News
Australian Open, le sofferenze di Federer
L’ultima volta era stato nel lontano 2004, al Roland Garros. Da quel momento in poi, negli Slam diciotto semifinali consecutive. Questa mattina, davanti a cornetto e cappuccino, in molti però si sono chiesti se l’era di Roger Federer fosse definitivamente arrivata al capolinea. Non tanto perché il numero due del mondo stesse giocando male, ma perché dall’altra parte Tomas Berdych, numero 20 del seeding, aveva trovato e modo e tempo per aprire delle crepe nella solidità tennistica e psicologica dello svizzero, incapace di imporre la propria grande personalità al cospetto del ceco. Morale della favola, 6/4 7/6 (7/4) per Berdych e Federer con un piede fuori dagli Australian Open soltanto agli ottavi, cinque anni dopo quella eliminazione dalle parti del Bois de Boulogne. Da quel momento in poi, però, il buon Roger trovava modo e tempo per cominciare a dare lustro al suo grande tennis. E così, dopo aver fallito in due occasioni la possibilità di fuggire nel terzo set (altrettanti break gettati alle ortiche), Federer riusciva a ritornare piano piano in partita. Berdych accusava il colpo: perdeva il terzo e quarto set con identico punteggio (6/4), prima di crollare definitivamente al quinto: 6/2. Ora tra lo svizzero e la 19esima semifinale consecutiva in uno Slam, l’ostacolo Del Potro vincitore in quattro set contro il croato Cilic. Tra i due, tre precedenti, l’ultimo dei quali nell’ultimo Masters Series di Madrid con il successo dello svizzero con un doppio 6/3. Successi per lo svizzero anche nel secondo turno a Wimbledon nel 2007 (6/2 7/5 6/1 lo score) e al primo turno di Basilea sempre nello stesso anno (6/1 6/4 il punteggio finale di quel match).
- Postato da Gianluca Atlante
- 25/1/09
- 16:18



