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Internazionali Bln d’Italia – Doppia amarezza azzurra. Va fuori anche Starace
Pioggia, vento, terra rossa nei capelli. Poi, a completamento dell’opera, le sconfitte di Flavio Cipolla e Potito Starace. Mamma mia che lunedi pomeriggio, da cancellare senza pensarci un istante. Com’è lontana Castellaneta Marina e com’è triste il nostro tennis soltanto un giorno dopo il grande trionfo in Fed Cup. “Ma quelle sono donne ed hanno carattere da vendere”, esclama un tifoso, bagnato e avvelenato, uscendo corrucciato dalla tribuna Tevere del “Nicola Pietrangeli dopo la sconfitta al primo turno di Potito Starace. Uno-due micidiale nel giro di poche ore: prima Cipolla e poi Starace appunto, tanto per gradire e per dimenticare di colpo le gioie pugliesi. Ma forse avrà ragione lui, l’intrepido supporter, perché senza quel forse, Pennetta e Schiavone sono davvero di un’altra pasta. I nostri baldi giovanotti, invece, non lottano, o magari non lo fanno sino in fondo. Cipolla, per esempio, si fa prendere a pallate da Cilic. Si mette un metro dietro la linea di fondo nel tentativo, peraltro inutile, di soffocare il gran servizio del croato e finisce con il morire lì, senza trovare mai il modo di metterlo in difficoltà. Morale della favola, non certo a lieto fine, finisce come a Montecarlo: tanto a poco per il Cilic. Starace, invece, lotta un set. Porta al tie break il suo avversario, ma alla fine lo perde di vista. Prova a riprenderlo, ma lo riperde definitivamente, al quarto matchpoiunt. Montanes si dimostra più bravo di tutti: di lui, della pioggia e del vento e dopo due ore e tredici minuti chiude la pratica: 7/6 6/4. L’Italia del tennis al maschile è tutta qui: davvero poca cosa. Andiamo avanti, di qualche metro, sul campo numero uno e questa edizione degli Internazionali Bnl ci regala la prima sorpresa: fuori Blake, numero 14 del seeding. A far festa, nel caso specifico, la comunità rumena con Victor Crivoi a riscattare la sconfitta del connazionale Hanesci. Poi Murray e Nadal, per la gioia dello scriba, incapace di dar fondo al barile del proprio estro per arrivare a completare l’opera quotidiana. Prima lo scozzese, poi il numero uno. Lui, Murray, è arrivato per primo, ha parlato per ultimo, quasi. Soltanto ieri, dopo aver letto dichiarazioni più o meno roboanti di chi in questo momento lo precede in classifica, ma che ha ormai nel mirino: Novak Djokovic e Roger Federer: “In effetti ‘Nole’ lo scorso anno qui a Roma ha vinto il torneo e, quindi, nel caso in cui non dovesse ripetersi potrebbe essere un’occasione per superarlo. Roger, purtroppo, è ancora troppo lontano”. Ladies and gentleman, Andy Murray. L’unico, secondo molti, in grado di mettere un freno al predominio territoriale di sua maestà, Rafael Nadal. Il main draw gli proporrà domani l’argentino Juan Monaco, uscito indenne dalle qualificazioni e ieri pronto a guadagnarsi un secondo turno di lusso grazie allo “scalpo” Kiefer: “Gioca bene, soprattutto su queste superfici ha ottenuto degli ottimi risultati. Io però sto bene e voglio far bene”. Come a dire, punto e a capo, che dalle parti di Murray non si passa. Anche perché non avrebbe senso arrivare prima di tutti e andar via subito: “Ritengo opportuno farlo – ha spiegato – quando si gioca un torneo importante come questo, cerco di prepararlo con cura. Anche a Montecarlo ero arrivato cinque giorni prima”. Poi Nadal, che continua a vivere alla giornata perché…. “nonostante io sia numero uno, cerco ogni giorno di migliorarmi. Del resto – spiega – c’è sempre tempo per farlo”. E guai a guardare più in là del proprio naso, guai a dirgli che nei quarti di finale potrebbe affrontare Verdasco: “Prima di arrivare eventualmente lì – ha precisato – ho altre partite da giocare e da vincere. Magari Seppi…”. Ecco, appunto, magari. Perché visti i chiari di luna nostrani c’è poco che da stare allegri.
- Postato da Gianluca Atlante
- 27/4/2009
- 17:22
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Daniel Kenny; nato a Roma nel 1988, attualmente studia Ingegneria Informatica all'Università degli Studi di Roma3. Da sempre appassionato di tennis e informatica, coniuga in questo sito questi suoi interessi.










