
París, Londres, Pekín... y también Australia. Rafa Nadal hizo historia en Melbourne y se convirtió en el primer español en ganar el Open de Australia tras vencer a Roger Federer por 7-5, 3-6, 7-6, 3-6 y 6-2 en una final épica de más de cuatro horas en la que Rafa demostró quien es el número 1 del mundo.
- Postato da Gianluca Atlante
- 1/2/2009
- 14:43
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Ora è il più forte anche sul cemento, superficie sulla quale, eccezion fatta per la semifinale persa contro Tsonga agli Australian Open dello scorso anno, non aveva mai brillato particolarmente nei precedenti Slam. Rafael Nadal, alle 14.13 italiane, tredici minuti dopo la mezzanotte a Melbourne, ha iscritto per la prima volta il proprio nome nell’albo d’oro degli Australian Open battendo in cinque set il rivale di sempre, Roger Federer: 7/5 3/6 7/6 (3) 3/6 6/2 il punteggio finale di un match che ha rispecchiato in alcuni tratti e forse anche con molta più intensità, la finale del giugno scorso a Wimbledon.
Per lo spagnolo è la sesta vittoria in uno Slam, dopo i quattro successi consecutivi al Roland Garros e la vittoria a Wimbledon lo scorso anno proprio contro Federer alla sua terza finale consecutiva in uno Slam persa contro il giocatore di Palma de Mallorca dopo quelle al Roland Garros e, come detto, a Wimbldon dello scorso anno. Federer che, tra l’altro, deve rimandare l’aggancio a Pete Sampras in fatto di vittorie in un torneo dello Slam, ma che è ad una sola finale dal record di Ivan Lendl sempre per quanto riguarda i “major” (18 per lo svizzero, 19 per l’ex campione)
PRIMO SET
Pronti, via e si iniziava subito con due break: 1-1 dopo dodici minuti di gioco. Si proseguiva in equilibrio sino al sesto gioco dove, lo svizzero, operava il break. Ma quando tutto sembrava deciso, ecco il perentorio ritorno dello spagnolo che, complice un doppio fallo di Federer nel settimo gioco sul 30-40 (sul 30-15, però, c’erano stati due grandi recuperi del numero uno del mondo), operava immediatamente il contro break per poi tenere facilmente il servizio nell’ottavo: 4-4. Federer e Nadal tenevano facilmente i propri successivi servizi, ma all’undicesimo gioco lo spagnolo operava il break e nel successivo gioco teneva la battuta (40-30) e dopo cinquantotto minuti portava a casa il primo set: 6/4 (basse le percentuali della prima di servizio dei due: 58% Nadal e 54% Federer).
SECONDO SET
A differenza del primo set, dove c’era stato un break e contro break in avvio, qui si doveva arrivare al quinto gioco per vedere l’equilibrio rompersi con Nadal pronto a strappare il servizio al suo avversario e ad andare al cambio di campo in vantaggio per 3-2. Tutto deciso? Niente affatto. Federer girava la rete e metteva il turno al proprio diritto. Incurante dello svantaggio, infatti, lo svizzero tornava a giocare i suoi colpi ben dentro il campo. Lo spagnolo subiva il ritorno del suo avversario che metteva insieme, uno dietro l’altro, quattro con giochi con due break (al sesto e soprattutto all’ottavo gioco dove Nadal annullava cinque palle break al suo avversario prima di cedere la battuta) portandosi a casa il set con il punteggio di 6/3 in 48’, il tutto nonostante una bassissima percentuale di prime palle (37%), anche se quando è riuscito a metterla, Federer ha fatto il punto nove volte su dieci (90%).
TERZO SET
Nadal subiva il colpo, ma teneva duro. Si arriva così senza scossoni al 2-2 e qui lo spagnolo si procurava una palla break che, però, Federer annulava. L’equilibrio continuva a regnare sovrano sino all’ottavo gioco, quando sul 4-4 Nadal si ritrovava sotto 0-40. A questo punto, però, veniva fuori tutta la grinta del giocatore di Palma de Mallorca, Federer non rischiava più di tanto e lo spagnolo portava a casa, con fatica, il game. La storia si ripeteva anche sul 5-5: qui Nadal prima recuperava da 15-40 e poi annullava un’altra palla break. Sul successivo gioco era invece Federer ad annullare un setpoint (buona prima di servizio). Si arrivava così al tie break (prima di questo, gli ultimi cinque nei confronti diretti erano stati vinti dallo svizzero: 8-6 il parziale): tutto secondo copione sul 3-3, con due mini break, poi Nadal metteva la freccia infilando quattro punti consecutivi, l’ultimo dei quali era un regalo (doppio fallo) di Federer, portando a casa il terzo set: 7/6 in un’ora e diciotto minuti di gioco.
QUARTO SET
Lo svizzero non si dava per vinto. Della serie… “mi piego, ma non mi spezzo”. Partiva forte: 1-0 per lui e subito break. Qui, però, c’era il ritorno dello spagnolo che riusciva ad operare subito il contro break e a portarsi successivamente sul 2-2. Il quinto gioco, nel quale lo svizzero annullava cinque palle break al suo avversario, era il più lungo e bello dell’intero torneo. Si vedeva di tutto: smorzate, volè in tuffo, diritti e rovesci vincenti, recuperi incredibili da una parte e dall’altra. Insomma, uno spot per il tennis. Finiva per vincerlo Federer che poi, all’ottavo gioco operava il break decisivo e al nono la pratica di questo set: 6/3 in 45’
QUINTO SET
Il quarto set, però, finiva per essere una sorta di “canto del cigno” per lo svizzero che reggeva il passo dell’avversario soltanto sino al terzo gioco. Al quarto, infatti, Nadal operava il break decisivo che lo portava prima 3-1 e poi 4-1. Federer teneva il servizio al sesto gioco, ma sul 5-2 Nadal, dopo aver annullato due matchpoint, doveva cedere partita e torneo all’avversario, al suo primo successo agli Australian Open e, dunque, in uno Slam sul cemento: 7/5 3/6 7/6 (3) 3/6 6/2 in quattro ore e trentotto minuti di gioco (34’ la durata dell’ultimo set)
- Postato da Gianluca Atlante
- 1/2/2009
- 14:34