
Era già a Melbourne per giocare gli Australian Open quando gli è arrivata in testa una mazzata incredibile. Una di quelle che avrebbero steso chiunque. Tre mesi di stop da parte della Federazione internazionale (Itf) per essere stato sorpreso con un quantitativo elevato di “salbutamolo” ad un test antidoping del marzo 2008. Lui, Filippo Volandri, ha incassato il colpo ma oggi, a circa due mesi dalla cosidetta riabilitazione, vuole soltanto pensare al tennis anche se la rabbia è ancora tanta. Leggi tutto »
- Postato da Gianluca Atlante
- 10/2/2009
- 16:30
Con le nuove attrezzature, racchette e palline, e con tutti i nuovi accessori all’avanguardia che riguardano questo sport, l’età dei bambini, che si avvicinano al tennis, si è notevolmente abbassata.
Anche un bimbo di 4/5 anni ha la possibilità di “giocare” a tennis. Iniziando in tenera età, c’è la possibilità di trovarsi di fronte il piccolo “campioncino” e a soli 10 anni… se nella propria scuola si ha un giovane “talento” si corre il rischio di esagerare, con l’obiettivo di portarlo ad un livello alto, esclusivamente intensificando ore di gioco.
Ma è giusto puntare sulla quantità o sulla qualità per questi piccoli tennisti? Leggi tutto »
- Postato da Gianluca Zaccara
- 10/2/2009
- 16:07
La ripetizione continua di alcuni gesti sportivi può comportare l’insorgenza di una specifica patologia che viene definita da “sovraccarico funzionale” o da “ micro-traumatismo”, per sottolineare la eziopatogenesi dovuta ad una serie pressoché infinita di microtraumi.
Le sedi più frequentemente colpite sono quelle tendinee in particolar modo nelle sedi inserzionali (ed in tal caso si parla di “patalogia inserzionale”), delle cartilagini e dell’osso.
Altra caratteristica di queste lesioni è che esse possono avere sedi e manifestazioni tipiche per ogni tipo di sport praticato (ad esempio il “gomito del tennista”, la “spalla del lanciatore”, il “gomito del golfista” etc).
Nel caso in cui venga interessata una struttura tendinea si hanno quadri di vario grado, dalle peritendiniti fino alle tendinosi, alle tendinopatie inserzionali ed in gradi estremi alle rotture sottocutanee.
Nel caso di interessamento del tessuto cartilagineo articolare si hanno delle vere e proprie erosioni.
Nel caso di interessamento osseo si passa da una fase iniziale di “edema interosseo e/o intratrabecolare” fino alla “microfrattura da stress”.
Nella eziopatogenesi di tali patologie da sovraccarico funzionale vanno Leggi tutto »
- Postato da Francesco Parra
- 10/2/2009
- 12:10

Ci sono volute due ore di gioco ad Andreas Seppi per avere ragione dell’olandese Thiemo De Bakker e superare così il primo turno dell’”Abn Amro World Tennis Tournament”, appuntamento Atp dotato di un montepremi di un milione e 445mila dollari: 6/7 (5) 6/2 7/6 (1) il punteggio finale del match. Disco rosso, invece, per Maria Elena Camerin nell’ultimo turno di qualificazione al “17 Open Gdf Suez” di Parigi. La tennista azzurra è stata eliminata dalla Sevastova con il punteggio di 6/3 4/6 6/4.
- Postato da Gianluca Atlante
- 10/2/2009
- 03:26
Uno degli aspetti fondamentali dal punto di vista tattico è la capacità di adattamento e di “problem solving” che viene richiesta al giocatore nelle fasi del match. Una precisa e continua sollecitazione mentale nella scelta delle varie soluzioni da adottare al variare delle situazioni di gioco.
Sono queste le fasi che generano le differenze tra un “giocatore di tennis” ed un “campione di tennis”: in pratica, la capacità di sfruttare al meglio le proprie abilità tecnico-tattiche, fisiche, mentali, dipende esclusivamente dalla specialistica gestione della propria “sfera psicologica” e di come questa viene tenuta attiva ed in grado di restituire rapidamente la giusta risposta, alle continue domande che l’interpretazione e la conduzione di un match richiede. Leggi tutto »
- Postato da Gianluca Zaccara
- 9/2/2009
- 15:36