Gli Australian Open hanno chiuso i battenti. Il torneo è stato un grande successo. La finale una delle partite piu' belle degli ultimi anni. Nadal ha definitivamente stabilito la sua netta supremazia su Federer. Gli australiani possono essere contenti. Tutto durante questo torneo è filato liscio. Un pubblico da record , una perfetta macchina organizzativa con dei giocatori di tennis che hanno dato vita a un grande spettacolo. Dunque una Federazione autraliana che può essere più che soddisfatta. Avere un torneo che funziona così bene, che ha una visibilità mondiale, che guadagna tra i 50 e gli 80 milioni di euro.....bè beati loro . Il tennis gli sta andando proprio bene, direte voi. Ma ho l' impressione che finita l' euforia per il successo di questa manifestazione gli autraliani dovranno affrontare una delle crisi peggiori mai capitate al tennis. Da questa settimana, nei primi cento della classifica mondiale non figura neanche un giocatore autraliano. Hewitt è scivolato al numero 108 ed è il miglior classificato tra i suoi compagni, Guccione 132, Luczak 167, Smeets 193, Ball 189, Klein 221. Un panorama agghiacciante. Da far venire la pelle d'oca. Considerando quella che è stata la grandezza di questa nazione. Credo abbia vinto una cosa come 28 coppe Davis. Senza dimenticare i suoi grandissimi campioni Tony Roche, Neal Fraser, Ken Rosewal,Rafter , Pat Cash , Hewitt e tanti altri ancora. Tra i quali uno su tutti , il piu' grande. Rod Laver. L'unico al mondo capace di avere realizzato nel 1962 e 1969 due grandi slam. Ovvero ha vinto nell'arco dello stesso anno i 4 tornei piu' importanti del mondo. Chissà cosa penseranno questi signori. Dunque, per l'Australia saranno tempi duri . Questo a dimostrazione che anche nazioni con tradizioni cosi' importanti, con budget stratosferici e con tecnici di grandissimo valore come Tony Roche alla fine si possono trovare con qualche problema . Quali siano le ragioni di questa catastrofe difficile dirlo. Parlando con Martin Mulligan, grande campione australiano del passato, sembrerebbe che uno degli errori commessi dalla federazione sia stato quello di non avere investito su dei bravi tecnici. Possibile. Certo che avranno da riflettere e lavorare parecchio. Nel frattempo c'è chi soffre e chi, come noi, umili, senza budget vertiginosi e senza un torneo dello slam, vede un movimento in grande crescita con giocatori e giocatrici di altissimo livello mondiale.
- Postato da Corrado Barazzutti
- 2/2/09
- 19:12
3/2/09 alle 03:15
“giocatori e giocatrici di altissimo livello mondiale.”
Bravo, consolati così….. tanto l’ uva non è matura.
Che ipocrisia vomitevole.
3/2/09 alle 13:21
Ma quale movimento in crescita?mi sono perso qualcosa?
basta vedere cosa hanno combinato gli italiani nella prima settimana degli Aus Open..E dimentichiamoci di quanto siamo bravi in Coppa Davis..
Gli atleti di altissimo livello mondiale sono i top ten e coloro che vincono Slam, Master Series e Tier 1 ….
quale italiano ha vinto in queste competizioni?
3/2/09 alle 23:57
mi viene da piangere
3/2/09 alle 23:58
povera italia tennistica
4/2/09 alle 10:43
se non mi ricordo male l’ultimo italiano a vincere un torneo importante è stato Bracciali, quando nel lontano 2006 vinse l’international series di Casablanca, se questo vuol dire ke in italia c’è un movimento in crescita, beh, allora ci sarà da rivedere qualkosa sopratutto in ambito maskile!!.
4/2/09 alle 10:45
cmq x gli autraliani c’è Tomic, un giovane molto interessante n.700, ke agli australian open ha battuto starace!.
5/2/09 alle 13:53
I commenti non lasciano dubbi sull’insoddisfazione degli appassionati sul movimento Italiano. Probabilmente non tutto è falso. Sicuramente la squadra di coppa Davis non merita di trovarsi dov’è vista la caratura dei giocatori e la sfortuna di aver incontrato per più volte la squadra campione in carica. Un movimento tennistico come quello italiano, poi, degli ultimi anni non è andato male paragonato a quello degli anni 80 e 90 escludendo alcuni bravi ex-giocatori come Camporese, Canè, Cratti, Furlan, Gaudenzi etc. Tanti maschietti tra i primi cento non si vedevano da un pò. Ma sicuramente una cosa non è da trascurare: i giovanissimi vengono boicottati. E’ sicuramente questo il problema più grosso. Lo dico per esperienza personale. Conosco un ragazzo di 14 anni (definirei un giovane talento, appare in alcuni filmati tecnici della federezione) che per potersi allenare con più regolarità e quindi crescere agonisticamente, è dovuto ricorrere a sponsor a vita che gli pagassero il costo della scuola privata di Rihanna ad Arezzo, più altri sponsor per il costo della sua permanenza in quella città. I nomi non li faccio per privacy ma in un colloquio privato non avrei problemi a farli. Ho notizie poi, del fatto che la maggior parte dei nostri più bravi, hanno avuto pochi aiuti. Il tennis è già di per se uno sport costoso, e spesso quelli che vi sono portati ci rinunciano per mancanza di strutture, soldi per la semplice incordatura della racchetta, palline, costo del campo, spostamenti per trovare un compagno di gioco. Se poi si verificano casi come quello da me in precedenza citato è normale che non si può trovare chi davvero può essere un futuro campione. Quello che io mi chiedo è: perchè la Fit non fa richiesta agli enti statali addetti allo sport per un incentivo in modo tale da togliere il costo dei campi, noleggio racchette gratuito, palline e soprattutto scuole professionistiche gratuite per quei giovani di buona speranza?
22/4/09 alle 15:14
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