Officina del Tennis di Corrado Barazzutti

Maestri

I genitori fuori e “dentro” al campo di tennis

Quando i figli scendono in campo, restare indifferenti è sempre molto difficile.
Nella sfera dei tornei under, in particolar modo, si possono notare genitori che, pur di dare consigli ai propri “campioncini”, fanno e dicono di tutto e di più fuori e “dentro” al campo, manifestando sofferenza e stress accumulata durante l’incontro.
A questo punto bisogna porsi una domanda, ma è educativo tutto questo?
Molti familiari non si rendono conto che certi loro comportamenti fanno solo del male alla crescita sia tennistica che personale del proprio figlio e dovrebbero invece comprendere (o essere educati a farlo da chi ne sa) che il tennis è uno sport individuale e chi gioca, indipendentemente dall’età, bimbo, adolescente o giovane tennista che sia, deve affrontare una partita da solo e il genitore deve sapere incoraggiarlo con moderazione, rispettando i ruoli.
E’ normale condividere col proprio figlio le proprie emozioni, paure ed energie ma è altrettanto importante evitare assolutamente tutte quelle situazioni che si creano quando i genitori sono troppo esuberanti o, come spesso accade, non competenti sul come impostare una competizione e l’allievo che la deve affrontare.
Soprattutto quando si ha di fronte dei piccoli allievi è bene trasmettere loro serenità e tranquillità qualunque sia il risultato dell’incontro… solo in questo modo il giovane impara a cavarsela da solo e cresce non solo come giocatore ma anche come “persona”.
I genitori che seguono i figli è bene che ricordano che i protagonisti della scena sono i giocatori in campo, loro affrontano la sfida individualmente, senza alcun bisogno di caricarsi delle ansie altrui.

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  • Postato da Gianluca Zaccara
  • 20/4/09
  • 15:15

Commenti

  1. iovene giovanni scrive:

    E’ sempre molto interessante,leggere di comportamenti da tenere nei confronti dei piccoli tennisti da parte dei genitori.
    E mi farebbe piacere ricevere informazioni ,libri di testo,riviste specifiche riguardo a quest’argomento,visto che sono il papa’ di due ragazzi che frequentano da un anno uncorso di tennis ,dove il sottoscritto collabora con il maestro,e la prime lezioni le ha date lui.
    Ma mi hiedo se si fa veramente abbastanza per questi piccoli,se si dà realmente loro la possibilità di praticare questo sport e altri ancora più COSTOSI.
    Non dicoche dovremmo arrivare a livelli svedesi,ma quanto costa un’ora col maestro?una racchetta? un’iscrizione ad un torneo con spostamenti,pernotamenti,allenamenti etc.
    Oppure dobbiamo sempre limitarci a FARLI DIVERTIRE ma senza un briciolo di possibilità di vederli crescere?
    Poi ci domandiamo: come mai non ci sono più i vari Panatta,Barazzutti etc.

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