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Wimbledon, grazie di cuore Francesca

LONDRA – Grazie, grazie di tutto Francesca Schiavone. Per quello che ci ha regalato in questi otto giorni di gare qui a Wimbledon, per le emozioni che hai donato su di un vassoio d’argento a chi avuto la pazienza di seguirti passo passo lungo il tuo cammino nei Championship. Grazie di cuore e, per carità, non prender pena per una partita: nella vita, lo sai, si vince e si perde e quando dall’altra parte della rete c’è un’avversaria che si dimostra più forte di te, è giusto ed opportuno dirle brava e stringerle affettuosamente la mano. Una lettera aperta la nostra, forse solo l’inizio. Francesca Schiavone capirà. Come e dove fare tesoro di questa splendida esperienza in Church Road. Lo capirà, perché il suo voltare pagina deciso va oltre la partita di ieri, va oltre una sconfitta che poteva essere messa in preventivo, va oltre il non essere mai stata in partita al cospetto di una tennista, Elena Dementieva, che oltre ad essere tra le prime quattro al mondo, ha dimostrato di far viaggiare la “gialla” Slazenger due volte più forte rispetto alla nostra connazionale. Ecco perché il doppio 6/2 maturato in un’ora e otto minuti di gioco, non può e non deve scalfire l’animo di nessuno. Della nostra Schiavone, in primis, capace di regalare a noi vecchi innamorati di questo sport e tifosi incalliti, emozioni che sembravano essersi perse con l’andare degli anni. Prima Lucia Valerio (non eravamo ancora nati), poi Laura Golarsa (sognavamo un posto al sole anche noi, non sapendo di poter ambire solo ad essere umili giocatori di club), a seguire Silvia Farina (c’eravamo già arresi all’evidenza di ammirare i big in tribuna stampa). C’eravamo fermati lì, prima di riassaporare in questo Wimbledon così afoso, il gusto dell’azzurro, di un tricolore mai così amato, forse, sui campi della Regina. Quello che è successo ieri lascia il tempo che trova. La Dementieva si è dimostrata più forte ed ha vinto. Conta la somma del prodotto, conta quello che è stato fatto dall’esordio e sino alla sfida sul “bollente” campo numero uno. Conta la voglia con la quale la nostra splendida Schiavone si è andata a riprendere quella gloria smarrita. Oggi lei è, soprattutto, una tennista ritrovata. Perché lo stare soli, il capire che quanto sia duro e difficile risalire, il farlo contro tutto e tutti, è un qualcosa che non si può barattare con nulla, forse nemmeno con una semifinale di Wimbledon. Oggi Francesca Schiavone è una tennista che fa felice se stessa e poi il Paese. Che ha portato i media a mettere da parte “sirene” di mercato calcistico per donarle, com’è giusto che fosse, prime pagine a iosa. Oggi la Schiavone è un pezzo di quell’Italia sportiva al femminile del quale andare fieri. Perché non è certo una partita, un passaggio a vuoto, una sconfitta che, lo ripetiamo, ci poteva anche stare, a scalfire l’immagine bella e genuina che la milanese ha regalato al competente pubblico di Wimbledon. Oggi la Schiavone è un pezzo di storia del nostro tennis, ma la sua potrebbe riniziare proprio da questo torneo, pieno di certezze e stimoli per l’immediato futuro. La Schiavone torna da Wimbledon consapevole di poter nuovamente ambire ad una classifica importante. Perché no, anche a rientrare tra le top venti del circuito. Ha i mezzi per farlo e durante Wimbledon lo ha dimostrato battendo giocatrici importanti come la Wozniacki e la Bartoli. Ieri non ce l’ha fatta, la Dementieva si è dimostrata superiore, ma star qui ora a processarla per quello che poteva essere e non è stato, sarebbe delittuoso nei suoi confronti. Il suo è stato un torneo eccezionale al di là del doppio 6/2 rimediato dalla russa. Che magari, chissà, potrebbe anche mettersi in mezzo alle due Williams finendo per rendere ancora più importante il traguardo raggiunto dalla nostra tennista. Brava Francesca, questo ci sentiamo di dirti. Brava e grazie di tutto quello che ci ha dato, delle emozioni che hai voluto condividere con noi, pronti a seguirti passo passo come, forse, non era mai accaduto in passato. Ne è valsa la pena, eccome…

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  • Postato da Gianluca Atlante
  • 30/6/09
  • 16:46

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