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Australian Open in controtendenza: seeding rispettato nel torneo maschile, tante sorprese tra le donne

Gli Australian Open sono ormai allineati ai quarti da finale e si possono trarre i primi bilanci sullo Slam che ha aperto la stagione. Il dato più rilevante è che mentre nel tabellone maschile il seeding è stato rispettato quasi per intero con pochissime sorprese, è avvenuto esattamente il contrario nel torneo femminile. Questo il quadro dei quarti di finale maschili: Nadal (1)-Simon (6), Verdasco (14)-Tsonga (5), Roddick (7)-Djokovic (3), Del Potro (8)-Federer (2). Delle prime otto teste di serie manca solo Murray (4), peraltro debilitato dall'influenza. Si fosse qualificato anche il britannico sarebbe stata la prima volta che un torneo dello Slam presentava tutte e otto le prime teste di serie ai quarti. Questo invece il tabellone dei quarti nel torneo femminile: Bartoli (16)-Zvonareva (7), Safina (3)-Dokic, Suarez Navarro-Dementieva (4) e Kuznetsova (8)-Serena Williams (2). Delle prime otto giocatrici del seeding ce ne sono ancora in gara cinque. Al rush finale sono però approdate anche la rediviva Dokic, arrivata a Melbourne da numero 187 del ranking Wta e la Suarez Navarro, numero 46, oltre alla Bartoli, già finalista a Wimbledon 2007 ma reduce da una stagione piena di infortuni. Tutto come da copione nel torneo maschile, tanti risultati a sorpresa in quello femminile che ha perso la numero uno del mondo Jankovic già negli ottavi e la numero 5 Ivanovic al terzo turno. Un dato in netta controtendenza rispetto al passato anche recente in cui le sorprese maggiori solitamente le riservava il tabellone maschile. Un dato che non a caso riflette l’incertezza che dalla scorsa primavera regna nel circuito femminile anche al vertice. Nel 2008 sono state cinque le tenniste ad alternarsi al comando della classifica Wta. Il dopo Justine Henin, che ha detto addio al tennis lo scorso maggio da numero uno indiscussa, è stato caratterizzato dall’incertezza, tra cali di rendimento e malanni fisici delle presunte pretendenti al trono. In vetta al ranking si sono alternate Maria Sharapova, Ana Ivanovic, la Jankovic per una sola settimana, di nuovo la Ivanovic, quindi Serena, infine ancora la Jankovic. La serba è la terza tennista dell’era open ad essere numero uno della classifica mondiale senza aver ancora vinto un titolo dello Slam. Prima di lei la belga Kim Clijsters nell’agosto 2003 e la francese Amelie Mauresmo nel settembre 2004 (entrambe vinsero successivamente dei titoli dello Slam).

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Australian Open, Schiavone e Santangelo speranze azzurre in doppio

Francesca Schiavone e Mara Santangelo: per loro il sogno australiano continua. Davanti hanno la possibilità di guadagnare l’accesso alle semifinali del doppio femminile. La prima a scendere in campo, quando in Italia sarà l’una di notte (le 11 del mattino a Melbourne), sarà la tennista milanese, che in coppia con la giocatrice di casa Casey Dellacqua (sono la testa di serie numero 12 del tabellone) sfideranno, come primo match sulla “Rod Laver Arena” la tedesca Anna-Lena Groenefeld e la svizzera Patty Schnyder. Sul campo numero tre, al quale sembra abbonata, la pontina Mara Santangelo, che fa coppia con la francese Dechy (sono imbattute in questo inizio di 2009 dopo il successo ad Auckland), sfiderà come secondo incontro il duo spagnolo (undicesima testa di serie) formato da Nuria llagostera Vives e Maria Josè Martinez. Mara andrà a caccia della terza semifinale Slam in doppio della sua carriera dopo quelle ottenute nel 2007 al Roland Garros (poi vinto) e a Wimbledon con l’australiana Alicia Molik. Sempre sullo stesso campo, ma a chiusura del programma, la giocatrice di Latina cercherà di farsi strada anche in misto. In coppia con lo svedese Aspelin, sfiderà il duo ceco formato da Iveta Benesova e Lukas Dlouhy

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Fed Cup, a breve le convocazioni di Barazzutti

NELLE prossime ore il cittì di Fed Cup, Corrado Barazzutti, sbarcato questa mattina a Roma di ritorno dall’Australia, diramerà le convocazioni per il primo turno del tabellone principale di Federation Cup 2009 che vedrà l’Italia, vincitrice nel 2006 e finalista l’anno seguente sconfitta dalla Russia in questa manifestazione, affrontare l’8 e 9 febbraio prossimi la Francia al Palais du Sport di Orleans. Sarà la nona sfida tra queste due nazionali ed i precedenti parlano in favore delle transalpine che sino sono imposte sei volte. A confortare, però, la nostra Italia in “gonnella” ci sono gli ultimi due confronti diretti: quello del 2006 al Palis des Sports di Nancy, quando la vittoria in tre set di Francesca Schiavone su Amelie Mauresmo (4/6 7/6 (4) 6/4 il punteggio di un match davvero indimenticabile), spianò la strada alle azzurre che poi vinsero per 4-1 riuscendo, qualche mese più tardi, a completare l’opera in Belgio iscrivendo per la prima volta il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione, e quello del 2007 a Castellaneta Marina con il successo, anche questa volta grazie soprattutto alla inossidabile Francesca Schiavone e a Roberta Vinci, per 3-2. L’ultima vittoria transalpina, invece, è datata 10 e 11 luglio 2004. La Francia, a Rimini, si impose per 3-2, ma con i due punti azzurri arrivati sul 3-0 per le transalpine guidate dalla stessa Mauresmo e da Mary Pierce.

I CONFRONTI

1970 (Freiburg) Francia-Italia 2-1

1979 (Madrid) Francia-Italia 2-1

1982 (Santa Clara – Usa) Francia-Italia 2-1

1994 (Francoforte) Francia-Italia 3-0

2001 (Vittel) Francia-Italia 4-1

2004 (Rimini) Francia-Italia 3-2

2006 (Nancy) Francia-Italia 1-4

2007 (Castellaneta Marina) Italia-Francia 3-2

L’ULTIMO MATCH IN CIFRE

T. Golovin b T. Garbin 6/3 2/6 6/2

F. Schiavone b A. Mauresmo 7/5 6/3

A. Mauresmo b M. Santangelo 6/7(5) 6/0 6/4

F. Schiavone b T. Golovin 6/4 2/6 7/5

F. Schiavone-R. Vinci b S. Bremond-N. Dechy 4/6 6/1 6/2

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L’importanza del servizio

Nel tennis di oggi i colpi "primari", come il servizio, sono diventati sempre più importanti. Dieci anni fa i giocatori in grado di servire a 200 km/h e eseguire 15 Ace in una partita ne erano pochi. Ora tra i primi 100 del mondo la percentuale si è notevolmente alzata. Il servizio è senz'altro il colpo fondamentale che potenzialmente tutti possono sviluppare dato che lo si può allenare indipendentemente dal gioco dell'avversario... mentre scambiare da fondo con un giocatore superiore non permette neppure di esprimere le proprie abilità, quando si è al sevizio dipende tutto da noi. Partendo come dato di fatto che quindi questo colpo assume un tale rilievo nella crescita tennistica di un giovane, perchè nelle scuole Sat in Italia non gli si da molto peso ne gli si dedica tempo necessario all'insegnamento, ma si preferisce approfondire in maniera smisurata i colpi da fondo: diritto e rovescio? Spesso e volentieri nei circoli si può assistere a lezioni improntate al 90% sull'apprendimento dei classici colpi correlati da eventuali correzioni e con rispettivi esercizi di varie tipologie ma, comunque, limitati agli stessi colpi... Successivamente quando i piccoli atleti a conclusione della lezione sono stanchi, vengono incitati a posizionarsi dietro la riga di fondo e 5 da una parte e 5 dall'altra partono i fatitici 10 minuti di battuta, il tempo che manca al termine. Poi, ci si lamenta e sorprende se nascono piccoli campioni senza un servizio adeguato per il tennis d'elite ma limitati ad usarlo come sola messa in gioco della palla. Perchè a fronte di grandi miglioramenti sugli altri colpi si ha un evidente buco nero nel servizio? Evidentemente non si comprende l'importanza assoluta di questo colpo che riveste un'estrema rilevanza e rappresenta una sorta di biglietto da visita per il tennista, il quale se è in possesso di una corretta tecnica esecutiva possiede generalmente una buona competitività in tutto il suo gioco. Oppure, nonostante si è testimoni del suo peso in un match, non ci si impegna in modo assoluto nel far apprendere un colpo così importante ma altrettanto complesso. Probabilmente essendo ad elevato contenuto tecnico richiede uno spreco di energia nel praticare insegnamenti, correzioni e praticità nell'attuarlo in modo corretto. In termini fisiologici comporta una elevata coordinazione neuromuscolare per la perfetta esecuzione dei movimenti: per insegnare una esatta percezione della posizione del corpo, con rispettiva precisa sensazione su come il corpo si stia movendo e la possibilità di correggere l'esecuzione stessa. Ci vuole, innanzitutto, bravura nel saper fare tutto ciò e, poi tanta energia e pazienza per trasmettere ai ragazzi la voglia di impararlo, successivamente di perfezionarlo senza accontentarsi dei minimi risultati. L'apprendimento di questo colpo si realizza meglio nell'età dello sviluppo e quindi è necessario insistere ore e ore sulla sua teoria e sulla sua pratica, in modo tale che la forza del giocatore si fonderà, di conseguenza, su una notevole sicurezza ed efficacia della sua battuta. Non è normale che si debba andare in altri paesi per poter analizzare i problemi meccanici e fisici di questo colpo per poi riuscire a risolverli... Basterebbe un pò più di impegno e volontà... Emigrare per imparare il servizio? No, grazie...
  • Postato da Gianluca Zaccara
  • 26/1/2009
  • 11:26
  • 1 commento

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Australian Open, Verdasco elimina Murray

Dalla sua dimora australiana, Roger Federer, si sarà fatto una grossa risata nel tardo pomeriggio australiano. Nei limiti consentiti, ovviamente, dalla sua innata educazione. Lui, però, lo aveva detto, lo aveva forse previsto, era stato profeta nell’affermare, alla vigilia di questo primo Slam, che indicare lo scozzese Andy Murray come il grande favorito di questi Australian Open era forse un tantino eccessivo, una cosa insomma un po’ affrettata. Vista, soprattutto, la presenza di giocatori importanti e in grado nel recente passato di mettere uno Slam dietro l’altro nella loro bacheca. Il campo ha dato ragione all’ex numero uno del mondo. Murray, complice anche un’influenza debilitante, ha ceduto in cinque set allo spagnolo Verdasco, giocatore che mai prima di oggi si era issato sino a quarti di finale in uno Slam, ma che negli stessi e, dunque, su tutte le superfici (“rebound ace”, terra, erba e cemento puro), aveva sempre raggiunto almeno gli ottavi di finale. Lo spagnolo ha sempre rincorso lo scozzese sino a schiantarlo nel quinto dopo, peraltro, aver annullato tre pericolosissime palle break nel quinto gioco che, se trsformate, avrebbero portato Murray a giocare sul velluto e, magari, a vincere il match. E siccome la Spagna, da qualche anno a questa parte, sembra non farsi mancare nulla in nessuno sport, ecco arrivare puntuale a “colazione” la vittoria di Rafael Nadal, numero uno del mondo e giocatore sempre più solido anche sul veloce “rebound ace” australiano. Seitre, seidue e seiquattro a “mano di pietra” Gonzalez, reduce dalla battaglia contro Gasquet e incapace, se non all’inizio del terzo set, di poter contrastare il “coloratissimonike” di Palma de Mallorca.