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Wimbledon, la prima volta al coperto

LONDRA – Ottanta milioni di sterline, circa 100 milioni di euro. Tanto è costato il tetto retrattile che ieri, per la prima volta, ha coperto il campo centrale in occasione del match tra la numero uno del mondo, la russa Dinara Safina e la francese Amelie Mauresmo, con la transalpina, in quel momento, in vantaggio di un set (6/4) e sotto 4-1 nel secondo. Quaranta minuti dura l’operazione al momento della decisione di “sigillare” il campo centrale. Perché non è tanto il far scorrere le due parti del tetto sino al fatidico congiungimento, quanto aerizzare tutta l’aerea del campo centrale. E ieri, a Londra, l’umidità ha toccato livelli assolutamente di guardia, immaginate con un tetto chiuso sopra la testa, quanto caldo potesse fare sul centrale di Wimbledon. Il tetto chiuso, però, le cui prove generali erano state fatte nella giornata di sabato, ha fatto felici tutti quanti. C’era curiosità ed è stata soddisfatta in pieno. Alle 18 e 06, poi, le due giocatrici sono rientrate in campo e si è giocato, per la prima volta, al coperto. Anche a Wimbledon, pensate un po’.

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Wimbledon, il sogno italiano si chiama Schiavone

LONDRA – Pensa da sola, cammina con le sue scarpe, vince da grande campionessa qual’è. L’altra volto di Francesca Schiavone è la degna cornice di un Wimbledon dove noi italiani siamo fieri di gonfiare il petto. E quel pizzico di tricolore è figlio di una tennista senza confini. Capace di vincere, quando è il momento, è di farlo con sotto i piedi quell’erba che sino ad un momento prima sembrava indomabile. Quarti di finale: un sogno. Bello e difficile da realizzarsi, da ieri concreto. Il campo 18, un portafortuna. Le francesi, da battere tutte. Prima la Bartoli, poi la Razzano. Due set a zero alla prima, idem con la seconda. Per volare lontano, per guadagnarsi il rispetto degli inglesi e non solo, per continuare a sognare ad occhi aperti qualcosa che, soltanto una settimana fa, sembrava soltanto impossibile immaginare. Francesca Schiavone è il simbolo dell’Italia tennistica che non molla mai. Che gioca palla su palla come se fosse la prima. Che vince quattro tie break di fila, l’ultimo oggi. Che si mette in tasca un biglietto di sola andata per la gloria: meritata e dovuta a chi, ora, ha deciso di vincere contro e tutti, di dimostrare di essere ancora molto vera dentro il rettangolo preferito. La partita di oggi, lasciando spazio anche ad un po’ di cronaca, è stata l’ennesima conferma di come la nostra Schiavone sia di nuova padrona dei propri mezzi, del proprio gioco, della propria voglia di tornare grande. Pronti, via e dal 2-1 Razzano, la Francesca metteva insieme cinque giochi consecutivi portandosi a casa, con due break, il primo set. La musica cambiava in parte nel secondo, dove la Schiavone, al sesto gioco, annullava alla grande tre palle break consecutive prima di vincere il gioco e allungare la storia sino al tie break. E qui arrivava il capolavoro della nostra “leonessa”, che giocava da grandissima lasciando alla francese la miseria di un solo punto, il mini break del secondo. Alla fine, dopo un’ora e trentatre minuti, si inginocchiava andando, poco dopo, ad abbracciare la sua avversaria. Poi, a chiusura dell’opera, anche dal raccattapalle a farsi dare la pallina della vittoria. Del resto, non capita tutti i giorni di raggiungere i quarti di finale a Wimbledon e questi, proprio per il cambiamento di pelle denunciato in avvio, hanno un sapore diverso da quelli ottenuti nel 2001 al Roland Garros e due anni dopo all’Open degli Stati Uniti. Ora la russa Dementieva, contro la quale il bilancio è in perfetta parità (4-4). Per un quarto di finale giocabile, anche se la russa, numero quattro del seeding e semifinalista lo scorso anno proprio qui ai Championship, appare decisamente favorita. Poco male, perché la Schiavone ha già dato prova di trovarsi a proprio agio con le tappe in salite. Lei, brava a guidare la biciclettina di Fausto Coppi, sarà pronta a scalare anche questa montagna con l’unico desiderio, o se volete obiettivo, di arrivare davanti allo striscione con la braccia alzate. Le stesse che oggi, protese verso il suo angolo, hanno sancito una vittoria importante per lei e per il nostro tennis. Prima di lei, a Wimbledon, soltanto Lucia Valerio (1933), Laura Golarsa nel 1989 (quel giorno la milanese, guardate un po’, andò vicina all’impresa contro la grande Chris Evert e quel passante di rovescio sul 5-2 per l’azzurra grida ancora vendetta) e Silvia Farina nel 2003 (sconfitta dalla belga Kim Clajisters) avevano raggiunto i quarti di finale. La storia, dunque, è lì ad un passo dall’essere raggiunta, pardon riscritta. Da chi ha deciso, per sua volontà, di camminare e pensare da sola. Da chi ha voltato pagina per scriverne un’altra ancora più bella. E noi siamo pronti a seguirla questa “nuova” Schiavone. A seguirla e ad applaudirla. Perché se lo merita, visto cosa è riuscita a combinare in questo Wimbledon, che per lei alla vigilia sembrava impossibile e che invece oggi è un qualcosa, comunque andrà a finire con la Dementieva, da custodire gelosamente. Come quell’ultima palla, chiesta al raccattapalle e messa di corsa in borsa.

L'intervista audio a Francesca Schiavone: schiavone_postrazzano

  • Postato da Gianluca Atlante
  • 29/6/2009
  • 16:37
  • 1 commento

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Wimbledon, Schiavone da Oscar. Eguagliate Lucia Valerio, Golarsa e Farina

LONDRA - Un'ora e trentatre minuti di gioco per guadagnare l'accesso ai quarti di finale del singolare femminile. Un pezzo di Italia al femminile nel gotha del tennis mondiale, nel torneo più importante e prestigioso. Sottoforma di un nome che, quando si fa sul serio, è senza ombra di dubbio sinonimo di garanzia: Francesca Schiavone. Oggi, sul quel campo numero 18 che l'aveva già vista protagonista contro la francese Bartoli, la "Schiavo" ha confezionato a regola d'arte un'altra partita da incorniciare. Il tutto al cospetto di un'altra transalpina, Virginie Razzano: 6/2 7/6 il punteggio finale e via di corsa verso i quarti di finale dove ad attenderla ci sarà la russa Elena Dementieva (otto i precedenti e perfetta parità), numero quattro del tabellone. Francesca Schiavone, con questo risultato, ha eguagliato Lucia Valerio (1933), Laura Golarsa (sconfitta in tre set da Chris Evert nel 1989) e Silvia Farina (superata in due set dalla Cljisters nel 2003), uniche italiane prima di lei ad arrivare nei quarti di Wimbledon. Per la Schiavone, poi, è la terza volta nei quarti di finale in un torneo dello Slam. Nel 2001 raggiunse questo traguardo al Roland Garros e due anni dopo fece altrettanto all'Open degli Stati Uniti. A fine match, cosa curiosa, si è fatta consegnare dal raccattapalle, proprio sotto il seggiolone dell'arbitro, la pallina con la quale ha concluso il match e l'ha messa in borsa. "Sono entrata in campo - ha raccontato la Schiavone - abbastanza sciolta mentre lei era molto più tesa di me. Ho servito bene, ma la differenza l'ha fatta il quinto game quando sono riuscita a brekkarla. Ho spinto di più del solito, sono stata più agressiva e poi le ho strappato il servizio un'altra volta. Nel secondo set ho avuto un piccolo calo di tensione, sentivo che potevo uscire dal match e allora ho tenuto duro. La Razzano non mi ha dato opportunità per andare avanti ma ho giocato un grandissimo tie break e ora sono qui pronta per sognare ancora. Sarà una lotta anche contro Elena Dementieva. Sarà un match molto fisico, chi riuscirà ad aggredire per prima avrà più chance di vincere. Posso solo dire una cosa: mi auguro di andare ancora avanti".I PRECEDENTI CON LA DEMENTIEVA 2002 Us Open (cemento) Schiavone 7/6 6/3 2003 San Diego (cemento) Dementieva 7/6 6/2 2003 Mosca (indoor) Dementieva 6/1 2/2 rit. 2005 Mosca (indoor) Schiavone 6/3 6/1 2005 Fed Cup (terra) Dementieva 4/6 7/6 6/3 2007 Toronto (cemento) Schiavone 6/7 6/3 6/2 2007 Zurigo (indoor) Schiavone 4/6 6/1 4-2 rit. 2008 Dubai (cemento) Dementieva 5/7 7/5 6/2

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Wimbledon, Federer vola nei “quarti”

LONDRA – Lui c’è, eccome se c’è. Gioca bene, entusiasma, prenota l’ennesimo Slam, sarebbe il quindicesimo in caso il suo cammino si chiudesse felicemente domenica. Lui c’è ed ha un nome importante per lo sport della racchetta: Roger Federer. Ieri, sul campo centrale, ha ribadito a chiare note la propria potenza, il fatto di essere il migliore, a maggior ragione sui verdi prati di Wimbledon: 6/4 7/6 7/6 allo svedese Soderling (undicesimo successo in altrettanti incontri, un incubo per lo scandinavo) in quello che è stato il remake della finale del Roland Garros di un mese fa. Federer ha confermato di essere davvero di un’altra categoria. Di volere più di ogni altra cosa anche questo sesto Wimbledon, per ribadire la propria potenza e scalzare, ad un anno circa di distanza, Nadal dalla prima posizione mondiale. Per carità, la strada verso la gloria è ancora molto lunga, ma le premesse per far sì che ciò accada ci sono davvero tutte. Ieri il signore di Basilea ha giocato il suo, aspettando come il cinese, il cadavere del suo avversario scorrere lungo il fiume. A Roger è bastato un break sul 4-4 nel primo set e poi vincere due tie break alla sua maniera, per chiudere una “pratica” che nascondeva qualche insidia. Insidie soffocate da questo splendido giocatore, capace di giocare colpi incredibili e di infiammare la folla del campo centrale che sogna ad occhi aperti una finale con l’idolo di caso, Andy Murray. Sotto lo sguardo attento di Mirka, Federer ha giocato alla sua maniera. Ha servito bene, ha risposto altrettanto al tentativo di “bombardamento” dello svedese, si è andato a prendere ciò che voleva: la vittoria. Ed ora una sola lo separa dalla ventunesima semifinale consecutiva in un torneo dello Slam. Sarebbe record assoluto, l’ennesimo di una carriera ancora aperta e pronta a regalargli tante altre soddisfazioni. A lui, il signor Roger Federer da Basilea, che in tutta sincerità merita questo ed altro per quello che ha regalato al mondo del tennis in questi anni.

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Wimbledon – Il programma di domani

Londra - La giornata del lunedi della seconda settimana a Wimbledon, è senza ombra di dubbio la più bella. In campo tutti gli ottavi di finale, sia del singolare maschile, che di quello femminile. Ecco il programma dettagliato sui campi principali

IL PROGRAMMA DI DOMANI

CAMPO CENTRALE

A partire dalle ore 13 di Londra, le 14 in Italia

Soderling (Swe, 13) vs Federer (Sui, 2)

Safina (Rus, 1) vs Mauresmo (Fra, 17)

Murray (Gbr, 3) vs Wawrinka (Sui, 19)

CAMPO 1

A partire dalle ore 13 di Londra, le 14 in Italia

V. Williams (Usa, 3) vs Ana Ivanovic (Srb, 13)

Verdasco (Esp, 7) vs Karlovic (Cro, 22)

Berdych (Cze, 20) vs Roddick (Usa, 6)

CAMPO 2

A partire dalle ore 12 di Londra, le 13 in Italia

Vesnina (Rus) vs Dementieva (Rus, 4)

Hantuchova (Svk) vs S. Williams (Usa, 2)

Hewitt (Aus) vs Stepanek (Cze, 23)

CAMPO 3

A partire dalle ore 12 di Londra, le 13 in Italia

Azarenka (Blr, 8) vs Petrova (Rus, 10)

Sela (Isr) vs Djokovic (Srb, 4)

Ferrero (Esp) vs Simon (Fra, 8)

CAMPO 4

Andreev (Rus, 29) vs Haas (Ger, 24)

CAMPO 18

Radwanska (Pol, 11) vs Oudin (Usa)

Razzano (Fra, 26) vs Schiavone (Ita)