferma che il Challenger ha improntato il proprio Dna sui giovani e sulla possibilità di mettere in vetrina talenti che hanno tutte le credenziali per entrare, in un futuro non troppo lontano, nel tennis che conta. Di questi baby “terribili” Andrey Kuznetsov ne fa parte a buon diritto. In carriera, nell'Itf futures, vanta 20 vittorie. Sulla terra ha un ruolino di marcia di tutto rispetto: 14 match in carniere su 18 durante l'anno, per un score totale di 19-8. La curiosità di vederlo all'opera sale di minuto in minuto. Per ora gli auguriamo buona fortuna, o se preferite il russo, “udàchi”.
- Postato da Gianluca Atlante
- 26/7/2009
- 17:45
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Daniel Kenny; nato a Roma nel 1988, attualmente studia Ingegneria Informatica all'Università degli Studi di Roma3. Da sempre appassionato di tennis e informatica, coniuga in questo sito questi suoi interessi.









