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Gossip & Rumours

Gisela Dulko e Fernando Gonzalez si lasciano?

Gisela Dulko e Fernando Gonzalez si lasciano?

Semba che Ana Ivanovic e Fernando Verdasco non sono l'unica coppia nel tennis che ha messo fine alla loro storia, infatti secondo Milagros Sequera ci sono molte voci secondo le quali la coppia Gisela Dulko e Fernando Gonzalez non starebbe più insieme. Dulko e Gonzalez si erano già lasciati una volta nel 2008 ma dopo qualche settimana avevano deciso di rimettersi insieme, succederà di nuovo anche questa volta? Per adesso solo loro lo sanno.

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Ivanovic: ancora un ko. Cosa succede ad Ana?

Che succede Ana? Dopo il trionfo dello scorso giugno al Roland Garros, che oltre al primo titolo in uno Slam in carriera le aveva regalato lo scettro di numero uno del tennis femminile, la Ivanovic ha vinto un solo titolo a Linz sul finire del 2008. Per il resto solo delusioni: ha fallito a Wimbledon (ko al terzo turno), quindi agli US Open (fuori al secondo), poi alle Olimpiadi di Pechino (eliminata nei quarti), mentre ai Wta Championships di Doha dello scorso novembre si è ritirata dopo aver perso i primi due incontri nei round robin. Ora l’inattesa e dolorosa sconfitta al terzo turno degli Australian Open dove difendeva la finale del 2008 (attualmente numero 5 Wta, perderà diverse posizioni). Un ko arrivato per mano della diciannovenne russa Alisa Kleybanova (75 67 62) che prima non aveva mai battuto in carriera una top ten. Per Ana, 21 anni di Belgrado, è un momento negativo: in campo e fuori visto che proprio alla vigilia degli Australian Open c’è stata la rottura del fidanzamento con il “collega” spagnolo Fernando Verdasco. La Ivanovic vista contro la Kleybanova era irriconoscibile, lontanissima dalla splendida tennista capace di battere tutte le rivali sulla terra rossa parigina. Lenta, fallosa, impaurita. L’estate scorsa a frenarla erano stati anche i problemi al polso. Quelli sono superati, almeno così assicurano nel suo entourage. Cosa succede allora?

Maestri

Il genitore “tecnico”, il tecnico “genitore”

Qual’è il ruolo che deve avere lo sport nello sviluppo psicologico dei bambini è uno dei concetti principali e chiari a tutti, tecnici ed educatori sportivi. Ma sul come gli allenatori e in particolare i genitori, possono aiutare i giovani atleti a crescere con lo sport, pare esserci un notevole divario che non poche volte sfocia in una vera e propria diversa presa di posizione. Ben lontano dalla concezione dello sport come veicolo di mero protagonismo, per il tecnico la ricerca di strategie necessarie a fare dello sport una palestra in cui esercitarsi alla vita, sembra essere non sempre il risultato condiviso tra quest’ultimo e la figura del genitore. Certo non sempre tale condizioni si manifesta e se accade non sempre con le stesse modalità e ragioni, ma spesso quello che dovrebbe significare per il bambino una ricerca emotiva volta non ad appagare manie di successo, ma all’arricchimento di tenacia e piacere del gioco, diviene una sfida che riflette in campo gli eventi della vita adulta. Dunque diviene principale, prima ancora di individuare le metodologie adatte ai giovani atleti, ricercare gli equilibri “parentali” al fine di ottenere quell’ambito risultato che si può tradurre concettualmente nella ricerca contemporanea di un modo che porti i “grandi” ad avvicinare i bambini a loro stessi, carpendone la vivacità nel vivere le sensazioni immediate e, restituire ad essi la capacità dei “grandi” nel piacere del gioco e della spinta agonistica. Queste due figure essenziali che dovrebbero costituire un punto di riferimento indispensabile per i giovani che si affacciano allo sport e al futuro agonistico, divengono con una certa frequenza, due mondi in contrasto, in disaccordo capaci di travolgere inevitabilmente nei loro meccanismi i ragazzi. Il giovane atleta riconosce nell’allenatore una guida, una figura da seguire, imitare e rispettare, un messaggio opposto genera un effetto distorsivo in questa relazione se non accompagnato positivamente dagli input parentali. Purtroppo però, non è difficile assistere a situazioni di pressione, molto più forti del dovuto, esercitate dai genitori negli appuntamenti agonistici ma anche durante le normali fasi di relazione tra loro, dove non manca la pressione psicologica indotta dai comportamenti “compensativi”, “di proiezione” e “sostitutivi”. Propri questi ultimi risultano essere i più dannosi nel rapporto che il tecnico cerca di costruire col singolo allievo e con il gruppo.

News

Flavia Pennetta ultima degli italiani agli Australian Open

Come da copione Sara Errani non c' è la fatta contro la russa Zvonareva. Il mach si è concluso in 2 set . Solo nel primo Sara si è mantenuta in partita. Ha giocato molto aggressiva. Probabilmente cogliendo di sorpresa la stessa russa, abituata ad essere lei ad imporre il proprio gioco. Il primo set dunque è stato estremamente equilibrato e in certi momenti Sara ha giocato ad altissimo livello. Sul 4 pari vantaggio pari la partita ha cambiato bruscamente direzione. Un errore arbitrale  ha penalizzato la Errani . Le è stato fatto ripetere un punto che invece era suo di diritto. Il colpo che aveva giocato era vincente e dunque non andava ripetuto. Sara, innervosita, da quel momento si è trovata sotto di un set perso 6/4 e 3/0 nel secondo. Qui c'è stata una timida reazione ma la Zvonareva, solida e potente, senza problemi ha chiuso il match con un 6/2. Peccato!  Comunque la Errani ha giocato ancora una volta una grande partita, giocando alla pari con una delle piu' forti giocatrici del mondo. E questo fà ben sperare. Domani scenderà in campo l' ultima delle italiane. Flavia Pennetta. Giocherà contro la Medina. Un' occasione da non perdere considerando che nel caso vincesse  affronterebbe la vincente tra la Martinez Sanchez e la Suarez Navarro per entrare nei quarti. Davvero un occasione da non perdere!

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Australian Open, immagini della quinta giornata

Fonte: www.australianopen.com