BUY Viagra ONLINE NO PRESCRIPTION

Archivio

News

Filippo Volandri: “Tornerò più forte di prima”

Era già a Melbourne per giocare gli Australian Open quando gli è arrivata in testa una mazzata incredibile. Una di quelle che avrebbero steso chiunque. Tre mesi di stop da parte della Federazione internazionale (Itf) per essere stato sorpreso con un quantitativo elevato di “salbutamolo” ad un test antidoping del marzo 2008. Lui, Filippo Volandri, ha incassato il colpo ma oggi, a circa due mesi dalla cosidetta riabilitazione, vuole soltanto pensare al tennis anche se la rabbia è ancora tanta. “Al posto mio chiuunque le sarebbe – ha spiegato il tennista di Livorno – Però è giusto ed opportuno guardare avanti e farlo in maniera positiva. Ecco perché sto cercando di vivere questo delicato momento nel migliore dei modi. Certo, c’è stato uno stravolgimento nella preparazione, ma non sono certo rimasto con le mani in mano. Mi alleno ed anche bene per essere pronto nel momento in cui tornerò a giocare”.

Cosa ti ha dato più fastidio in questo primo mese di squalifica?

“Il ripensare alla stessa, al ridicolo di un provvedimento per il quale ancora non riesco a darmi una spiegazione plausibile. In giro, credetemi, c’è di peggio. Quello che è successo a me e, di recente, ai giocatori Possanzini e Mannini è un qualcosa che non si può spiegare. Una sorta di caccia alle streghe fatta per far vedere che, comunque, qualcosa si sta facendo per combattere il doping: ma non è così che funziona”.

In effetti forse c’è di peggio in giro

“Questo non lo so, ma la teoria secondo la quale il sistema funziona a volte procura solo danni”

Come nel caso delle squalifiche per le scommesse, che guarda caso hanno colpito soltanto giocatori italiani

“Ecco appunto. In quel caso punirono tutti tranne il sottoscritto che poi, però, è stato fermato per doping complice un farmaco per curare l’asma e per il quale ogni anno mi era stato dato il consenso. Voi che dite, suona strano il tutto o no?

Che Volandri ritroveremo al rientro?

“Più motivato di prima, questo è certo”

Per arrivare dove?

“A riprendermi una classifica accettabile, ma adesso non voglio pormi obiettivi. Andrò a giocare anche tornei minori, perché tra preparazione e squalifica sono fuori da molto e quando rientri è sempre difficile ritrovare il ritmo partita”

Per tornare ad essere il grande giocatore del 2007?

“Magari più forte, chissà”

Il ginocchio, intanto, sembra non darle più problemi

“In effetti è così. Ogni mese mi reco a MilanLab per i controlli. L’aver evitato un delicato intervento chirurgico è stato molto più di una vittoria”.

Capitolo Coppa Davis. L’Italia tornerà in “A”?

“Ce lo auguriamo tutti. Ci siamo già andati vicini, ma la fortuna non è stata certo dalla nostra parte (chiaro il riferimento ai match contro Spagna e Croazia). Speriamo che quest’anno sia diverso. Le credenziali per centrare questo traguardo ci sono tutte”. 

Maestri

Quantità o Qualità di gioco?

Con le nuove attrezzature, racchette e palline, e con tutti i nuovi accessori all'avanguardia che riguardano questo sport, l'età dei bambini, che si avvicinano al tennis, si è notevolmente abbassata.

Anche un bimbo di 4/5 anni ha la possibilità di "giocare" a tennis. Iniziando in tenera età, c'è la possibilità di trovarsi di fronte il piccolo "campioncino" e a soli 10 anni... se nella propria scuola si ha un giovane "talento" si corre il rischio di esagerare, con l’obiettivo di portarlo ad un livello alto, esclusivamente intensificando ore di gioco. Ma è giusto puntare sulla quantità o sulla qualità per questi piccoli tennisti? In Italia a livello di under, siamo una delle nazioni con i maggiori risultati a livello internazionale... questo perchè i giovani vengono seguiti e curati nei minimi particolari, aumentando e incrementando ore di lavoro sia tecnico che fisico, portandoli, così, a un'alta condizione di pressioni e stress che, mentalmente, non sono pronti, perchè ancora immaturi ad affrontare poi la vera "realtà" del tennista. Spesso capita di assistere ad imprese di atleti che figurano molto in basso nelle classifiche internazionali e che riescono a battere giocatori che figurano nei primi dieci al mondo. Un esempio che la dice lunga sul come sia importante affrontare in modo libero e tranquilli un incontro, al di la della sua importanza. Una condizione che pone l’accento sull’importanza della non necessità di stare a pressare il giovane, costringendolo a lunghi sforzi su una serie di allenamenti, esercizi, renderlo bersaglio di "palline e parole", ma sarebbe bene seguirlo, con moderata quantità, aspirando ad avere come obiettivo, non esclusivamente i risultati tennistici, ma porsi come traguardo la netta possibilità di migliorare il gioco e di conseguenza far crescere la sua maturità gradualmente senza troppa fretta. Arrivando a rendergli un’appropriata crescita della personalità e del “carattere sportivo” tale da ottenere “un tennista completo" sia sotto l'aspetto tecnico-fisico ma soprattutto sotto l'aspetto mentale. I nostri ragazzi, purtroppo, arrivano a un buon livello come under e poi...

Medicina

Dr. Laser: Patologie da carico o stress funzionale

La ripetizione continua di alcuni gesti sportivi può comportare l’insorgenza di una specifica patologia che viene definita da “sovraccarico funzionale” o da “ micro-traumatismo”, per sottolineare la eziopatogenesi dovuta ad una serie pressoché infinita di microtraumi. Le sedi più frequentemente colpite sono quelle tendinee in particolar modo nelle sedi inserzionali (ed in tal caso si parla di “patalogia inserzionale”), delle cartilagini e dell’osso. Altra caratteristica di queste lesioni è che esse possono avere sedi e manifestazioni tipiche per ogni tipo di sport praticato (ad esempio il “gomito del tennista”, la “spalla del lanciatore”, il “gomito del golfista” etc). Nel caso in cui venga interessata una struttura tendinea si hanno quadri di vario grado, dalle peritendiniti fino alle tendinosi, alle tendinopatie inserzionali ed in gradi estremi alle rotture sottocutanee. Nel caso di interessamento del tessuto cartilagineo articolare si hanno delle vere e proprie erosioni. Nel caso di interessamento osseo si passa da una fase iniziale di “edema interosseo e/o intratrabecolare” fino alla “microfrattura da stress”. Nella eziopatogenesi di tali patologie da sovraccarico funzionale vanno considerate le cause responsabili di esse, strettamente correlate al gesto tecnico atletico e che sono l’intensità e la frequenza del microtrauma. Infatti perché si venga ad instaurare una patologia da sovraccarico funzionale il carico atletico deve essere particolarmente intenso ed il gesto atletico deve essere ripetuto numerose volte. Si possono poi considerare alcune concause, raggruppabili in due categorie: 1. Intrinseche: difetti di assialità di un arto o un segmento scheletrico; dismetrie degli arti inferiori; squilibri muscolari fra i gruppi antagonisti; esecuzione di un gesto atletico non corretto sia dovuto all’inesperienza nelle prime fasi di allenamento che all’eccessiva estremizzazione del gesto atletico alla ricerca dei massimi risultati; l’età matura dell’atleta; la presenza di traumi pregressi. 2. Estrinseche: allenamento non corretto, materiali ed attrezzi non idonei. Il primo sintomo di una patologia da sovraccarico è il dolore che talvolta compare a distanza di tempo da l’insorgenza del microtrauma stesso. Il dolore talvolta è presente anche a riposo. Nei casi delle patologie tendinee l’accertamento diagnostico di elezione è l’ecografia. Nei casi delle lesioni cartilaginee l’accertamento diagnostico è la TAC e/o la RNM. Nei casi di lesioni ossee la RNM seguita da una scintigrafia trifasica con lettura tardiva. La terapia è rivolta soprattutto alla messa a riposo del segmento interessato per un periodo prolungato, alla correzione posturale e/o del gesto atletico, ma si inserisce con ottimi risultati la laserterapia di potenza quale Parracelso. Nei casi di microfratture ossee alla laserterapia di potenza va associata magnetoterapia con toroide a contatto. Nel nostro sport le patologie da sovraccarico più frequenti sono: • Tendinopatia di spalla • Epicondilite • Epitrocleite • Edema interosseo e/o intratrabecolare in particolare dello stiloide ulnare e radiale • Micro fratture da stress Queste patologie sono diventate sempre più frequenti e purtroppo coinvolgono sempre più le età giovanili. Le attrezzature sempre più sofisticate e la ricerca sempre più esasperata di un gesto atletico vincente sono fra le cause dell’incremento così marcato di tali patologie. Resto in attesa delle vostre domande ....

News

Rotterdam, Seppi al secondo turno

Ci sono volute due ore di gioco ad Andreas Seppi per avere ragione dell’olandese Thiemo De Bakker e superare così il primo turno dell’”Abn Amro World Tennis Tournament”, appuntamento Atp dotato di un montepremi di un milione e 445mila dollari: 6/7 (5) 6/2 7/6 (1) il punteggio finale del match. Disco rosso, invece, per Maria Elena Camerin nell’ultimo turno di qualificazione al “17 Open Gdf Suez” di Parigi. La tennista azzurra è stata eliminata dalla Sevastova con il punteggio di 6/3 4/6 6/4.

Maestri

Fattori d’eccellenza nella prestazione sportiva

Uno degli aspetti fondamentali dal punto di vista tattico è la capacità di adattamento e di “problem solving” che viene richiesta al giocatore nelle fasi del match. Una precisa e continua sollecitazione mentale nella scelta delle varie soluzioni da adottare al variare delle situazioni di gioco.

Sono queste le fasi che generano le differenze tra un “giocatore di tennis” ed un “campione di tennis”: in pratica, la capacità di sfruttare al meglio le proprie abilità tecnico-tattiche, fisiche, mentali, dipende esclusivamente dalla specialistica gestione della propria “sfera psicologica” e di come questa viene tenuta attiva ed in grado di restituire rapidamente la giusta risposta, alle continue domande che l’interpretazione e la conduzione di un match richiede. Allenare la mente dal punto di vista dell’applicabilità ad un soggetto impegnato nello sport, sta ad indicare la capacità di porre attenzione allo sviluppo di abilità originanti da cinque determinanti fattori: Sincronia, Punti di Forza, Energia, Ritmo, Attivazione. Sincronia Ossia la capacità di essere sempre presenti e pienamente concentrati sulle azioni che si susseguono. In pratica l’attenzione deve essere focalizzata su quello che sta accadendo, senza proiezioni ne future ne passate. Punti di forza Qualità e capacità, fisiche, tecniche e psicologiche che sentiamo far parte di noi; abilità che riteniamo possedere e che ci permettono di aumentare e rinforzare la nostra auto-efficacia. Energia La quantità di forza che noi utilizziamo per svolgere un determinato compito. La capacità di usarne la giusta dose e di regolarla, a seconda delle necessità del momento, per ottimizzare la nostra performance. Ritmo

Il giusto flusso nella sequenza dei nostri movimenti al fine di utilizzare al meglio la nostra energia.

Attivazione Rappresenta il divertimento, il piacere, la passione che ci guida nella nostra attività. E’ un valore aggiunto, che ci permette di superare i limiti e di affrontare tutte le difficoltà che possiamo incontrare sul nostro cammino. Strettamente legati all’attivazione sono i concetti di motivazione (ciò che ti spinge a fare ciò che fai) e i rituali di attivazione (strategie che ci permettono di attivarci al momento giusto e di sentirci così pronti per affrontare la prestazione).