
Nemmeno il maltempo e una buona dose di pioggia caduta nella giornata odierna, martedi 31 marzo, per circa un’ora hanno fermato la quarta edizione degli Internazionali Città di Latina. Si è giocato regolarmente sino alla fine, grazie all’ottimo drenaggio dei campi in terra rossa che il direttore del torneo e “deus ex machina” del circolo, Piero Melaranci, ha rimesso a posto a tempo di record. Tutto questo mentre in mattinata Verdiana Verardi, unica italiana ancora in gara nel tabellone di qualificazione, guadagnava con pieno merito il passaggio al main draw principale. Tabellone principale nel quale c’è stato l’esordio positivo di due teste di serie, la tedesca Woerle, numero otto, che ha lasciato soltanto due giochi (6/0 6/2 lo score) alla connazionale Roesch e l’altra teutonica Schruff, sette del seeding, anche lei a “passeggio” contro la spagnola Soler Espinosa: doppio 6/1 in questo caso. Al secondo turno, per chiudere, è approdata anche la georgiana Chakhnashvili, brava a rispedire al mittente la russa Marina Shamayko che gioca la serie B a squadre proprio per i colori del Capanno. Da segnalare oggi, martedi 31 marzo, la presenza sui campi della Polisportiva Capanno dell’ex davisman Omar Camporese (è il coach della Grymalska che ha giocato e perso in doppio) e di Mara Santangelo, appena sbarcata da Miami e arrivata al Capanno per salutare gli amici ed in particolare Emily Stellato
ULTIMO TURNO QUALIFICAZIONI
Verardi (Ita) b Meddens (Ned) 6/3 6/3; Vakulenko (Ukr 6) b Buryachok (Ukr) 7/5 6/4; Jovanovic (Srb 8) b Beygelzimer 6/1 3/6 6/2; Kustova (Blr) b Savranska (Ukr 5) 7/5 6/3
TABELLONE PRINCIPALE
PRIMO TURNO
Ondraskova (Cze) b Ruutel (Est) 1/0 rit.; Woerle (Ger 8) b Roesch (Ger) 6/0 6/2; Schruff (Ger 7) b Soler Espinosa (Esp) 6/1 6/1; Chakhnashvili (Geo) b Shamayko (Rus) 6/3 6/4
DOPPIO
Klepac (Slo)-Voracova (Cze 1) b Davato (Ita)-Grymalska (Ita) 6/4 6/3; Ivanova (Rus)-Kutuzova (Ukr) b Kozic (Srb)-Weinhold (Usa) 6/3 7/5; Krauth (Arg 3)-Nooni (Swe) b Meddens (Ned)-Mircic (Srb) 1/6 6/2 10-1; Marosi (Hun)-Tavares (Bra) b Chieppa (Ita)-Kustova (Blr 4) 2/6 6/4 10-8
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/3/2009
- 18:55

Soltanto due anni trionfava a Roma e Parigi in doppio, issandosi al numero cinque della classifica mondiale di specialità. Titolare in Fed Cup contro Francia e Russia nel 2007 e numero 27 in singolare. Numeri importanti che, purtroppo, si sono sciolti come neve al sole a causa di un problema ad una gamba che lo scorso anno gli ha “devastato” la stagione. Lei però è Mara Santangelo, una che difficilmente molla ed oggi, appena rientrata da Miami, eccola guardare all’immediato futuro con ottica positiva nonostante, almeno in singolare, i risultati non siano ancora ottimali.
Come giudica il suo inizio di 2009?
“Positivo sotto alcuni punti di vista, meno sotto altri. Mi aspettavo qualche vittoria in più in singolare, ma considerando che non sono ancora al 100%, è inutile star qui a recriminare su quanto accaduto. In doppio sicuramente è andata molto bene, con la Dechy abbiamo vinto due tornei e centrato la semifinale agli Australian Open. Sotto questo punto di vista posso ritenermi molto soddisfatta”
Quanto è lontano uno stato di forma ottimale?
“A livello tennistico mi sento bene, sto giocando un buon tennis, diciamo che è solo una questione fisica e mentale. Di conseguenza quando non stai bene fisicamente è difficile pensare di esprimersi al meglio”
Pensa mai a quello che è stato, a classifiche importanti raggiunte soltanto un anno e mezzo fa?
“Devo essere onesta, ogni tanto mi viene in mente quello che ho fatto e dove ero e, dunque, vorrei tanto ritornare al punto dove avevo lasciato. Sicuramente ci vorrà del tempo, ma sono fiduciosa: se riuscirò ad aggiustare due-tre cosine, sono certa che potrò tornare quella di un tempo
Due-tre cosine, quali?
“Soprattutto la condizione fisica. Credetemi, non è proprio il massimo giocare Indian Wells e Key Biscayne quando non stai bene”.
In doppio, però, la prima parte di 2009 è stata estremamente positiva?
“Il fattore fisico è meno determinante e poi ho la fortuna di aver trovato Nathalie (Dechy ndr) con la quale mi trovo bene, speriamo di continuare così”
Programmi immediati?
“Mi allenerò una decina di giorni a Roma, poi dovremi giocare le qualificazioni a Barcellona. A Madrid, invece, sarò in tabellone grazie al mio special ranking e a Roma confido in una wild card da parte della Federazione, altrimenti giocherò le qualificazioni”
Cosa si aspetta dai tornei sulla terra?
“Non mi aspetto nulla di particolare, non guardo a livello di risultati, voglio soltanto giocare il meglio possibile. Se sto bene posso giocare bene ovunque, anche e soprattutto sulla terra dove ho ottenuto i più importanti risultati della mia carriera”
Alla Fed Cup ci pensa?
“Adesso proprio no”
Ci sono possibilità che l’Italia possa giocarsela con la Russia?
“Considerando che abbiamo battuto la Francia, possiamo tranquillamente pensare di potercela giocarcela con chiunque e, dunque, anche con la Russia. Poi la Fed Cup non è un torneo e tutto può succedere”.
Si è fissata un obiettivo da qui a, diciamo, dopo Parigi?
“Non ho punti che mi scadono fino a Wimbledon e, dunque, senza punti da difendere posso scalare entrambe le classifiche, sia quella di singolo, che quella di doppio”.
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/3/2009
- 15:26

Il tennis italiano ed internazionale riabbraccia Filippo Volandri: l’ex numero uno azzurro può tornare in campo. Il Tas, Tribunale d’appello dello sport di Losanna, ha accolto il suo ricorso squalificandolo solo per il torneo di Indian Wells 2008 e cancellando sia i tre mesi di squalifica che gli erano stati comminati dall’ITF, la Federazione Internazionale, a partire dal 15 gennaio 2009 (lo stop scadeva il 14 aprile) sia la perdita dei punti Atp e dei premi ottenuti dal 18 agosto in poi. Il ventisettenne livornese era stato squalificato dall’ITF per tre mesi lo scorso 16 gennaio a causa di un valore anomalo di salbutamolo, sostanza contenuta in un farmaco per curare l'asma (Ventolin). L’ITF aveva accertato che Volandri non aveva avuto l’intento di migliorare le sue prestazioni sportive, ma aveva usato il salbutamolo per scopo curativo (soffre di asma sin da bambino). Nonostante ciò era arrivata la squalifica perché la concentrazione superava di poco il massimo consentito di 1,000 ng/ml. Il controllo risaliva allo 13 marzo 2008 durante il torneo di Indian Wells. “E’ finito un incubo – queste le prime parole dell’azzurro – Potrei giocare anche domani. Probabilmente rientro lunedì a Monza, poi con Fabrizio (il coach Fanucci, ndr) studieremo il programma delle prossime settimane. In questi ultimi mesi mi sono allenato sempre, sei giorni a settimana. Il ginocchio è ok, sempre sotto controllo. E’ evidente però che mi mancano i match veri, quelli nel circuito Atp”. Sono stati mesi difficili per Volandri, che ha però avuto il sostegno di tutti. "Durante l’ultimo appuntamento di Davis a Cagliari - racconta - mi sono allenato con i ragazzi che mi sono sempre stati vicini. Anche Nadal e Djokovic mi hanno espresso la loro solidarietà”. Finalmente si riparte: "Ora l’importante è che mi restituiscano i punti e i premi che ho ottenuto dal 18 agosto in poi. Sono stato assolto al cento per cento, per non darmela proprio vinta tutta mi hanno tolto solo i punti di Indian Wells. Si tratta solo di una cosa formale… Chiederemo di recuperare la classifica che avevo al momento dello stop, ero numero 102, in modo da poter entrare al Roland Garros senza dover giocare le qualificazioni. Comunque sono pronto a lottare e ricominciare daccapo". Volandri aveva saputo della decisione dell’ITF mentre era a Melbourne, dove avrebbe dovuto partecipare agli Australian Open, primo torneo dello Slam della stagione. Era anche stato sorteggiato nel tabellone principale: avrebbe dovuto affrontare il croato Mario Ancic. “Hanno sbagliato e qualcuno ne pagherà le conseguenze - conclude - mi hanno estromesso da un tabellone già sorteggiato in Australia e mi hanno costretto a restare fermo per tutti questi mesi. I miei avvocati stanno valutando i passi da fare”
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/3/2009
- 12:38
Per esprimersi ad alti livelli i giovani hanno bisogno di vivere in un clima positivo e di sentirsi costantemente apprezzati.
La gestione e l'ottimizzazione delle risorse dei giovani che praticano in forma agonistica questo sport richiedono attenzioni particolari, competenze interdisciplinari e strutture sportive adeguate.
Molto spesso i giovani vivono in un clima di tensione esasperato da chi, invece di rassicurarli, accompagnandoli nel loro percorso di crescita, addossa loro una serie di aspettative che vanno al di là del loro potenziale...
Durante gli incontri sovente si sentono parole del tipo "non voglio i genitori quando gioco"; informare, educare da troppo tempo sono parole d'ordine inascoltate... fondamentale quindi il contributo della psicologia.
L'approccio psicologico allo sport di un giovane tennista non è sempre facile e il tennis è soltanto un esempio utile.. i giovani sono motivati ad apprendere e questo accade in ambienti stimolanti e innovativi.
Hanno bisogno di instaurare relazioni significative con chi insegna loro e con i compagni.
Chiedono di essere coinvolti attivamente in quello che fanno e di avere obiettivi tangibili e a breve termine.
Vogliono vivere esperienze direttamente o indirettamente legate alle loro esigenze individuali.
Tutto questo, preferibilmente, nel quadro di scenari psicologicamente stabili e sicuri.
Anche se, troppe volte e troppo presto, sono già considerati dei campioni, i ragazzi, richiedono di essere tranquillizzati sulle loro capacità e il loro ruolo, per essere capaci di responsabilità crescenti.
Dal loro primo approccio con l'agonismo va posta attenzione alla preparazione psicologica e all'auto-efficacia, creando e orientando pensieri che favoriscano la motivazione e l'apprendimento. Va, infine, incoraggiata in loro la gestione dei rischi per controbilanciare possibili esperienze negative quali la noia, il timore di fallire, la chiusura in se stessi.
In poche parole, questi giovani atleti devono vivere in un clima positivo, stimolante e di sostegno personale e sociale in cui sentirsi apprezzati.
- Postato da Gianluca Zaccara
- 31/3/2009
- 10:04

Miami e la Florida non hanno portato molta fortuna a Flavia Pennetta, numero uno d’Italia e quindici del mondo. Dopo la sconfitta subita in singolare ad opera della francese Mauresmo, a sua volta battuta dalla Stosur, la tennista brindisina è stata sconfitta anche nel secondo turno del torneo di doppio. In coppia con la Kirilenko (erano la testa di serie numero otto del torneo), Flavia è stata superata in tre set dalla coppia formata da Chuang e Mirza: 4/6 7/6(5) 10-4 in un’ora e trentatre minuti di gioco
- Postato da Gianluca Atlante
- 31/3/2009
- 06:05